6.5 Integrare tradizione umanistica e strategia di internazionalizzazione

Integrare la tradizione umanistica nella strategia internazionale significa valorizzare saperi, lingue e culture come elementi distintivi dell’Ateneo

capaci di dialogare con il mondo e di contribuire in modo originale alle grandi questioni contemporanee. Sarà importante:

  • rendere la tradizione umanistica parte integrante della strategia internazionale;
  • costruire reti accademiche globali sui saperi culturali e linguistici;
  • promuovere programmi internazionali in ambito umanistico;
  • contrastare l’idea che l’internazionalizzazione coincida con l’omologazione;
  • valorizzare l’umanesimo come linguaggio globale.

Essere internazionali significa portare la propria identità nel mondo.

Integrare la tradizione umanistica nella strategia di internazionalizzazione significa rifiutare l’idea che “essere internazionali” coincida con l’omologazione dei contenuti, delle lingue e dei modelli culturali. Per Ca’ Foscari questo implica assumere umanesimo, lingue e culture come asse portante della proiezione internazionale, come una proposta culturale capace di dialogare con il mondo e non come ambiti accessori o residuali.

In questa direzione, esperienze come i corsi Philosophy, International and Economic Studies, Ancient Civilizations for the Contemporary World e Italian and Mediterranean Studies rappresentano passaggi significativi che hanno avuto gestazioni difficili, ma che devono essere supportati. Hanno dimostrato che è possibile progettare percorsi internazionali che non si limitano a tradurre in inglese contenuti esistenti, ma ripensano criticamente una tradizione culturale forte in una prospettiva comparata e globale. Queste esperienze indicano una traiettoria chiara: l’identità umanistica dell’Ateneo può diventare una risorsa distintiva a livello internazionale, se assunta come progetto culturale consapevole e non come eredità da difendere.

Un primo ambito di sviluppo riguarda la progettazione di programmi internazionali umanistici nativamente globali, concepiti fin dall’origine come percorsi comparativi e plurali. In questo quadro, iniziative in ambiti come World Art e World Philosophy rappresentano sviluppi naturali e coerenti, particolarmente attrattivi per studenti e studentesse che vogliono comprendere i fenomeni culturali oltre i confini nazionali ed eurocentrici. Non si tratta necessariamente di attivare nuovi corsi di studio, né di moltiplicare l’offerta formativa, ma di rendere visibili e strutturare in modo più riconoscibile percorsi e curricula che valorizzino una ricchezza disciplinare già presente a Ca’ Foscari e difficilmente replicabile altrove. L’Ateneo dispone infatti di competenze consolidate in ambiti come la filosofia giapponese, cinese, indiana, islamica ed ebraica; la storia dell’arte indiana, cinese, giapponese, russa e medio-orientale; le letterature postcoloniali, latino-americane, giapponesi, coreane, indiane, ebraiche e cinesi.

Mettere in relazione queste aree all’interno di percorsi coerenti e chiaramente identificabili consentirebbe di offrire un’esperienza formativa comparativa di alto livello, fondata sul confronto tra tradizioni culturali, sistemi di pensiero e pratiche artistiche diverse, senza perdere il rigore disciplinare. In questo senso, tali programmi non sostituiscono la tradizione umanistica, ma la riorganizzano in chiave comparativa e globale, rafforzandone la capacità interpretativa e la rilevanza nel contesto contemporaneo. Questa impostazione permetterebbe inoltre di rafforzare l’attrattività internazionale dell’Ateneo valorizzando ciò che rende Ca’ Foscari distintiva: la possibilità di studiare il mondo nelle sue molteplici tradizioni culturali e linguistiche in modo strutturato, profondo e non superficiale, all’interno di un’unica cornice accademica.

In questo quadro, è strategica la valorizzazione dell’Osservatorio di Politica e Relazioni Internazionali come spazio di integrazione tra ricerca, didattica e terza missione sui temi globali. L’Osservatorio  può rafforzare la dimensione internazionale promuovendo il dialogo tra saperi umanistici e scienze sociali e rendendo visibile la capacità dell’Ateneo di interpretare criticamente le dinamiche contemporanee. Attraverso attività di ricerca, analisi, confronto pubblico e collaborazione internazionale, l’Osservatorio può contribuire al posizionamento di Ca’ Foscari come attore autorevole nel dibattito globale, in coerenza con la sua identità culturale.

Un ulteriore ambito di sviluppo riguarda la connessione strutturata tra l’umanesimo e le grandi sfide contemporanee, quali sostenibilità ambientale e sociale, migrazioni, trasformazioni della democrazia, diritti culturali, intelligenza artificiale e innovazioni tecnologiche. In questo contesto, i saperi umanistici non svolgono una funzione ancillare o meramente riflessiva, ma offrono strumenti critici indispensabili per interpretare la complessità del presente e orientare scelte future informate. Questa integrazione può tradursi, ad esempio, nella progettazione di moduli tematici trasversali inseriti all’interno dei programmi umanistici internazionali, dedicati a questioni come il rapporto tra culture e ambiente, le narrazioni delle migrazioni, la storia e le forme della cittadinanza, l’etica e la governance delle tecnologie digitali. Esperienze già avviate in ambiti come Environmental Humanities mostrano come l’incontro tra discipline storiche, filosofiche, linguistiche e scientifiche consenta di affrontare temi globali senza rinunciare al rigore metodologico, ma anzi rafforzandolo. In una prospettiva più ampia, questi percorsi potrebbero essere arricchiti da laboratori comparativi, seminari internazionali con docenti e studiosi provenienti da contesti diversi, o progetti didattici collegati a casi di studio concreti — ad esempio su patrimoni culturali in trasformazione, politiche linguistiche, uso dell’intelligenza artificiale nei contesti culturali o gestione dei conflitti simbolici e identitari. In questo modo, Ca’ Foscari può consolidare un modello formativo in cui l’umanesimo non è confinato alla conservazione del passato, ma diventa una chiave di lettura critica del mondo contemporaneo, capace di dialogare con le grandi agende globali e di contribuire in modo originale al dibattito internazionale.

6. La tradizione per costruire il futuro

Azioni

La cultura umanistica e i saperi storici costituiscono una risorsa viva e strutturante per la formazione del pensiero critico e per la comprensione delle trasformazioni del presente. Essi forniscono strumenti concettuali, metodologici e interpretativi indispensabili per leggere la complessità del mondo contemporaneo, mettendo in relazione il passato e il presente e consentendo una comprensione non riduttiva dei fenomeni sociali, politici e culturali. In questo senso, propongo: promuovere il valore strutturale dei saperi umanistici e storici (storia, filosofia, filologia, studi letterari, linguistici e culturali, etc.) nella formazione universitaria;favorire il dialogo tra cultura umanistica, saperi storici e conoscenze contemporanee;valorizzare il ruolo formativo ...
Il patrimonio materiale, artistico, letterario e culturale rappresenta un ambito dinamico di produzione di conoscenza e di dialogo con la società. Ritengo sarà importante: valorizzare gli studi letterari, storico-artistici e culturali come ambiti di ricerca di frontiera;promuovere e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale;rafforzare il dialogo con musei, archivi, biblioteche e istituzioni culturali.Cultura viva, conoscenza attiva.Rinnovare lo studio del patrimonio culturale significa superare definitivamente l’idea del patrimonio come oggetto statico di conservazione e riconoscerlo come ambito dinamico di produzione di conoscenza, capace di connettere ricerca avanzata, formazione universitaria e dialogo con la società. Il patrimonio non è soltanto ciò che ...
Le lingue sono strumenti fondamentali di interpretazione del mondo e di costruzione delle relazioni tra culture e storie, anche e soprattutto nelle loro forme meno diffuse. Propongo di: coltivare lo studio delle lingue meno diffuse come risorsa strategica globale;valorizzare le competenze linguistiche come competenze storiche, culturali e politiche;promuovere percorsi che integrino lingua, storia e contesto socio-culturale ed economico.Ogni lingua è un modo diverso di abitare il mondo.Valorizzare le lingue significa riconoscere che non sono strumenti neutri di comunicazione, ma vere e proprie forme di conoscenza, di interpretazione della realtà e di mediazione culturale. Le università, come la nostra, che hanno ...
L’italiano continua a svolgere un ruolo centrale come lingua di cultura, di mediazione e di produzione del sapere nei contesti internazionali. Reputo essenziale: valorizzare l’italiano come lingua di cultura, scienza e pensiero critico;promuovere l’insegnamento dell’italiano nei contesti internazionali;rafforzare il legame con le comunità italofone nel mondo, in particolare nelle Americhe.Promuovere l’italiano significa rafforzare la presenza culturale nel mondo.Rinnovare il ruolo dell’italiano come lingua di cultura e di insegnamento non significa difendere uno spazio residuale o rivendicare una centralità simbolica, ma ripensarne l’uso accademico in modo intenzionale e strategico. L’italiano non è una lingua da preservare per inerzia, ma una lingua ...
Integrare la tradizione umanistica nella strategia internazionale significa valorizzare saperi, lingue e culture come elementi distintivi dell’Ateneo capaci di dialogare con il mondo e di contribuire in modo originale alle grandi questioni contemporanee. Sarà importante: rendere la tradizione umanistica parte integrante della strategia internazionale;costruire reti accademiche globali sui saperi culturali e linguistici;promuovere programmi internazionali in ambito umanistico;contrastare l’idea che l’internazionalizzazione coincida con l’omologazione;valorizzare l’umanesimo come linguaggio globale.Essere internazionali significa portare la propria identità nel mondo.Integrare la tradizione umanistica nella strategia di internazionalizzazione significa rifiutare l’idea che “essere internazionali” coincida con l’omologazione dei contenuti, delle lingue e dei modelli culturali. Per ...
Marco Sgarbi
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