12. Condizioni eque per studiare, lavorare e crescere
La qualità di un’università non si misura solo nei suoi indicatori scientifici o nella sua reputazione internazionale
ma nella capacità di garantire a tutte e tutti condizioni eque per studiare, lavorare e crescere.
Per questo, il mio programma pone al centro il tema dell’equità come infrastruttura fondamentale della vita accademica: diritto allo studio, pari opportunità, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, rispetto e inclusione non sono politiche settoriali, ma dimensioni strutturali della qualità istituzionale di Ca’ Foscari.
Ridurre i divari – economici, di genere, organizzativi e culturali – non significa uniformare i percorsi, ma rimuovere gli ostacoli che impediscono a talenti di esprimersi pienamente. In una città complessa e costosa come Venezia, e in un contesto sociale attraversato da nuove fragilità, l’università ha una responsabilità pubblica chiara: ridurre le disuguaglianze che ostacolano l’accesso, la continuità e la riuscita delle carriere, senza abbassare gli standard ma rendendo il merito davvero esigibile. Le azioni che seguono delineano un impegno concreto e misurabile per rafforzare il diritto allo studio, contrastare le disuguaglianze di genere, sostenere la conciliazione tra vita, studio e lavoro e promuovere una cultura diffusa del rispetto e dell’inclusione. Non si tratta di aggiungere nuovi adempimenti, ma di orientare in modo coerente le scelte organizzative, finanziarie e culturali dell’Ateneo, affinché Ca’ Foscari sia sempre più un luogo in cui le persone contano davvero, e in cui l’equità diventa uno strumento di qualità, fiducia e futuro.