6. La tradizione per costruire il futuro

Un’università proiettata nel futuro non è un’università che recide le proprie radici

ma un’istituzione capace di trasformare la propria tradizione in una risorsa viva, capace di parlare al presente e di orientare il futuro.

In un tempo segnato da accelerazione, semplificazione e riduzione del sapere a ciò che è immediatamente spendibile, coltivare la cultura umanistica, le lingue e il patrimonio culturale non è un gesto di conservazione, ma un atto di visione.

Ca’ Foscari nasce e si afferma come università delle lingue, delle culture, delle civiltà, del dialogo tra mondi diversi. Questa vocazione non è un tratto identitario secondario, ma una missione storica e contemporanea, che rende l’Ateneo unico nel panorama nazionale e internazionale. La centralità delle lingue – più o meno diffuse, classiche e moderne – dello studio delle tradizioni culturali, letterarie, artistiche e filosofiche, costituisce uno dei contributi più rilevanti che Ca’ Foscari può offrire a un mondo attraversato da conflitti culturali, crisi democratiche e impoverimento del linguaggio pubblico.

Il programma insiste in modo particolare su questo punto, non perché sono un candidato di area umanistica, ma perché si tratta di ambiti del sapere che oggi risultano spesso esposti a una progressiva perdita di rilevanza: discipline considerate “a rischio” non per mancanza di valore, ma perché la loro utilità non è immediatamente traducibile in applicazioni di breve periodo. Difenderle e rilanciarle significa affermare che l’università non può ridursi a un luogo di addestramento funzionale, ma deve restare uno spazio di elaborazione critica, di profondità storica e di costruzione del senso.

Coltivare questa tradizione significa riconoscerla come fondamento del pensiero critico, della cittadinanza globale e della capacità di interpretare la complessità. Significa anche rinnovarla, metterla in dialogo con le sfide del presente – tecnologiche, ambientali, geopolitiche – e renderla parte integrante dell’internazionalizzazione dell’Ateneo. In questo senso, la cultura classica, il patrimonio umanistico e le competenze linguistiche non sono alternative all’innovazione, ma condizioni della sua qualità e della sua responsabilità. In questa prospettiva rientra anche l’attenzione alle lingue e ai linguaggi inclusivi, non solo come strumenti di accessibilità, ma come espressioni piene della pluralità linguistica e culturale contemporanea. Riconoscerne il valore significa ampliare l’idea stessa di linguaggio, rafforzare il diritto alla comunicazione e affermare il ruolo dell’università come spazio di inclusione, di mediazione e di democrazia culturale.

Questo punto del programma afferma con chiarezza che Ca’ Foscari intende continuare a essere un’università globale non per omologazione, ma per profondità culturale, pluralità linguistica e capacità di mediazione tra tradizioni diverse.

6. La tradizione per costruire il futuro

Azioni

La cultura umanistica e i saperi storici costituiscono una risorsa viva e strutturante per la formazione del pensiero critico e per la comprensione delle trasformazioni del presente. Essi forniscono strumenti concettuali, metodologici e interpretativi indispensabili per leggere la complessità del mondo contemporaneo, mettendo in relazione il passato e il presente e consentendo una comprensione non riduttiva dei fenomeni sociali, politici e culturali. In questo senso, propongo: promuovere il valore strutturale dei saperi umanistici e storici (storia, filosofia, filologia, studi letterari, linguistici e culturali, etc.) nella formazione universitaria;favorire il dialogo tra cultura umanistica, saperi storici e conoscenze contemporanee;valorizzare il ruolo formativo ...
Il patrimonio materiale, artistico, letterario e culturale rappresenta un ambito dinamico di produzione di conoscenza e di dialogo con la società. Ritengo sarà importante: valorizzare gli studi letterari, storico-artistici e culturali come ambiti di ricerca di frontiera;promuovere e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale;rafforzare il dialogo con musei, archivi, biblioteche e istituzioni culturali.Cultura viva, conoscenza attiva.Rinnovare lo studio del patrimonio culturale significa superare definitivamente l’idea del patrimonio come oggetto statico di conservazione e riconoscerlo come ambito dinamico di produzione di conoscenza, capace di connettere ricerca avanzata, formazione universitaria e dialogo con la società. Il patrimonio non è soltanto ciò che ...
Le lingue sono strumenti fondamentali di interpretazione del mondo e di costruzione delle relazioni tra culture e storie, anche e soprattutto nelle loro forme meno diffuse. Propongo di: coltivare lo studio delle lingue meno diffuse come risorsa strategica globale;valorizzare le competenze linguistiche come competenze storiche, culturali e politiche;promuovere percorsi che integrino lingua, storia e contesto socio-culturale ed economico.Ogni lingua è un modo diverso di abitare il mondo.Valorizzare le lingue significa riconoscere che non sono strumenti neutri di comunicazione, ma vere e proprie forme di conoscenza, di interpretazione della realtà e di mediazione culturale. Le università, come la nostra, che hanno ...
L’italiano continua a svolgere un ruolo centrale come lingua di cultura, di mediazione e di produzione del sapere nei contesti internazionali. Reputo essenziale: valorizzare l’italiano come lingua di cultura, scienza e pensiero critico;promuovere l’insegnamento dell’italiano nei contesti internazionali;rafforzare il legame con le comunità italofone nel mondo, in particolare nelle Americhe.Promuovere l’italiano significa rafforzare la presenza culturale nel mondo.Rinnovare il ruolo dell’italiano come lingua di cultura e di insegnamento non significa difendere uno spazio residuale o rivendicare una centralità simbolica, ma ripensarne l’uso accademico in modo intenzionale e strategico. L’italiano non è una lingua da preservare per inerzia, ma una lingua ...
Integrare la tradizione umanistica nella strategia internazionale significa valorizzare saperi, lingue e culture come elementi distintivi dell’Ateneo capaci di dialogare con il mondo e di contribuire in modo originale alle grandi questioni contemporanee. Sarà importante: rendere la tradizione umanistica parte integrante della strategia internazionale;costruire reti accademiche globali sui saperi culturali e linguistici;promuovere programmi internazionali in ambito umanistico;contrastare l’idea che l’internazionalizzazione coincida con l’omologazione;valorizzare l’umanesimo come linguaggio globale.Essere internazionali significa portare la propria identità nel mondo.Integrare la tradizione umanistica nella strategia di internazionalizzazione significa rifiutare l’idea che “essere internazionali” coincida con l’omologazione dei contenuti, delle lingue e dei modelli culturali. Per ...
Marco Sgarbi
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