6.4 L’italiano come lingua globale di cultura

L’italiano continua a svolgere un ruolo centrale come lingua di cultura, di mediazione e di produzione del sapere nei contesti internazionali.

Reputo essenziale:

  • valorizzare l’italiano come lingua di cultura, scienza e pensiero critico;
  • promuovere l’insegnamento dell’italiano nei contesti internazionali;
  • rafforzare il legame con le comunità italofone nel mondo, in particolare nelle Americhe.

Promuovere l’italiano significa rafforzare la presenza culturale nel mondo.

Rinnovare il ruolo dell’italiano come lingua di cultura e di insegnamento non significa difendere uno spazio residuale o rivendicare una centralità simbolica, ma ripensarne l’uso accademico in modo intenzionale e strategico. L’italiano non è una lingua da preservare per inerzia, ma una lingua che continua a produrre sapere, categorie interpretative e visioni del mondo. In questo ambito, Ca’ Foscari può assumere un ruolo distintivo, riaffermando l’italiano come lingua accademica pienamente legittima quando è la lingua più adeguata a pensare e trasmettere determinati saperi.

In questo quadro, la School for International Education costituisce già oggi una infrastruttura strategica di Ateneo per il rinnovamento dell’italiano come lingua di cultura e di insegnamento in contesti internazionali. Il suo rafforzamento e la sua integrazione più sistematica nelle politiche di offerta formativa, internazionalizzazione e attrattività consentiranno di rendere strutturale una direzione di lavoro già avviata e valorizzare questo nuovo asset strategico.

Un primo asse strategico riguarda la costruzione di un’offerta formativa in italiano pensata esplicitamente per studenti e studentesse internazionali, non come accesso semplificato, ma come esperienza accademica esigente. In questo senso, l’italiano diventa la lingua attraverso cui entrare in contatto diretto con tradizioni di pensiero, patrimoni culturali, pratiche istituzionali e forme di produzione simbolica che non sono pienamente traducibili. Venezia, in quanto città-laboratorio, consente di integrare lingua, spazio, storia e contemporaneità in percorsi che rendono l’italiano una chiave di accesso privilegiata alla comprensione dei fenomeni culturali, politici e artistici. Programmi di questo tipo non mirano solo a “insegnare l’italiano”, ma a formare in maniera più globale e su basi culturali solide studenti e studentesse internazionali.

Un secondo asse, oggi sempre più rilevante, riguarda il rafforzamento del contatto sistematico con i licei italiani nel mondo e, più in generale, con le scuole in cui l’italiano è lingua di insegnamento e di formazione avanzata. I licei italiani all’estero — presenti in Europa (come Parigi, Londra, Madrid, Barcellona, Zurigo, Ginevra, Istanbul), nelle Americhe (Buenos Aires, San Paolo, Montevideo, New York), in Africa (Addis Abeba, Il Cairo) e in Asia (Tokyo) — rappresentano non solo presìdi culturali di grande valore, ma anche ambienti educativi ad alta intensità linguistica, nei quali l’italiano è vissuto come lingua di studio, di produzione del sapere e di accesso a una formazione di livello elevato. In questi contesti, l’italiano è una lingua pienamente curricolare, utilizzata per l’insegnamento delle discipline, per la costruzione del pensiero critico e per il dialogo interculturale. Essi costituiscono quindi un bacino strategico di relazioni per le università italiane, e in particolare per un Ateneo come Ca’ Foscari, che ha nell’internazionalità, nel pluralismo linguistico e nella mediazione culturale alcuni dei propri tratti distintivi. Rafforzare il rapporto con questi licei significa superare una logica occasionale di orientamento e costruire relazioni strutturate e continuative, fondate su scambi didattici, attività di orientamento mirato, moduli introduttivi universitari, summer school in Italia, percorsi di transizione scuola-università e iniziative congiunte rivolte a studenti e docenti. Per Ca’ Foscari, investire su questo asse significa valorizzare un capitale relazionale già esistente, spesso poco integrato nelle strategie di reclutamento e internazionalizzazione.

Una terza area strategica riguarda il rafforzamento delle relazioni stabili con le comunità italofone nel mondo, in particolare nelle Americhe. Qui l’italiano non è solo lingua di origine o di memoria, ma lingua di formazione, di mobilità sociale e di mediazione culturale. Le università che operano efficacemente in questi contesti, come l’Università per Stranieri di Siena o Bologna, non si limitano a iniziative episodiche, ma costruiscono reti strutturate con università partner, scuole e  associazioni culturali. A Ca’ Foscari, valorizzare queste infrastrutture culturali già esistenti può tradursi in programmi di mobilità mirata, summer school internazionali, cicli di conferenze e progetti di ricerca condivisi, rafforzando un legame continuo tra università, territori e comunità italofone. Ca’ Foscari può promuovere progetti di ricerca, formazione e cooperazione accademica che integrino italiano, storia delle migrazioni e studi linguistici, rafforzando la funzione della lingua italiana come strumento di mediazione culturale nel mondo contemporaneo.

Rilanciare il ruolo dell’italiano significa rafforzare la capacità di Ca’ Foscari di essere un’università realmente internazionale, non per omologazione linguistica, ma per profondità culturale, pluralità di voci e capacità di produrre pensiero critico radicato e globale allo stesso tempo. È questa combinazione che consente all’Ateneo di distinguersi nel panorama internazionale, mantenendo saldo il legame tra lingua, sapere e responsabilità culturale.

6. La tradizione per costruire il futuro

Azioni

La cultura umanistica e i saperi storici costituiscono una risorsa viva e strutturante per la formazione del pensiero critico e per la comprensione delle trasformazioni del presente. Essi forniscono strumenti concettuali, metodologici e interpretativi indispensabili per leggere la complessità del mondo contemporaneo, mettendo in relazione il passato e il presente e consentendo una comprensione non riduttiva dei fenomeni sociali, politici e culturali. In questo senso, propongo: promuovere il valore strutturale dei saperi umanistici e storici (storia, filosofia, filologia, studi letterari, linguistici e culturali, etc.) nella formazione universitaria;favorire il dialogo tra cultura umanistica, saperi storici e conoscenze contemporanee;valorizzare il ruolo formativo ...
Il patrimonio materiale, artistico, letterario e culturale rappresenta un ambito dinamico di produzione di conoscenza e di dialogo con la società. Ritengo sarà importante: valorizzare gli studi letterari, storico-artistici e culturali come ambiti di ricerca di frontiera;promuovere e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale;rafforzare il dialogo con musei, archivi, biblioteche e istituzioni culturali.Cultura viva, conoscenza attiva.Rinnovare lo studio del patrimonio culturale significa superare definitivamente l’idea del patrimonio come oggetto statico di conservazione e riconoscerlo come ambito dinamico di produzione di conoscenza, capace di connettere ricerca avanzata, formazione universitaria e dialogo con la società. Il patrimonio non è soltanto ciò che ...
Le lingue sono strumenti fondamentali di interpretazione del mondo e di costruzione delle relazioni tra culture e storie, anche e soprattutto nelle loro forme meno diffuse. Propongo di: coltivare lo studio delle lingue meno diffuse come risorsa strategica globale;valorizzare le competenze linguistiche come competenze storiche, culturali e politiche;promuovere percorsi che integrino lingua, storia e contesto socio-culturale ed economico.Ogni lingua è un modo diverso di abitare il mondo.Valorizzare le lingue significa riconoscere che non sono strumenti neutri di comunicazione, ma vere e proprie forme di conoscenza, di interpretazione della realtà e di mediazione culturale. Le università, come la nostra, che hanno ...
L’italiano continua a svolgere un ruolo centrale come lingua di cultura, di mediazione e di produzione del sapere nei contesti internazionali. Reputo essenziale: valorizzare l’italiano come lingua di cultura, scienza e pensiero critico;promuovere l’insegnamento dell’italiano nei contesti internazionali;rafforzare il legame con le comunità italofone nel mondo, in particolare nelle Americhe.Promuovere l’italiano significa rafforzare la presenza culturale nel mondo.Rinnovare il ruolo dell’italiano come lingua di cultura e di insegnamento non significa difendere uno spazio residuale o rivendicare una centralità simbolica, ma ripensarne l’uso accademico in modo intenzionale e strategico. L’italiano non è una lingua da preservare per inerzia, ma una lingua ...
Integrare la tradizione umanistica nella strategia internazionale significa valorizzare saperi, lingue e culture come elementi distintivi dell’Ateneo capaci di dialogare con il mondo e di contribuire in modo originale alle grandi questioni contemporanee. Sarà importante: rendere la tradizione umanistica parte integrante della strategia internazionale;costruire reti accademiche globali sui saperi culturali e linguistici;promuovere programmi internazionali in ambito umanistico;contrastare l’idea che l’internazionalizzazione coincida con l’omologazione;valorizzare l’umanesimo come linguaggio globale.Essere internazionali significa portare la propria identità nel mondo.Integrare la tradizione umanistica nella strategia di internazionalizzazione significa rifiutare l’idea che “essere internazionali” coincida con l’omologazione dei contenuti, delle lingue e dei modelli culturali. Per ...
Marco Sgarbi
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