10. Regole chiare per le risorse

In un contesto di sottofinanziamento strutturale del sistema universitario, la distribuzione delle risorse interne non è mai una questione puramente tecnica:

è una scelta profondamente politica, perché orienta i comportamenti, definisce le priorità e influisce sulla fiducia reciproca tra Ateneo e Dipartimenti.

A Ca’ Foscari, come in molti atenei, i modelli di allocazione delle risorse si sono progressivamente raffinati per rispondere a vincoli esterni sempre più stringenti – FFO, costo standard, VQR, programmazione del personale – ma questo processo ha talvolta prodotto una percezione di opacità e distanza.

Oggi sappiamo con chiarezza che sono tre i principali fattori che incidono in modo determinante sulla sostenibilità economica e sul finanziamento dell’Ateneo: da un lato il numero e la qualità delle carriere degli studenti e delle studentesse, dall’altro la qualità della ricerca misurata dalla VQR e, infine, l’innalzamento del costo del personale. Ignorare questa realtà significherebbe indebolire l’intero Ateneo. Al tempo stesso, però, ridurre i modelli di allocazione a una logica puramente premiale rischia di penalizzare discipline strutturalmente diverse, di accentuare squilibri e di trasformare la competizione in frammentazione.

La sfida è dunque costruire modelli, chiari e leggibili, che incentivino comportamenti virtuosi, che tengano conto delle differenze disciplinari e che rafforzino la responsabilità dei Dipartimenti, senza trasformare l’allocazione delle risorse in una gara a chi ottiene di più.

10. Regole chiare per le risorse

Azioni

Avviare una revisione condivisa del modello FUDD e dell’assegnazione dei punti organico affinché riflettano in modo più esplicito e comprensibile i fattori che oggi incidono realmente sul bilancio di Ca’ Foscari Reputo fondamentale: valorizzare l’andamento delle immatricolazioni e la capacità di attrarre studenti;premiare la continuità e la regolarità delle carriere studentesche;riconoscere il contributo degli studenti e delle studentesse con esperienze internazionali;valorizzare la qualità e la quantità dei prodotti presentabili in VQR;considerare la capacità di attrarre finanziamenti competitivi per la ricerca.Un Ateneo equo è quello che riconosce davvero ciò che conta.La revisione dei modelli rappresenta un passaggio cruciale per rafforzare equità, ...
Un buon modello è tale solo se è comprensibile. L’Ateneo si impegna a: rendere pubblici i criteri utilizzati per l’allocazione delle risorse;spiegare in modo chiaro l’impatto dei singoli indicatori;garantire stabilità dei modelli nel tempo.Questo consente ai Dipartimenti di programmare, investire e assumersi responsabilità reali sulle scelte strategiche.Un modello di allocazione delle risorse è efficace solo se i criteri che lo compongono sono chiari, leggibili e prevedibili per chi è chiamato a programmare didattica, ricerca e sviluppo nel medio periodo. Senza questa chiarezza, anche un modello tecnicamente corretto rischia di essere percepito come opaco o mutevole, indebolendo la capacità dell’Ateneo di ...
Il fabbisogno didattico deve riflettere la realtà dei corsi e delle strutture ed essere sviluppato su due livelli. Per questo: il calcolo del fabbisogno avverrà innanzitutto a livello dipartimentale (livello 1);l’Ateneo interverrà in una seconda fase per garantire coerenza complessiva e sostenibilità (livello 2);ai Dipartimenti sarà lasciata maggiore autonomia di investire nei settori ritenuti strategici.Un Ateneo forte nasce da Dipartimenti più autonomi e responsabili.Il calcolo del fabbisogno didattico rappresenta uno snodo cruciale tra organizzazione della didattica, programmazione del personale e sostenibilità complessiva dell’Ateneo. Nell’assetto attuale, il fabbisogno didattico viene definito prevalentemente a livello di Ateneo e per grandi aggregazioni scientifico-disciplinari ...
Non tutti i Dipartimenti partono dalle stesse condizioni. Per evitare effetti distorsivi ritengo fondamentale: prevedere meccanismi di accompagnamento per le strutture in difficoltà;evitare che la logica premiale si trasformi in esclusione.L’obiettivo è far crescere l’Ateneo nel suo insieme, non solo alcune parti.Un modello di allocazione delle risorse può essere formalmente corretto, trasparente e coerente con i principi della qualità, e tuttavia produrre nel tempo effetti cumulativi e asimmetrici. Questo accade perché i Dipartimenti non partono dalle stesse condizioni strutturali, né attraversano le stesse fasi di sviluppo nello stesso momento. Differenze disciplinari, dimensioni, composizione del personale, cicli generazionali, storie scientifiche, esiti ...
Marco Sgarbi
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