6.1 La cultura umanistica è una grammatica del presente

La cultura umanistica e i saperi storici costituiscono una risorsa viva e strutturante per la formazione del pensiero critico e per la comprensione delle trasformazioni del presente.

Essi forniscono strumenti concettuali, metodologici e interpretativi indispensabili per leggere la complessità del mondo contemporaneo, mettendo in relazione il passato e il presente e consentendo una comprensione non riduttiva dei fenomeni sociali, politici e culturali. In questo senso, propongo:

  • promuovere il valore strutturale dei saperi umanistici e storici (storia, filosofia, filologia, studi letterari, linguistici e culturali, etc.) nella formazione universitaria;
  • favorire il dialogo tra cultura umanistica, saperi storici e conoscenze contemporanee;
  • valorizzare il ruolo formativo della profondità storica nella comprensione del presente;
    riaffermare la centralità dei metodi critici propri delle discipline umanistiche nella formazione delle persone.

Un Ateneo che investe nei saperi umanistici rafforza il pensiero critico della società.

Coltivare oggi la cultura umanistica e storica non significa difendere ambiti disciplinari per inerzia o per tradizione, ma riconoscere il valore strutturale che questi saperi offrono alla formazione del pensiero critico, alla comprensione della complessità e alla capacità di interpretare il presente. Il loro rilancio risulta efficace quando si supera la contrapposizione sterile tra “passato” e “contemporaneo” e si rende esplicita la funzione formativa dei saperi storici e umanistici come strumenti vivi di interrogazione del mondo attuale, in linea con una visione dell’università come luogo di elaborazione critica e non solo di trasmissione di contenuti.

In questo quadro, anche la cultura classica – intesa come parte integrante della più ampia tradizione umanistica – trova il proprio senso quando è inserita in un dialogo aperto con le questioni del presente. Ca’ Foscari dispone già di esperienze significative da valorizzare e consolidare in questa direzione. Importanti iniziative nel nostro Ateneo hanno mostrato come il confronto con testi, categorie e forme di pensiero del mondo antico e storico possa diventare un dispositivo critico capace di coinvolgere studenti, docenti e pubblico non specialistico. Il rigore scientifico non viene attenuato, ma rafforzato quando i saperi storici e umanistici sono messi in dialogo con questioni come conflitto, democrazia, violenza, giustizia, potere e responsabilità. I saperi umanistici sono fondamentali come chiavi interpretative del presente.

Un primo ambito di sviluppo riguarda la costruzione e il potenziamento di percorsi trasversali di cultura umanistica e storica, aperti a studenti di corsi di studio diversi e non limitati alle lauree specifiche in ambito umanistico. Moduli o insegnamenti opzionali dedicati a temi come democrazia, retorica, diritto, etica pubblica, cittadinanza, costruzione del sapere storico e interpretazione delle fonti possono essere progettati come spazi di incontro tra tradizioni culturali, testi del passato e problemi contemporanei. Rendere questi percorsi riconoscibili e valorizzati – ad esempio attraverso minor, certificazioni o crediti trasversali – consentirebbe di diffondere la cultura umanistica come risorsa formativa comune, accessibile e integrata, rafforzando la qualità complessiva dell’offerta didattica. In questa prospettiva, sarebbe inoltre importante incentivare e sostenere l’organizzazione di summer school, ad esempio in ambito archeologico, anche in collaborazione con università prestigiose, quali strumenti capaci di qualificare ulteriormente l’offerta didattica e di rafforzare l’integrazione tra ricerca, formazione e dimensione internazionale.

Un secondo asse riguarda il dialogo strutturato tra saperi umanistici e storici e altri ambiti di conoscenza, scientifici, economici, giuridici e tecnologici. Le iniziative già presenti a Ca’ Foscari mostrano come questi saperi possano funzionare da spazio di mediazione e riflessione condivisa, in cui storici, filosofi, filologi e studiosi delle culture dialogano con altri ricercatori su temi comuni: linguaggio del potere, costruzione delle norme, rappresentazione dell’alterità, rapporto tra sapere, tecnica e responsabilità pubblica. Rafforzare e istituzionalizzare questo approccio renderebbe ancora più visibile la cultura umanistica come grammatica interpretativa del presente, capace di attraversare l’intero Ateneo e di dialogare con le grandi sfide contemporanee.

Un elemento centrale è la dimensione metodologica dei saperi umanistici e storici. Analisi dei testi, critica delle fonti, storicizzazione dei concetti e interpretazione dei contesti non sono solo contenuti disciplinari, ma pratiche che sviluppano competenze trasferibili e fondamentali: capacità di argomentare, di riconoscere ambiguità, di distinguere tra fatti e interpretazioni, di lavorare con materiali complessi e contraddittori. Rendere esplicita questa dimensione nei percorsi formativi aiuterebbe studenti e studentesse a comprendere il valore degli studi umanistici anche al di fuori dei contesti specialistici, rafforzando il legame tra formazione umanistica, pensiero critico e cittadinanza.

La visibilità pubblica della cultura umanistica e storica rappresenta un ulteriore aspetto strategico. Bisogna consolidare e ampliare iniziative di valorizzazione di questa cultura umanistica, attraverso cicli di incontri, collaborazioni con scuole, biblioteche e istituzioni culturali, significa riconoscere ai saperi umanistici un ruolo attivo nella costruzione di una cittadinanza critica e consapevole. Coltivare la cultura umanistica e storica come fondamento del pensiero critico implica anche difenderne le condizioni di esistenza all’interno dell’università. Questi saperi prosperano quando sono riconosciuti come parte integrante della qualità formativa complessiva e non come nicchie residuali. A Ca’ Foscari ciò richiede un impegno a garantirne continuità, qualità dell’insegnamento e integrazione nella strategia culturale, interdisciplinare e internazionale dell’Ateneo, valorizzando in modo stabile esperienze già riconosciute e rendendole parte di una visione condivisa dello sviluppo futuro.

6. La tradizione per costruire il futuro

Azioni

La cultura umanistica e i saperi storici costituiscono una risorsa viva e strutturante per la formazione del pensiero critico e per la comprensione delle trasformazioni del presente. Essi forniscono strumenti concettuali, metodologici e interpretativi indispensabili per leggere la complessità del mondo contemporaneo, mettendo in relazione il passato e il presente e consentendo una comprensione non riduttiva dei fenomeni sociali, politici e culturali. In questo senso, propongo: promuovere il valore strutturale dei saperi umanistici e storici (storia, filosofia, filologia, studi letterari, linguistici e culturali, etc.) nella formazione universitaria;favorire il dialogo tra cultura umanistica, saperi storici e conoscenze contemporanee;valorizzare il ruolo formativo ...
Il patrimonio materiale, artistico, letterario e culturale rappresenta un ambito dinamico di produzione di conoscenza e di dialogo con la società. Ritengo sarà importante: valorizzare gli studi letterari, storico-artistici e culturali come ambiti di ricerca di frontiera;promuovere e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale;rafforzare il dialogo con musei, archivi, biblioteche e istituzioni culturali.Cultura viva, conoscenza attiva.Rinnovare lo studio del patrimonio culturale significa superare definitivamente l’idea del patrimonio come oggetto statico di conservazione e riconoscerlo come ambito dinamico di produzione di conoscenza, capace di connettere ricerca avanzata, formazione universitaria e dialogo con la società. Il patrimonio non è soltanto ciò che ...
Le lingue sono strumenti fondamentali di interpretazione del mondo e di costruzione delle relazioni tra culture e storie, anche e soprattutto nelle loro forme meno diffuse. Propongo di: coltivare lo studio delle lingue meno diffuse come risorsa strategica globale;valorizzare le competenze linguistiche come competenze storiche, culturali e politiche;promuovere percorsi che integrino lingua, storia e contesto socio-culturale ed economico.Ogni lingua è un modo diverso di abitare il mondo.Valorizzare le lingue significa riconoscere che non sono strumenti neutri di comunicazione, ma vere e proprie forme di conoscenza, di interpretazione della realtà e di mediazione culturale. Le università, come la nostra, che hanno ...
L’italiano continua a svolgere un ruolo centrale come lingua di cultura, di mediazione e di produzione del sapere nei contesti internazionali. Reputo essenziale: valorizzare l’italiano come lingua di cultura, scienza e pensiero critico;promuovere l’insegnamento dell’italiano nei contesti internazionali;rafforzare il legame con le comunità italofone nel mondo, in particolare nelle Americhe.Promuovere l’italiano significa rafforzare la presenza culturale nel mondo.Rinnovare il ruolo dell’italiano come lingua di cultura e di insegnamento non significa difendere uno spazio residuale o rivendicare una centralità simbolica, ma ripensarne l’uso accademico in modo intenzionale e strategico. L’italiano non è una lingua da preservare per inerzia, ma una lingua ...
Integrare la tradizione umanistica nella strategia internazionale significa valorizzare saperi, lingue e culture come elementi distintivi dell’Ateneo capaci di dialogare con il mondo e di contribuire in modo originale alle grandi questioni contemporanee. Sarà importante: rendere la tradizione umanistica parte integrante della strategia internazionale;costruire reti accademiche globali sui saperi culturali e linguistici;promuovere programmi internazionali in ambito umanistico;contrastare l’idea che l’internazionalizzazione coincida con l’omologazione;valorizzare l’umanesimo come linguaggio globale.Essere internazionali significa portare la propria identità nel mondo.Integrare la tradizione umanistica nella strategia di internazionalizzazione significa rifiutare l’idea che “essere internazionali” coincida con l’omologazione dei contenuti, delle lingue e dei modelli culturali. Per ...
Marco Sgarbi
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