Le sfide dell'università
L’esperienza studentesca
L’università esiste per gli studenti e per le studentesse. Non sono semplici numeri nelle statistiche: sono persone con sogni, aspettative, bisogni emotivi e percorsi di vita da costruire. Nei prossimi anni, mentre il mondo accelera verso trasformazioni sociali, tecnologiche ed economiche sempre più rapide, le loro aspettative nei confronti dell’università si fanno chiare e sempre più pressanti: c’è richiesta non solo di insegnamento di qualità, ma di ambienti che favoriscano il loro sviluppo umano, sociale e professionale.
Guardano all’università come a un ecosistema di vita che deve offrire luoghi di studio, di incontro e di crescita personale, capaci di sostenere il loro benessere, le loro aspirazioni e i loro percorsi formativi. Guardano all’università come a un luogo di cura della propria esperienza di vita.
Nel prossimo decennio, diventerà sempre più importante offrire ambienti che:
- siano accoglienti, inclusivi e multifunzionali, capaci di coniugare studio, socialità e momenti di pausa, riflessione e creatività;
- promuovano sostenibilità e qualità della vita, con infrastrutture e servizi che favoriscano salute fisica e mentale, riducano le barriere economiche e incoraggino stili di vita responsabili;
- offrano spazi di incontro, co-creazione e collaborazione, dove sia possibile sperimentare, discutere, progettare e costruire insieme idee e progetti;
- includano strutture residenziali moderne e sicure, perché la qualità dell’alloggio è sempre più centrale nelle decisioni di scelta universitaria e influisce profondamente sul senso di appartenenza alla comunità accademica.[1]
Oltre ai luoghi fisici, gli studenti e le studentesse di oggi e di domani chiedono anche servizi che rispondano alla complessità delle loro esigenze individuali e collettive:
- supporto alla salute mentale e benessere psicologico, perché la vita universitaria, pur ricca di opportunità, può essere anche fonte di stress, ansia e solitudine;
- orientamento professionale e accompagnamento alla transizione verso il lavoro, con servizi dedicati che integrino esperienza formativa e prospettive occupazionali concrete;
- spazi digitali integrati e tecnologie di apprendimento avanzate, che le studentesse e gli studenti, da nativi digitali, considerano ormai una componente imprescindibile del proprio percorso educativo e formativo; essi si aspettano strumenti intelligenti, accessibili e capaci di integrare modelli di apprendimento ibrido e personalizzato. [2]
A livello globale, la mobilità studentesca internazionale è in costante crescita. Sempre più giovani scelgono di studiare fuori dal proprio Paese, grazie all’attrattività di sistemi universitari che offrono qualità accademica, servizi efficienti, campus vivibili e opportunità professionali. Tuttavia, Ca’ Foscari continua a intercettare solo una quota ridotta di questo flusso globale. Il problema non è la qualità della ricerca o della didattica — spesso riconosciuta e apprezzata — ma il contesto complessivo dell’esperienza studentesca. Per molti studenti internazionali, scegliere un’università significa valutare:
- la disponibilità di alloggi accessibili e ben organizzati;
- la presenza di servizi amministrativi chiari, rapidi e in lingua;
- l’esistenza di spazi di socialità e integrazione;
- il supporto concreto all’inserimento culturale, linguistico e professionale;
- la possibilità di immaginare un futuro, anche lavorativo, dopo la laurea.
Quando questi elementi mancano o sono frammentati, si diventa meno competitivi rispetto ad altre università in Europa e nel mondo. Per uno studente internazionale, arrivare in un nuovo Paese significa spesso affrontare solitudine, spaesamento e difficoltà pratiche. Gli spazi e i servizi dell’università diventano quindi strumenti fondamentali di integrazione.
Campus vivi, con aule studio aperte, spazi informali, mense, biblioteche multifunzionali e residenze universitarie non sono un lusso: sono ciò che consente a studenti e studentesse di incontrarsi e di costruire reti sociali, riducendo la solitudine. Questo vale per l’intera comunità studentesca, ma è decisivo per chi arriva da lontano.
Gli studenti e le studentesse che vivono in contesti universitari ben organizzati e socialmente attivi sviluppano un maggiore senso di appartenenza, hanno migliori risultati accademici, sono più propensi a completare il percorso di studi e diventano ambasciatori positivi dell’università e del Paese che li ha accolti.
Rendere l’università italiana e Ca’ Foscari in particolare più attrattiva per gli studenti e le studentesse internazionali non è solo una questione di numeri o di ranking. È una scelta culturale. Significa riconoscere che l’internazionalizzazione non si misura soltanto dal numero di accordi o di studenti in mobilità, ma dalla capacità di offrire un’esperienza di studio umana, dignitosa e trasformativa.
Mettere davvero gli studenti e le studentesse al centro significa costruire università che non siano solo luoghi di passaggio, ma luoghi di vita, in cui si possa studiare, crescere, sbagliare, incontrarsi e immaginare il futuro. Se vogliamo che più studenti scelgano Ca’ Foscari, dobbiamo avere il coraggio di guardare l’università non solo come istituzione accademica, ma come comunità accogliente, capace di parlare al mondo attraverso la qualità delle sue relazioni, dei suoi spazi e della sua visione.
Queste aspettative emergono da una generazione che è cresciuta in un mondo iperconnesso e globale, dove le barriere tra studio, lavoro e vita personale sono sempre più sottili. In un contesto in cui la competizione tra atenei cresce, anche in ragione di fattori demografici e sociali, la capacità di offrire un’esperienza complessiva di alta qualità diventa un elemento chiave di attrattività e di successo educativo.
La sfida che abbiamo davanti dunque non è tecnica o infrastrutturale in senso stretto: è una sfida di umanità e di visione. Un’università che costruisce ambienti in cui studentesse e studenti trovano accoglienza, riconoscimento e sostegno nel loro percorso di vita non sta solo migliorando servizi: sta dando forma a una comunità robusta, resiliente e pronta ad affrontare il futuro con fiducia.
[1] https://www.theguardian.com/education/2025/dec/17/students-uk-university-halls-isolated-lonely-poll-shows
[2] https://www.timeshighereducation.com/campus/changing-student-expectations-and-future-higher-education
Le sfide dell'università
L’università si trova oggi davanti a sfide profonde e non più rimandabili.
L’esperienza studentesca
L’università esiste per gli studenti e per le studentesse. Non sono semplici numeri nelle statistiche...
L’ascensore sociale che si ferma
Assistiamo a un divario crescente delle disuguaglianze sociali, alimentato da profonde fratture economiche...
Nuovi lavori, nuove competenze
A tutto ciò si aggiunge un mondo del lavoro che cambia a un ritmo vertiginoso, fino a diventare...
Il calo demografico
Ci confrontiamo inoltre con un calo demografico profondo e strutturale, destinato...
Venezia e il Veneto: attrarre, trattenere, restare
Una delle grandi sfide delle università del prossimo decennio non è solo “interna”...
La fuga verso l’università telematica
Se c’è una trasformazione che sta ridisegnando in silenzio il mercato delle iscrizioni universitarie in Italia...
La trappola del sottofinanziamento
Il sottofinanziamento dell’università italiana rappresenta da anni una criticità strutturale che va ben oltre le difficoltà...
La svalutazione del sapere umanistico e linguistico
Lo scenario attuale chiede all’università di cambiare. Lo chiede con forza, e spesso con urgenza...
Il peso del cambiamento interno
È innegabile che il lavoro universitario sia diventato più complesso, più gravoso e più esposto a pressioni esterne...
Prepararsi al futuro
Le sfide che abbiamo davanti possono apparire, a prima vista, insormontabili. La loro complessità...