12.4 Promuovere una cultura diffusa del rispetto, della sostenibilità e dell’inclusione
Le politiche non bastano senza un cambiamento culturale
e per questo penso che Ca’ Foscari debba rafforzare alcune iniziative già messe in campo come:
- promuovere formazione su equità e inclusione;
- contrastare discriminazioni e molestie;
- garantire spazi sicuri di ascolto;
- sostenere iniziative culturali e scientifiche sul tema;
- ridurre il gender gap;
- rafforzare il senso di responsabilità collettiva.
Un’università inclusiva è un luogo in cui tutte e tutti possono crescere.
Promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione significa riconoscere che le politiche formali, da sole, non bastano se non sono accompagnate da pratiche quotidiane, linguaggi coerenti e responsabilità condivise. Il cambiamento culturale non si produce per dichiarazione, ma attraverso azioni continuative che incidono sui comportamenti, sulle relazioni e sul clima organizzativo.
Un primo ambito di intervento riguarda la formazione su equità, rispetto e prevenzione delle discriminazioni, rivolta all’intera comunità accademica: docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti. Questa formazione è efficace quando non si riduce a moduli informativi o ad adempimenti formali, ma affronta situazioni reali: dinamiche di potere nei contesti accademici, linguaggi impliciti, micro-discriminazioni, gestione dei conflitti, responsabilità individuali e collettive. Rendere questi percorsi parte ordinaria della vita istituzionale rafforzerebbe la consapevolezza diffusa e la capacità di intervenire in modo responsabile, evitando che i problemi vengano ignorati o delegati a pochi.
In questa direzione, rafforzando il Gender Equality Plan, anche il tema della leadership femminile e dell’equilibrio di genere negli organi decisionali va letto come una componente essenziale della cultura del rispetto e dell’inclusione. Non si tratta solo di riequilibrare la composizione degli organi, ma di interrogarsi sulle condizioni che rendono alcune posizioni percepite come accessibili, sostenibili e desiderabili solo per una parte della comunità accademica. I divari di genere nella governance non derivano necessariamente da esclusioni esplicite, ma spesso da meccanismi di auto-selezione, aspettative implicite e carichi organizzativi poco visibili, che finiscono per scoraggiare soprattutto le donne dall’assumere ruoli di responsabilità. Rendere più leggibili funzioni, tempi e responsabilità degli incarichi e riconoscere il valore istituzionale del lavoro di governo significa contribuire a un ampliamento reale del bacino di chi può e vuole partecipare ai processi decisionali. In questo senso, la parità nella governance non è una questione meramente numerica, ma un meccanismo di qualità delle decisioni e di legittimazione dell’istituzione.
Accanto alla formazione, un secondo asse concreto riguarda il sostegno a iniziative culturali e scientifiche sul tema dell’inclusione e sostenibilità, non come eventi isolati o simbolici, ma come parte di un percorso riconoscibile e continuativo. Seminari, cicli di incontri, attività di ricerca e divulgazione contribuiscono a mantenere viva l’attenzione e a rinnovare il dibattito. A Ca’ Foscari, questo lavoro può essere rafforzato anche valorizzando insegnamenti e corsi di studio che già affrontano in modo strutturato questi argomenti, ampliandone la visibilità e l’impatto, contrastando così il calo di interesse verso questi temi segnalato nel Bilancio di sostenibilità.
Un ulteriore elemento centrale riguarda la coerenza tra principi dichiarati e pratiche organizzative. Promuovere una cultura del rispetto significa interrogarsi anche su come vengono gestiti i conflitti, su come vengono ascoltate le segnalazioni, su come si costruiscono ambienti di lavoro e di studio sicuri. Quando le persone percepiscono che l’istituzione è attenta, coerente e capace di intervenire, aumenta la fiducia e diminuisce la paura di esporsi o di chiedere aiuto.
Pensata in questo modo, la cultura dell’inclusione, del rispetto e della sostenibilità non è un obiettivo accessorio, ma una dimensione essenziale della qualità dell’università. Promuoverla in modo strutturato rafforza la fiducia, migliora il clima organizzativo e consente a Ca’ Foscari di essere un luogo in cui tutte e tutti possano studiare, lavorare e crescere in condizioni di rispetto, sicurezza e riconoscimento. È anche così che l’Ateneo rafforza la propria credibilità come istituzione pubblica capace di coniugare eccellenza, equità e responsabilità sociale.