8.3 Progettare insieme la formazione
La formazione continua deve nascere da un dialogo reale con il mondo esterno.
Ca’ Foscari si impegna a:
- co-progettare percorsi formativi con imprese e PA;
- intercettare bisogni reali di aggiornamento e riqualificazione;
- offrire formazione su competenze tecniche e trasversali;
- valorizzare l’esperienza professionale dei partecipanti;
- costruire relazioni di lungo periodo e non solo corsi spot.
La formazione efficace nasce dall’ascolto.
Rafforzare il dialogo con imprese, istituzioni e pubbliche amministrazioni significa riconoscere che una formazione continua di qualità nasce dall’ascolto strutturato dei bisogni reali, non dalla semplice offerta di corsi standardizzati. I modelli di lifelong learning più efficaci non progettano i percorsi in modo autoreferenziale, ma si fondano su relazioni stabili di co-progettazione, in cui il mondo esterno non è un attore passivo, bensì un interlocutore qualificato, portatore di problemi, trasformazioni e competenze. In questo senso, la formazione continua non è un’estensione marginale dell’offerta didattica, ma una componente centrale della missione pubblica dell’Ateneo.
In questo quadro si colloca anche il fenomeno, sempre più rilevante, delle academy di impresa e istituzionali nella formazione continua. Le academy rappresentano oggi uno dei principali dispositivi attraverso cui organizzazioni pubbliche e private strutturano percorsi di aggiornamento e riqualificazione, spesso di medio-lungo periodo. Per l’università, confrontarsi con questo modello significa non limitarsi a rispondere a domande contingenti, ma contribuire alla costruzione di progetti formativi strutturati, in cui l’Ateneo mantiene la responsabilità scientifica e metodologica, garantendo qualità, profondità e capacità critica. Quando fondate sulla co-progettazione, le academy possono diventare uno strumento privilegiato per rafforzare relazioni stabili e valorizzare il ruolo pubblico dell’università nella formazione lungo tutto l’arco della vita.
Per raggiungere questo scopo a Ca’ Foscari si possono istituire dei tavoli permanenti di dialogo formativo, organizzati per ambiti tematici coerenti con le competenze distintive dell’Ateneo: sostenibilità e transizione ecologica, gestione dei dati e digitalizzazione, amministrazione pubblica, comunicazione interculturale, economia della cultura, governance delle organizzazioni complesse. Questi tavoli non avrebbero una funzione meramente consultiva, ma costituirebbero luoghi operativi di lettura dei bisogni emergenti, delle competenze mancanti e dei cambiamenti strutturali in atto, traducendoli in priorità formative condivise. Un’impostazione di questo tipo rafforza la capacità dell’università di anticipare le trasformazioni, invece di inseguirle.
Un secondo snodo riguarda la co-progettazione dei percorsi formativi, una delle pratiche più consolidate a livello internazionale. Coinvolgere rappresentanti di imprese e pubbliche amministrazioni nella definizione degli obiettivi formativi, dei casi di studio e dei project work consente di costruire percorsi aderenti alla realtà, mantenendo però in capo all’università la responsabilità scientifica e didattica. In questo modo, la formazione continua risponde a esigenze concrete senza ridursi a semplice addestramento tecnico o aggiornamento procedurale, preservando il valore critico e riflessivo della formazione universitaria.
La qualità della formazione continua dipende anche dalla capacità di costruire relazioni di lungo periodo, evitando la logica dei corsi spot. Le esperienze più solide mostrano che il valore si produce quando la formazione è inserita in rapporti stabili tra università e organizzazioni: programmi pluriennali di aggiornamento, percorsi ricorrenti per specifiche figure professionali, collaborazioni che evolvono nel tempo in risposta ai cambiamenti del contesto. A Ca’ Foscari, questo approccio rafforza la sostenibilità della formazione continua e consolida il ruolo della Fondazione come interlocutore istituzionale affidabile e riconoscibile.