10.1 Rivedere i modelli per renderli più coerente con i driver reali del sistema
Avviare una revisione condivisa del modello FUDD e dell’assegnazione dei punti organico affinché riflettano in modo più esplicito e comprensibile i fattori che oggi incidono realmente sul bilancio di Ca’ Foscari
Reputo fondamentale:
- valorizzare l’andamento delle immatricolazioni e la capacità di attrarre studenti;
- premiare la continuità e la regolarità delle carriere studentesche;
- riconoscere il contributo degli studenti e delle studentesse con esperienze internazionali;
- valorizzare la qualità e la quantità dei prodotti presentabili in VQR;
- considerare la capacità di attrarre finanziamenti competitivi per la ricerca.
Un Ateneo equo è quello che riconosce davvero ciò che conta.
La revisione dei modelli rappresenta un passaggio cruciale per rafforzare equità, trasparenza e capacità di governo dell’Ateneo. Il FUDD e il modello di distribuzione dei punti organico non sono infatti un mero strumento di distribuzione delle risorse, ma uno dei principali dispositivi attraverso cui l’Ateneo traduce le proprie priorità strategiche in incentivi concreti, orienta i comportamenti dei Dipartimenti e costruisce un rapporto di responsabilità reciproca. Per svolgere efficacemente questa funzione, il modello deve essere comprensibile, stabile e coerente sia con le logiche del finanziamento nazionale sia con le reali leve di azione delle strutture.
Nell’assetto attuale, il modello risulta fortemente influenzato dal fattore dimensionale, legato alla grandezza dei Dipartimenti. Questo elemento, pur avendo una sua razionalità nella copertura dei costi strutturali, produce effetti problematici quando assume un peso eccessivo. Da un lato, tende a favorire le strutture più grandi, indipendentemente dalla qualità delle scelte strategiche o dall’efficacia della programmazione. Dall’altro, espone i Dipartimenti medio-piccoli a oscillazioni anche minime di alcuni indicatori, che possono tradursi in variazioni significative delle risorse assegnate senza che ciò corrisponda a reali cambiamenti di performance, qualità o sostenibilità.
Questa elevata sensibilità del modello alle dimensioni e alle fluttuazioni marginali rende il FUDD poco leggibile e ne indebolisce la funzione di orientamento strategico. In particolare, diventa difficile distinguere ciò che è l’effetto di scelte consapevoli e programmabili da ciò che dipende semplicemente dalla scala organizzativa, da eventi fortuiti o da variazioni statistiche fisiologiche. Ne risente il rapporto di fiducia tra Dipartimenti e Ateneo.
Al di là di quote di funzionamento, una revisione condivisa dei modelli rispetto alla loro quota premiale si dovrebbe fondare su un numero limitato di indicatori chiari, stabili nel tempo e direttamente collegati ai fattori che incidono realmente sulla sostenibilità economica dell’Ateneo. Sono convinto che pochi driver ben definiti, facilmente monitorabili e spiegabili, producono più capacità di governo di modelli complessi e ipersensibili.
Credo che il modello, almeno nella sua parte premiale, possa essere costruito attorno a cinque driver espliciti, comuni a tutti i Dipartimenti. Questa comunanza non rappresenta una semplificazione indebita, ma un punto di forza strutturale, perché garantisce equità di trattamento, confrontabilità e coerenza sistemica. Allo stesso tempo, l’adozione di driver comuni non implica uniformità delle strategie: ciascun Dipartimento mantiene piena autonomia nel definire, nei propri Piani di Sviluppo, le azioni più coerenti con la propria identità scientifica e organizzativa per intervenire su quei driver.
Il primo driver riguarda l’andamento delle immatricolazioni e la capacità di attrarre studenti. Il secondo driver è legato alla continuità e regolarità delle carriere studentesche normalizzato sui parametri nazionali dei corsi di studio. Il terzo driver, non direttamente collegato all’FFO ma alla reputazione di Ca’ Foscari, riguarda il contributo degli studenti e delle studentesse con esperienze internazionali. Il quarto driver concerne la qualità e la quantità dei prodotti presentabili per la VQR. Il quinto driver riguarda la capacità di attrarre finanziamenti competitivi per la ricerca.
Questi cinque driver hanno il pregio di essere comprensibili, verificabili e direttamente connessi ai meccanismi di FFO e VQR. La loro applicazione uniforme, combinata con la declinazione autonoma nei Piani di Sviluppo, consente di tenere insieme equità e autonomia, confrontabilità e differenziazione strategica.
I modelli possono così svolgere pienamente la loro funzione di allineamento tra obiettivi istituzionali e risorse assegnate, rafforzando responsabilità e qualità complessiva del sistema. Rendere il modello più semplice e leggibile significa chiarire il patto tra Dipartimenti e Ateneo, rendere più trasparente il processo decisionale e rafforzare una responsabilità condivisa sulla sostenibilità complessiva.