7. Radicati nel territorio, aperti al mondo

Ca’ Foscari deve assumere in modo esplicito il profilo di una università civica europea:

un Ateneo che non considera il rapporto con il territorio come una funzione accessoria o episodica, ma come una dimensione costitutiva della propria identità.

Questo significa integrare in modo coerente didattica, ricerca e terza missione intorno ai bisogni e alle potenzialità dei contesti in cui operiamo. Venezia, Mestre e Treviso non sono soltanto sedi dell’Ateneo: sono i luoghi attraverso cui Ca’ Foscari costruisce valore pubblico, rafforza la coesione sociale, sostiene l’innovazione e contribuisce alla qualità delle decisioni collettive. Essere radicati nel territorio, per noi, non significa chiuderci nel locale, ma usare il radicamento come leva per una proiezione nazionale e internazionale più forte, riconoscibile e responsabile.

Ca’ Foscari è profondamente intrecciata al territorio in cui opera. Venezia non è solo una cornice straordinaria, ma una città fragile, complessa, attraversata da trasformazioni economiche, sociali e ambientali che richiedono conoscenza, visione e responsabilità. Allo stesso tempo, Ca’ Foscari non è solo l’università di Venezia: è un attore centrale nel Veneto, un ponte tra locale e globale, un’istituzione pubblica chiamata a produrre sapere, cultura e impatto sociale.

Negli ultimi anni il ruolo della cosiddetta “terza missione” è diventato sempre più rilevante, ma spesso rischia di essere percepito come un insieme di attività accessorie o come una risposta frammentata a sollecitazioni esterne. La sfida, invece, è integrare il rapporto con il territorio nella strategia complessiva dell’Ateneo, rendendolo una leva di sviluppo culturale, sociale ed economico, coerente con l’identità di Ca’ Foscari e con i bisogni della comunità.

Rafforzare l’incidenza sul territorio non significa piegare l’università a interessi contingenti, ma riconoscere che il sapere pubblico ha senso pieno quando dialoga con la società, contribuisce a interpretare i problemi e costruisce soluzioni condivise. In questo senso, Ca’ Foscari può e deve essere un attore generativo, capace di connettere istituzioni, imprese, mondo culturale e cittadinanza.

7. Radicati nel territorio, aperti al mondo​

Azioni

La terza missione non deve essere percepita come un’aggiunta, ma come parte integrante della qualità di didattica e ricerca. Il multicampus rappresenta una leva strategica in questo ambito: consente di articolare il trasferimento in modo coerente con le vocazioni territoriali, evitando duplicazioni e rafforzando complementarità tra sedi. L’Ateneo dovrebbe maggiormente: integrare la terza missione nella programmazione dipartimentale;riconoscere e valorizzare l’impegno dei docenti;comunicare i risultati alla società.L’impatto sociale è una forma di qualità.Valorizzare la terza missione come dimensione integrata della qualità significa superare l’idea che essa rappresenti un’aggiunta “a valle” rispetto a didattica e ricerca, e riconoscerla invece come una modalità ...
Ca’ Foscari deve essere un interlocutore stabile e autorevole delle istituzioni locali, regionali e nazionali. In un Ateneo multicampus, questo ruolo pubblico deve essere esercitato in modo policentrico. Venezia, Mestre e Treviso non sono solo sedi universitarie, ma punti di accesso territoriali diversi ai processi decisionali: il sapere cafoscarino deve offrire un contributo in ciascuno di questi contesti, con continuità e riconoscibilità. Sarà strategico: consolidare tavoli permanenti di confronto con Comune di Venezia, Comune di Treviso, Regione Veneto e altri enti pubblici;offrire competenze scientifiche per la definizione di politiche pubbliche;contribuire alla pianificazione territoriale e culturale;valorizzare il ruolo dell’università nei processi ...
Il dialogo con le imprese non deve ridursi a una logica di breve periodo. In un Ateneo multicampus, il rapporto con il sistema produttivo non può essere uniforme. Venezia, Mestre e Treviso insistono su ecosistemi economici differenti e richiedono modalità di collaborazione coerenti con le rispettive vocazioni territoriali. Credo sia importante: sviluppare collaborazioni strutturate con il sistema produttivo;promuovere trasferimento di conoscenza;costruire percorsi di tirocinio e formazione di qualità;sostenere l’innovazione sociale e culturale;garantire che ogni collaborazione sia coerente con i valori dell’Ateneo.Un Ateneo che dialoga con i territori costruisce sviluppo sostenibile.Rafforzare il rapporto con il mondo produttivo non significa trasformare l’università ...
Le fondazioni rappresentano una risorsa importante per sostenere progetti culturali, scientifici e sociali. In un Ateneo multicampus, il valore pubblico che proponiamo alle fondazioni non è “generico”: prende forma in contesti territoriali differenti e complementari. Venezia, Mestre e Treviso offrono tre ecosistemi diversi in cui la filantropia può sostenere ricerca, formazione e impatto con modalità coerenti e riconoscibili. Mi impegnerò a: rafforzare relazioni stabili con fondazioni locali, nazionali e internazionali;sviluppare progetti di lungo periodo;valorizzare la dimensione culturale e sociale della ricerca;sostenere borse di studio, infrastrutture e progetti di impatto;garantire trasparenza e coerenza nelle collaborazioni.Relazioni stabili, progetti duraturi, impatto condiviso.Costruire un ...
In un Ateneo multicampus, “la città” non è una sola. Venezia, Mestre e Treviso rappresentano contesti urbani differenti, ciascuno con dinamiche sociali, culturali ed economiche specifiche. Un’università che fa vivere la città deve saper abitare questa pluralità non in modo episodico, ma con una strategia differenziata e coordinata, capace di riconoscere le vocazioni di ciascun territorio e di metterle in relazione tra loro. L’Ateneo si deve impegnare a: promuovere iniziative culturali aperte alla cittadinanza;valorizzare il patrimonio storico e artistico;valorizzare i rapporti con le altre istituzioni;contribuire alla vitalità culturale della città.Un’università viva rende viva la città.Rafforzare il ruolo culturale e civile ...
La Fondazione deve essere dotata di una propria missione distintiva e di una chiara capacità di iniziativa. Deve operare con flessibilità, rapidità e capacità di investimento in ambiti in cui l’università pubblica, per natura e vincoli, non può presidiare pienamente. Per questa ragione, la Fondazione deve certamente essere coerente con la strategia complessiva dell’Ateneo, ma non esaurirsi in essa. Deve disporre di un proprio piano strategico pluriennale, capace di individuare ambiti prioritari di intervento, generare risorse, attivare partnership e sviluppare iniziative ad alto impatto. Mi impegno quindi a rafforzare il coordinamento tra governance universitaria e Fondazione, definendo indirizzi chiari e ...
Marco Sgarbi
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