7.5 Un’università che fa vivere la città
In un Ateneo multicampus, “la città” non è una sola. Venezia, Mestre e Treviso rappresentano contesti urbani differenti, ciascuno con dinamiche sociali, culturali ed economiche specifiche.
Un’università che fa vivere la città deve saper abitare questa pluralità non in modo episodico, ma con una strategia differenziata e coordinata, capace di riconoscere le vocazioni di ciascun territorio e di metterle in relazione tra loro. L’Ateneo si deve impegnare a:
- promuovere iniziative culturali aperte alla cittadinanza;
- valorizzare il patrimonio storico e artistico;
- valorizzare i rapporti con le altre istituzioni;
- contribuire alla vitalità culturale della città.
Un’università viva rende viva la città.
Rafforzare il ruolo culturale e civile di Ca’ Foscari a Venezia significa riconoscere che l’università non è semplicemente un’istituzione insediata nella città, ma un attore pubblico che contribuisce in modo diretto e continuativo alla sua vitalità culturale, sociale e democratica. In una città fragile e complessa come Venezia, attraversata da tensioni tra residenza, turismo, sostenibilità ambientale e trasformazioni globali, il sapere universitario può svolgere una funzione essenziale di presidio critico, di produzione di senso e di costruzione di spazi di confronto aperti e informati. Questa vocazione culturale non riguarda esclusivamente la sede veneziana. In un Ateneo multicampus, iniziative, format e progettualità devono poter circolare tra le diverse sedi, adattandosi ai contesti specifici di Mestre e Treviso e contribuendo alla costruzione di un’identità culturale diffusa e riconoscibile dell’intero Ateneo.
Un tratto distintivo dell’impegno cafoscarino è la capacità di dare vita a iniziative culturali continuative, riconoscibili e di respiro internazionale, che nel tempo sono diventate parte integrante dell’identità culturale della città. Manifestazioni come Art Night, Incroci di civiltà, Incroci in musica, Writers in Conversation, Ca’ Foscari Short Film Festival rappresentano un esempio emblematico di come l’università possa attivare la città nel suo insieme. Un altro aspetto fondamentale del ruolo culturale e civile di Ca’ Foscari è l’attenzione ai problemi del contemporaneo, alle trasformazioni sociali e alle voci spesso marginalizzate con iniziative come Archivio Scritture Scrittrici Migranti, IncluBembo, e Classici Contro.
Un secondo ambito centrale riguarda l’apertura strutturata degli spazi universitari alla città. Le sedi storiche di Ca’ Foscari, i teatri, le aule magne, le biblioteche e i cortili non sono soltanto luoghi della didattica, ma diventano spazi di produzione culturale condivisa. L’esperienza del Teatro Ca’ Foscari (con centinaia di spettacoli), residenze artistiche, laboratori e decine di migliaia di presenze, dimostra come l’università possa essere un luogo di creazione e non solo di ospitalità, capace di coinvolgere studenti e studentesse, artiste e artisti, cittadinanza e istituzioni culturali.
Un ruolo centrale in questa visione è svolto anche da Ca’ Foscari Spazi Espositivi, che costituiscono una vera e propria infrastruttura culturale dell’Ateneo al servizio della città. Nel tempo, questi spazi hanno ospitato mostre d’arte, esposizioni, eventi culturali e iniziative legate all’innovazione, dimostrando una notevole versatilità. Allo stesso tempo, l’evoluzione delle esigenze dell’Ateneo e del contesto di riferimento evidenzia come tali spazi possano essere ulteriormente valorizzati e resi più pienamente fruibili, superando una gestione prevalentemente funzionale e orientandoli in modo più strategico. In questa prospettiva, appare opportuno prevedere l’istituzione di una commissione di Ateneo incaricata di lavorare in modo coordinato sulla progettazione, sull’uso e sulla programmazione degli spazi. In una prospettiva di rafforzamento del ruolo culturale dell’università, tali spazi possono essere sempre più concepiti non solo come luoghi di ospitalità, ma come laboratori di produzione culturale, capaci di mettere in relazione ricerca, arti e società, e di connettere patrimonio storico, contemporaneità e sperimentazione.
Il dialogo con il tessuto culturale veneto – istituzioni storiche, fondazioni, associazioni e realtà indipendenti – è parte integrante di questa visione. Ca’ Foscari non si pone in competizione, ma come partner culturale, capace di offrire competenze scientifiche, capacità progettuale e una visione di lungo periodo. In questo modo, l’università diventa uno spazio in cui la città può interrogarsi criticamente su se stessa, sulle proprie contraddizioni e sulle sfide future.
Un ulteriore elemento qualificante del ruolo culturale e civile di Ca’ Foscari a Venezia riguarda il rafforzamento e la valorizzazione dei rapporti strutturati con le altre istituzioni universitarie e formative della città. Venezia ospita un sistema unico e altamente specializzato di istituzioni di alta formazione e ricerca – dall’Università IUAV di Venezia all’Accademia di Belle Arti, dal Conservatorio “Benedetto Marcello” alla Venice International University – che costituisce un patrimonio straordinario, oggi ancora solo parzialmente messo a sistema. Rafforzare il ruolo culturale e civile di Ca’ Foscari significa promuovere una logica di coordinamento stabile e non episodico tra queste realtà, fondata sul riconoscimento delle rispettive specificità e sulla costruzione di progettualità condivise.
Un’attenzione particolare deve essere riservata al rafforzamento dei rapporti con l’Università IUAV di Venezia. Ca’ Foscari e IUAV rappresentano due istituzioni complementari, con vocazioni scientifiche e culturali distinte ma profondamente integrate nella costruzione dell’identità veneziana e nel posizionamento internazionale della città. Economia, lingue, scienze, studi umanistici e ambientali dialogano naturalmente con architettura, design, urbanistica, arti visive e pianificazione territoriale. Intensificare la collaborazione tra i due Atenei significa costruire un ecosistema accademico veneziano più forte e competitivo, capace di attrarre studenti, ricercatori e finanziamenti su scala europea. Questo potrà tradursi in corsi congiunti, dottorati condivisi, progetti di ricerca interdisciplinari, partecipazione coordinata a bandi nazionali e internazionali, utilizzo integrato di infrastrutture e laboratori, nonché iniziative comuni di terza missione e valorizzazione culturale. In un contesto globale in cui la massa critica e le alleanze strategiche sono decisive, Ca’ Foscari e IUAV non devono percepirsi come realtà parallele, ma come partner naturali nella costruzione di un polo universitario veneziano riconoscibile, complementare e competitivo, capace di affermarsi anche negli ambiti tecnico-scientifici, progettuali e dell’innovazione tipicamente presidiati dalle università a vocazione politecnica.
In questa prospettiva, Ca’ Foscari può e deve svolgere un ruolo di cerniera e di impulso, favorendo sinergie su iniziative culturali, programmi formativi comuni, eventi pubblici, progetti di ricerca interdisciplinari e azioni di public engagement che mettano in dialogo saperi umanistici, artistici, musicali e scientifici. L’obiettivo non è l’omologazione delle identità, ma il rafforzamento del sistema veneziano dell’alta formazione come ecosistema culturale integrato, capace di parlare con una voce plurale ma riconoscibile alla città, al Paese e al contesto internazionale.
Una particolare attenzione deve essere dedicata alla sede di Mestre, che rappresenta un contesto urbano profondamente diverso da Venezia e per questo strategico. In una realtà caratterizzata da una forte dimensione residenziale, da dinamiche di trasformazione urbana e da una crescente presenza giovanile e multiculturale, l’università può svolgere un ruolo decisivo nei processi di rigenerazione, innovazione sociale e costruzione di spazi di partecipazione culturale.
La presenza universitaria a Mestre può diventare un punto di riferimento stabile per iniziative pubbliche, collaborazioni con scuole, associazioni e realtà del terzo settore, nonché per progetti legati alla sostenibilità urbana, alla transizione ecologica, all’innovazione tecnologica e al dialogo con il sistema produttivo metropolitano. Rafforzare l’identità culturale del campus di Mestre significa contribuire in modo concreto alla vitalità della terraferma e consolidare il ruolo di Ca’ Foscari come attore metropolitano.
Lo stesso approccio deve essere esteso anche al territorio di Treviso, dove la presenza universitaria rappresenta un nodo strategico per la diffusione della cultura, della formazione avanzata e del dialogo con il tessuto sociale ed economico locale. In entrambi i contesti, Venezia e Treviso, una collaborazione sistematica tra istituzioni formative consente di superare logiche di frammentazione, di valorizzare le complementarità e di offrire a studenti, studentesse e cittadinanza un’offerta culturale e formativa più ricca, accessibile e coerente. Rafforzare queste relazioni significa contribuire alla costruzione di un vero sistema territoriale della conoscenza, in cui l’università agisce come infrastruttura culturale condivisa e come attore pubblico responsabile del futuro della città e del territorio. Questa missione civica dovrà tradursi anche in una chiara articolazione territoriale delle priorità. Venezia dovrà consolidarsi come laboratorio internazionale su patrimonio, sostenibilità urbana, culture globali e politiche della convivenza. Mestre dovrà diventare il luogo in cui Ca’ Foscari sperimenta forme avanzate di innovazione scientifica, rigenerazione urbana, transizione ecologica e collaborazione con scuole, associazioni e sistema produttivo metropolitano. Treviso dovrà rafforzarsi come piattaforma di dialogo tra università, impresa, lingue, formazione manageriale e internazionalizzazione. In ciascun territorio l’Ateneo dovrà attivare programmi specifici, ma all’interno di una regia unitaria, così che il multicampus non sia una distribuzione di attività, bensì una strategia civica integrata.
Un ulteriore ambito rilevante riguarda le attività sportive universitarie, intese non come semplice offerta ricreativa, ma come parte integrante della formazione, del benessere e della vita comunitaria dell’Ateneo. In una realtà diffusa come quella di Ca’ Foscari, articolata tra Venezia e Treviso, lo sport universitario assume un valore peculiare: non è confinato in un campus chiuso, ma si intreccia con i contesti urbani, con le specificità territoriali e con le istituzioni locali. Le attività promosse dall’Ateneo, in collaborazione con il CUS, le realtà sportive trevigiane e altri attori del territorio, mostrano come lo sport possa diventare un’esperienza di partecipazione, inclusione e cittadinanza attiva, capace di coinvolgere studenti italiani e internazionali, personale e comunità locale. Bisogna, tuttavia, incentivare maggiormente l’iscrizione di studenti e studentesse che praticano sport, anche attraverso programmi mirati.
È importante sottolineare come Ca’ Foscari non sia semplicemente “in” città, ma parte integrante della vita culturale e civile dei territori in cui opera. Venezia, Mestre e Treviso costituiscono un sistema integrato, nel quale l’università agisce come infrastruttura culturale diffusa, capace di generare connessioni, valorizzare le differenze e costruire coesione.