7.4 Fondazioni e mondo filantropico come partner del valore pubblico

Le fondazioni rappresentano una risorsa importante per sostenere progetti culturali, scientifici e sociali.

In un Ateneo multicampus, il valore pubblico che proponiamo alle fondazioni non è “generico”: prende forma in contesti territoriali differenti e complementari. Venezia, Mestre e Treviso offrono tre ecosistemi diversi in cui la filantropia può sostenere ricerca, formazione e impatto con modalità coerenti e riconoscibili. Mi impegnerò a:

  • rafforzare relazioni stabili con fondazioni locali, nazionali e internazionali;
  • sviluppare progetti di lungo periodo;
  • valorizzare la dimensione culturale e sociale della ricerca;
  • sostenere borse di studio, infrastrutture e progetti di impatto;
  • garantire trasparenza e coerenza nelle collaborazioni.

Relazioni stabili, progetti duraturi, impatto condiviso.

Costruire un rapporto strategico con fondazioni e soggetti filantropici significa superare una logica di finanziamento occasionale e sviluppare partnership di lungo periodo, fondate su obiettivi condivisi, trasparenza e riconoscimento reciproco dei ruoli. La filantropia, in questo quadro, non è una risposta emergenziale alla scarsità di risorse, ma uno strumento che può sostenere progettualità complesse, di medio-lungo periodo, coerenti con la missione pubblica dell’università.

Per rendere possibile questo approccio è centrale la costruzione di una piattaforma di sviluppo dedicata, orientata alla creazione di un ecosistema stabile di relazioni, fiducia e opportunità. Una struttura di questo tipo consente all’Ateneo di dialogare in modo continuativo con il mondo filantropico, accompagnare fondazioni e donatori nella comprensione delle priorità strategiche e costruire condizioni favorevoli a finanziamenti sostenibili, evitando frammentazione e iniziative episodiche.

A Ca’ Foscari questo può tradursi nel passaggio da richieste isolate a una progettazione strategica condivisa, resa possibile proprio dalla presenza di una funzione stabile e riconoscibile. Invece di presentare bisogni contingenti, l’Ateneo può individuare alcune grandi traiettorie di sviluppo ruotanti attorno alle persone – in primis borse di studio, dottorati su temi strategici, programmi di inclusione e accesso allo studio – e costruire su queste traiettorie proposte pluriennali da condividere con fondazioni private, fondazioni bancarie e soggetti filantropici. Offrire una visione coerente e leggibile risulta più efficace di un elenco di richieste puntuali.

Un elemento qualificante di questo modello è la co-costruzione dei progetti. Le collaborazioni più solide coinvolgono fondazioni e donatori nella definizione degli obiettivi generali e degli impatti attesi, mantenendo però in capo all’università la responsabilità scientifica, didattica e culturale. Fondazioni private e bancarie, spesso profondamente radicate nei territori, possono diventare partner strategici per iniziative ad alto valore pubblico – dalla formazione avanzata alla cultura, dalla sostenibilità alla coesione sociale – purché il quadro di collaborazione sia chiaro, condiviso e rispettoso delle prerogative accademiche. Questo approccio consente di rispondere a bisogni reali senza trasformare la filantropia in un indirizzo improprio della ricerca o della didattica.

La stabilità delle relazioni rappresenta uno degli elementi centrali. Le università in Italia che lavorano in modo efficace con il mondo filantropico, come il Politecnico di Milano, investono nella costruzione della fiducia: interlocutori istituzionali riconoscibili, continuità nei rapporti, rendicontazione rigorosa ma comprensibile, restituzione pubblica dei risultati. Rafforzare una struttura di coordinamento dedicata consentirebbe a Ca’ Foscari di evitare personalizzazioni eccessive, garantendo che il rapporto con fondazioni e donatori sia patrimonio dell’istituzione e non del singolo progetto o del singolo docente.

7. Radicati nel territorio, aperti al mondo​

Azioni

La terza missione non deve essere percepita come un’aggiunta, ma come parte integrante della qualità di didattica e ricerca. Il multicampus rappresenta una leva strategica in questo ambito: consente di articolare il trasferimento in modo coerente con le vocazioni territoriali, evitando duplicazioni e rafforzando complementarità tra sedi. L’Ateneo dovrebbe maggiormente: integrare la terza missione nella programmazione dipartimentale;riconoscere e valorizzare l’impegno dei docenti;comunicare i risultati alla società.L’impatto sociale è una forma di qualità.Valorizzare la terza missione come dimensione integrata della qualità significa superare l’idea che essa rappresenti un’aggiunta “a valle” rispetto a didattica e ricerca, e riconoscerla invece come una modalità ...
Ca’ Foscari deve essere un interlocutore stabile e autorevole delle istituzioni locali, regionali e nazionali. In un Ateneo multicampus, questo ruolo pubblico deve essere esercitato in modo policentrico. Venezia, Mestre e Treviso non sono solo sedi universitarie, ma punti di accesso territoriali diversi ai processi decisionali: il sapere cafoscarino deve offrire un contributo in ciascuno di questi contesti, con continuità e riconoscibilità. Sarà strategico: consolidare tavoli permanenti di confronto con Comune di Venezia, Comune di Treviso, Regione Veneto e altri enti pubblici;offrire competenze scientifiche per la definizione di politiche pubbliche;contribuire alla pianificazione territoriale e culturale;valorizzare il ruolo dell’università nei processi ...
Il dialogo con le imprese non deve ridursi a una logica di breve periodo. In un Ateneo multicampus, il rapporto con il sistema produttivo non può essere uniforme. Venezia, Mestre e Treviso insistono su ecosistemi economici differenti e richiedono modalità di collaborazione coerenti con le rispettive vocazioni territoriali. Credo sia importante: sviluppare collaborazioni strutturate con il sistema produttivo;promuovere trasferimento di conoscenza;costruire percorsi di tirocinio e formazione di qualità;sostenere l’innovazione sociale e culturale;garantire che ogni collaborazione sia coerente con i valori dell’Ateneo.Un Ateneo che dialoga con i territori costruisce sviluppo sostenibile.Rafforzare il rapporto con il mondo produttivo non significa trasformare l’università ...
Le fondazioni rappresentano una risorsa importante per sostenere progetti culturali, scientifici e sociali. In un Ateneo multicampus, il valore pubblico che proponiamo alle fondazioni non è “generico”: prende forma in contesti territoriali differenti e complementari. Venezia, Mestre e Treviso offrono tre ecosistemi diversi in cui la filantropia può sostenere ricerca, formazione e impatto con modalità coerenti e riconoscibili. Mi impegnerò a: rafforzare relazioni stabili con fondazioni locali, nazionali e internazionali;sviluppare progetti di lungo periodo;valorizzare la dimensione culturale e sociale della ricerca;sostenere borse di studio, infrastrutture e progetti di impatto;garantire trasparenza e coerenza nelle collaborazioni.Relazioni stabili, progetti duraturi, impatto condiviso.Costruire un ...
In un Ateneo multicampus, “la città” non è una sola. Venezia, Mestre e Treviso rappresentano contesti urbani differenti, ciascuno con dinamiche sociali, culturali ed economiche specifiche. Un’università che fa vivere la città deve saper abitare questa pluralità non in modo episodico, ma con una strategia differenziata e coordinata, capace di riconoscere le vocazioni di ciascun territorio e di metterle in relazione tra loro. L’Ateneo si deve impegnare a: promuovere iniziative culturali aperte alla cittadinanza;valorizzare il patrimonio storico e artistico;valorizzare i rapporti con le altre istituzioni;contribuire alla vitalità culturale della città.Un’università viva rende viva la città.Rafforzare il ruolo culturale e civile ...
La Fondazione deve essere dotata di una propria missione distintiva e di una chiara capacità di iniziativa. Deve operare con flessibilità, rapidità e capacità di investimento in ambiti in cui l’università pubblica, per natura e vincoli, non può presidiare pienamente. Per questa ragione, la Fondazione deve certamente essere coerente con la strategia complessiva dell’Ateneo, ma non esaurirsi in essa. Deve disporre di un proprio piano strategico pluriennale, capace di individuare ambiti prioritari di intervento, generare risorse, attivare partnership e sviluppare iniziative ad alto impatto. Mi impegno quindi a rafforzare il coordinamento tra governance universitaria e Fondazione, definendo indirizzi chiari e ...
Marco Sgarbi
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