3. Un nuovo approccio alla didattica
La qualità dell’offerta formativa non dipende soltanto dai contenuti disciplinari
che sono responsabilità primaria dei Dipartimenti e delle comunità scientifiche, ma anche – e sempre di più – da come l’offerta è organizzata nel tempo e nello spazio.
Calendari didattici rigidi, finestre d’esame concentrate, scarsa flessibilità nella gestione delle carriere possono trasformare anche un buon corso di studio in un percorso difficile da attraversare, soprattutto per lavoratori, fuorisede, internazionali o con bisogni specifici.
A Ca’ Foscari, come in molti atenei, le difficoltà nelle carriere non sono sempre legate alla qualità dell’insegnamento, ma a fattori strutturali come sovrapposizioni di esami, tempi di recupero troppo lunghi, appelli insufficienti, rigidità organizzative che penalizzano la continuità degli studi. Questi elementi incidono direttamente su indicatori chiave: abbandoni, durata degli studi, regolarità delle carriere, e dunque anche sul finanziamento dell’Ateneo. Ripensare la struttura dell’offerta formativa non significa uniformare o semplificare i contenuti, ma mettere gli studenti nelle condizioni di studiare meglio, nel rispetto dell’autonomia didattica e della qualità accademica.