3.4 La sostenibilità come scelta strategica

Una migliore organizzazione della didattica produce benefici sistemici.

Intendo aiutare i corsi di studio a:

  • difendere la sostenibilità dell’offerta didattica;
  • ripensare l’offerta formativa esistente;
  • progettare una nuova offerta formativa sostenibile.

La sostenibilità è la condizione per una didattica solida e duratura.

La sostenibilità dell’offerta formativa è una leva centrale della più generale sostenibilità economica dell’Ateneo. Un’organizzazione chiara e prevedibile dei percorsi di studio riduce dispersione, ritardi e abbandoni, migliora la riuscita formativa e rafforza la capacità di Ca’ Foscari di programmare e investire nel medio periodo. Calendari coerenti, coordinamento tra insegnamenti e regole comprensibili non sono aspetti tecnici, ma fattori che incidono direttamente sugli indicatori di finanziamento e sull’equilibrio complessivo del sistema. Migliorare l’organizzazione della didattica significa ridurre il costo implicito della formazione e aumentare la continuità delle carriere. Per questo è fondamentale rendere visibile ai Dipartimenti e ai corsi di studio l’impatto delle scelte organizzative, mostrando come interventi mirati producano benefici misurabili non solo per studenti e studentesse, ma per l’intero Ateneo.

Dentro questo quadro emerge un nodo spesso sottovalutato, ma decisivo: l’interdipendenza tra corsi di studio e tra Dipartimenti sul piano della docenza. In molti casi, soprattutto nei corsi interdipartimentali, la sostenibilità dell’offerta si fonda su assetti di docenza condivisi. Se questa cooperazione non è governata in modo consapevole e pianificato, introduce fragilità strutturali. La sostenibilità di un corso non dipende solo dalla domanda studentesca, ma in primis dalla tenuta delle catene di dipendenza tra unità accademiche e dalla capacità di trasformare la collaborazione in un impegno stabile e verificabile nel tempo. Negli ultimi anni, inoltre, l’aumento del personale docente di riferimento stabilmente impegnato nei corsi ha ridotto i margini di flessibilità interna. Molte persone della docenza sono vincolate a specifici Corsi di Studio e non possono essere riallocate senza compromettere i requisiti di accreditamento. Questo vincolo, combinato con i limiti di reclutamento, rende più esposti proprio quei corsi che spesso coinvolgono personale docente proveniente da più Dipartimenti e che talvolta risultano anche i più innovativi e interdisciplinari.

Per questo la sostenibilità dell’offerta formativa non può essere valutata solo ex post, sulla base di iscritti o indicatori di performance. Deve essere garantita fin dalla fase di approvazione, rispetto agli impegni fondativi assunti dall’Ateneo. Quando un corso nasce sulla base di un patto accademico – coperture, responsabilità, coerenza scientifica – quel patto non può restare affidato a equilibri informali o alla buona volontà, ma deve diventare oggetto di governo e pianificazione.

Rendere governabile questa interdipendenza richiede accordi interdipartimentali standardizzati, espliciti e pianificati nel tempo, che definiscano percentuali di impegno didattico, responsabilità e orizzonti temporali. L’interdipartimentalità va trattata come modalità ordinaria di costruzione dell’offerta, e quindi dotata di strumenti ordinari di governance. In questo senso, soluzioni che aggiungono livelli amministrativi intermedi senza sciogliere il nodo degli impegni reali rischiano di aumentare complessità e attrito. Un elemento decisivo resta il monitoraggio costante del personale docente di riferimento e il loro aggancio diretto alla programmazione del personale. La disponibilità effettiva di docenza deve diventare un parametro centrale in modo da garantire la continuità dell’offerta esistente prima ancora di ipotizzare nuove attivazioni. Serve un salto di qualità: passare da una programmazione centrata solo su opportunità contingenti a una programmazione che integri vincoli e rischi dell’offerta formativa, rendendo visibili le fragilità prima che si trasformino in emergenze.

Proprio per questo, tutte le analisi sull’offerta formativa – sostenibilità didattica e scientifica, sostenibilità economica, attrattività e posizionamento – non possono essere lasciate alla sola iniziativa dei singoli corsi. Devono poggiare su un presidio amministrativo forte e competente, capace di trasformare dati e informazioni in strumenti di governo. Questo presidio dovrebbe integrare carriere studentesche, struttura della docenza, costi standard, FUDD e programmazione del personale, fungendo da interfaccia tecnica tra governance, Dipartimenti e corsi.

Un ulteriore nodo strategico, strettamente connesso alla sostenibilità complessiva dell’Ateneo, riguarda il modello di finanziamento della didattica. Oggi una quota rilevante dei costi dell’offerta formativa ricade direttamente sui Dipartimenti, con importi che oscillano mediamente tra i 100.000 e i 200.000 euro annui. Si tratta di risorse che gravano sul FUDD e che, di fatto, irrigidiscono in modo significativo la capacità dei Dipartimenti di programmare investimenti in ricerca, internazionalizzazione e terza missione. Questo meccanismo produce un effetto paradossale: la didattica, che rappresenta la funzione centrale dell’Ateneo, finisce per comprimere la possibilità di generare nuovo valore scientifico e progettuale. È necessario superare questa impostazione attraverso una programmazione triennale della didattica e una progressiva assunzione a livello centrale del suo sostentamento economico. Una pianificazione su base triennale, costruita a partire dai fabbisogni effettivi dei diversi Corsi di Studio, consentirebbe di stabilizzare l’offerta formativa, ridurre interventi emergenziali e garantire maggiore coerenza nella distribuzione delle risorse. Allo stesso tempo, la gestione centrale dei costi permetterebbe di liberare margini finanziari nei Dipartimenti, che potrebbero essere reinvestiti in ambiti strategici – ricerca competitiva, attrazione di talenti, sviluppo internazionale, progetti di terza missione – generando un effetto moltiplicatore oggi non pienamente espresso. Centralizzare il sostegno della didattica non significa sottrarre autonomia ai Dipartimenti, ma rafforzare il coordinamento tra strutture accademiche e amministrazione centrale, rendendo più trasparente e condivisa la valutazione sulla sostenibilità dei corsi, sulle priorità di investimento e sulla qualità complessiva dell’offerta. In questa prospettiva, la sostenibilità della didattica diventa una responsabilità di sistema, non un onere frammentato, e si trasforma da vincolo contabile a leva strategica di sviluppo.

Se si parla di sostenibilità, un tema da affrontare è quello dell’organizzazione dell’offerta esistente. Ripensare l’offerta formativa in chiave sostenibile significa interrogarsi su come Ca’ Foscari possa continuare a garantire qualità, pluralità disciplinare e attrattività, in un contesto di risorse finite, trasformazione della domanda studentesca e crescente complessità organizzativa. L’obiettivo non è ridurre o semplificare l’università, ma gestire il cambiamento, evitando che la frammentazione indebolisca percorsi di valore e che la sostenibilità venga affrontata solo in termini emergenziali. Innanzitutto bisogna uscire dalla logica che chiudere un Corso di Studio produce necessariamente un beneficio. Dal punto di vista economico, la principale voce di costo dell’offerta formativa – la docenza – non viene eliminata con la chiusura del corso. I docenti strutturati restano in servizio, continuano a essere retribuiti dall’Ateneo e devono necessariamente essere impiegati in altre attività didattiche o istituzionali. Se questa riallocazione non è governata in modo strategico, il risultato non è una maggiore efficienza, ma una dispersione dell’impegno didattico in attività frammentarie e spesso meno produttive. Dal punto di vista della sostenibilità, non si elimina un costo, ma si rinuncia alla possibilità di rendere quella stessa docenza parte di un’offerta formativa più efficace, attrattiva e capace di generare carriere regolari e valore per l’intero sistema.

Le analisi di sostenibilità dei corsi di studio servono invece per definire target realistici di orientamento, individuare margini di miglioramento e leggere le performance in modo comparativo e contestualizzato, distinguendo problemi strutturali da problemi di posizionamento.  In questa prospettiva, si possono proporre diverse ipotesi di lavoro, da sviluppare in modo condiviso con dipartimenti, collegi didattici e organi di governo.

Nel progettare nuova offerta formativa, il tema della sostenibilità economico-finanziaria non può essere affrontato come un vincolo esterno, ma come un criterio progettuale integrato sin dall’inizio. In un contesto territoriale ad alta densità universitaria, come quello in cui opera Ca’ Foscari, la sostenibilità non si costruisce aumentando indiscriminatamente il numero dei corsi, ma scegliendo con precisione dove e come investire. Un grande Ateneo pubblico non può rinunciare né alla propria funzione di formazione diffusa, capace di intercettare ampi bacini di studenti e studentesse, né al presidio di saperi avanzati che ne qualificano il profilo culturale e scientifico. In questo quadro, se si deciderà di attivare nuovi corsi di studio, lo si dovrà fare in modo che essi siano chiaramente riconoscibili, accessibili e capaci di attrarre numeri significativi, soprattutto nei livelli triennale, dove la scelta degli studenti è fortemente influenzata dalla leggibilità dell’offerta. Accanto a ciò, però, la progettazione di corsi ad alta attrattività non deve tradursi in una semplice replica di modelli già presenti negli atenei limitrofi. In un territorio in cui operano Padova, Verona, Bologna, Ferrara e Udine, la sostenibilità passa dalla capacità di proporre corsi generalisti ma caratterizzati, cioè percorsi ampi, ma con una cifra distintiva chiara che qualifichi l’unicità di Ca’ Foscari. Questi corsi devono essere pensati per attrarre numeri consistenti e stabili nel tempo e dovrebbero essere costruiti con grande attenzione alla struttura didattica, evitando frammentazioni eccessive, garantendo chiarezza dei percorsi e sostenibilità del carico di docenza.

Particolare attenzione va poi riservata alla dimensione internazionale. In un contesto competitivo come quello del Nord Italia, la sostenibilità passa anche dalla capacità di attrarre studenti da bacini più ampi. La progettazione di nuovi corsi dovrebbe quindi considerare, ove pertinente, l’erogazione in lingua inglese, la costruzione di percorsi congiunti o la possibilità di integrazione con programmi di mobilità. Anche in questo caso, l’obiettivo non è moltiplicare le offerte, ma rendere alcune scelte strategiche realmente attrattive e stabili nel tempo.

Un ulteriore criterio riguarda la connessione con il mondo esterno, inteso in senso ampio: istituzioni culturali, enti pubblici, imprese, organizzazioni internazionali. Nuovi corsi che nascono in dialogo con questi attori hanno maggiori possibilità di intercettare domanda, attivare collaborazioni, sostenere tirocini e cofinanziamenti, e quindi di consolidarsi anche sul piano economico. La sostenibilità, in questo senso, è anche il risultato di relazioni solide e continuative.

Rendere esplicito il legame tra flessibilità didattica, successo formativo e solidità economica contribuisce a superare resistenze culturali e a costruire un consenso informato intorno ai cambiamenti necessari. Migliorare l’organizzazione dei percorsi significa ridurre sprechi di tempo e risorse, aumentare l’efficacia della formazione e garantire a Ca’ Foscari le condizioni per continuare a investire nella qualità, nella ricerca e nei servizi agli studenti, senza rinunciare alla propria identità scientifica e culturale.

3. Un nuovo approccio alla didattica

Azioni

L’università vince quando investe sulla presenza e sull’unicità dei suoi saperi. Ritengo fondamentale: difendere la didattica in presenza;valorizzare l’apprendimento esperienziale;integrare esperienze territoriali nei percorsi formativi;difendere e valorizzare i percorsi “unici”.Un Ateneo forte è quello che difende ciò che lo rende unico.La difesa della presenza non implica uniformità, ma coerenza. Il multicampus consente di articolare l’esperienza in aula secondo le specificità dei contesti: dimensione internazionale e culturale a Venezia; sperimentazione scientifica e tecnologica a Mestre; integrazione con il sistema produttivo a Treviso. Ripensare l’offerta in chiave sostenibile implica anche interrogarsi sul ruolo della didattica mista e online. Non come soluzione generalizzata, ...
In un Ateneo multicampus, l’organizzazione della didattica deve essere pensata come sistema integrato Calendari, appelli e carichi didattici non possono essere progettati come se le sedi fossero isolate: Venezia, Mestre e Treviso devono funzionare in modo coordinato e prevedibile. L’attuale organizzazione della didattica a Ca’ Foscari è in larga parte il risultato di assetti progettati in una fase storica in cui l’Ateneo contava meno di 400 docenti; oggi il corpo docente si avvicina alle 700 unità e l’offerta formativa è cresciuta in modo significativo, sia in termini quantitativi sia in termini di complessità. Questa evoluzione ha profondamente modificato le condizioni ...
Ca’ Foscari ha bisogno, oggi più che mai, di riconoscere, sostenere e valorizzare le molte sperimentazioni didattiche che già esistono e introdurne di nuove per rafforzare la sua identità. Intendo: promuovere challenge-based learning e remote e virtual labs;sostenere la compresenza interdisciplinare;sostenere nuove sperimentazioni didattiche flessibili;potenziare programmi ponte (bridging courses).La didattica innovativa si fà, tutti i giorni, nei nostri insegnamenti.Rafforzare l’idea e l’immagine di Ca’ Foscari come università della presenza significa affermare l’unicità di una esperienza didattica e formativa che trova nella presenza il contesto in cui possono svilupparsi e essere pienamente valorizzate modalità di insegnamento innovative, complesse e ad alto ...
Una migliore organizzazione della didattica produce benefici sistemici. Intendo aiutare i corsi di studio a: difendere la sostenibilità dell’offerta didattica;ripensare l’offerta formativa esistente;progettare una nuova offerta formativa sostenibile.La sostenibilità è la condizione per una didattica solida e duratura.La sostenibilità dell’offerta formativa è una leva centrale della più generale sostenibilità economica dell’Ateneo. Un’organizzazione chiara e prevedibile dei percorsi di studio riduce dispersione, ritardi e abbandoni, migliora la riuscita formativa e rafforza la capacità di Ca’ Foscari di programmare e investire nel medio periodo. Calendari coerenti, coordinamento tra insegnamenti e regole comprensibili non sono aspetti tecnici, ma fattori che incidono direttamente sugli ...
Accanto all’equilibrio organizzativo e alla sostenibilità dei Dipartimenti diventa sempre più centrale investire sulla qualità della didattica come competenza professionale e come responsabilità istituzionale condivisa, riconoscendo che l’insegnamento universitario contemporaneo richiede dispositivi pedagogici, linguaggi educativi e approcci metodologici che vanno oltre la sola eccellenza disciplinare e la trasmissione dei contenuti. Mi impegnerò a: valorizzare l’aggiornamento didattico;esplorare nuovi metodi didattici;investire in strutture, competenze e persone;stabilire un contatto strutturato con il mondo della formazione e degli insegnanti;costituire un Centre for Teaching and Learning.Insegnare bene è una competenza da coltivare.Rafforzare la formazione didattica di chi insegna in università significa riconoscere in modo esplicito ...

Azioni

Interventi concreti per costruire un’esperienza universitaria più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare studenti e studentesse nei momenti chiave del loro percorso.

1.1 Un orientamento in ingresso lungo un anno L’orientamento non può essere un’attività episodica o concentrata solo nel periodo delle immatricolazioni o basata su progetti singoli. Se sarò Rettore mi impegnerò immediatamente a: rafforzare la presenza di Ca’ Foscari nelle scuole secondarie, con azioni continuative e mirate;potenziare l’orientamento negli istituti tecnici e professionali;coinvolgere docenti, tutor e alumni nel racconto dei percorsi;offrire informazioni chiare su carichi di studio, sbocchi e servizi;intercettare precocemente studenti e studentesse a rischio di scelta non consapevole;offrire servizi di introduzione e accoglienza per il primo periodo/semestre dei primi anni.Un orientamento continuo, consapevole e inclusivo: così si costruisce ...
1.2 Nessuno sarà lasciato solo La linearità delle carriere accademiche rappresenta un indicatore fondamentale della capacità dell’università di accompagnare in modo efficace i propri studenti e le proprie studentesse lungo il percorso formativo. Non è soltanto una misura di efficienza, ma il riflesso di un sistema che sa prendersi cura delle persone: orientarle nelle scelte, sostenerle nei momenti di difficoltà, garantire qualità e coerenza dell’offerta didattica e creare condizioni favorevoli per un apprendimento continuo e consapevole. Molti abbandoni non dipendono dalla difficoltà dei contenuti, ma dalla solitudine, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di supporto. Ritengo strategico:costituire uno Student Success Hub;potenziare ...
1.3 Il benessere è parte della formazione Il benessere non è un tema marginale: incide direttamente sui risultati accademici. Il mio impegno è: rafforzare i servizi di supporto psicologico;promuovere iniziative per la salute mentale e la prevenzione del disagio;creare spazi sicuri di ascolto e confronto;contrastare solitudine, stress e isolamento, soprattutto nei primi anni.Un’università che si prende cura del benessere migliora anche la qualità della formazione.Investire nel benessere studentesco significa partire da una constatazione semplice ma spesso sottovalutata ovvero che il successo formativo non dipende soltanto dalla qualità della didattica o dalla buona organizzazione dei corsi, ma anche – e in ...
1.4 Dal primo giorno al primo lavoro Accompagnare gli studenti e le studentesse fino alla laurea non basta. Occorre sostenere i loro percorsi dal primo giorno al primo lavoro, rendendo leggibile il legame tra formazione, competenze e futuro professionale. È mia intenzione: potenziare l’orientamento in uscita e il placement;rafforzare tirocini di qualità e percorsi professionalizzanti;coinvolgere maggiormente alumni e imprese;valorizzare le competenze trasversali;sostenere l’imprenditorialità studentesca e l’innovazione sociale.Una buona transizione al lavoro rafforza l’attrattività dell’AteneoRafforzare in modo efficace il placement significa superare l’idea che l’incontro con il mondo del lavoro avvenga solo alla fine del percorso di studi. Un inserimento professionale ...
1.5 Sapere per partecipare Molti problemi nascono dalla mancanza di informazioni chiare Pertanto assume particolare rilievo: rendere più comprensibili regolamenti e calendari;migliorare la comunicazione su scadenze e opportunità;semplificare il linguaggio amministrativo;incentivare la partecipazione della rappresentanza studentesca.Regole chiare, informazioni accessibili, partecipazione reale.Molte delle difficoltà che rallentano o compromettono le carriere studentesche non dipendono da scelte sbagliate o da carenze individuali, ma da condizioni strutturali che incidono sull’esperienza concreta dello studio. In particolare, una persistente asimmetria informativa — fatta di regole poco chiare, informazioni frammentate, linguaggi amministrativi complessi e discrepanze tra ciò che viene formalmente comunicato e ciò che accade nella pratica ...
1.6 Un laboratorio di talenti: Il Collegio Internazionale Il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari rappresenta una risorsa strategica, che intendo valorizzare e sviluppare in modo pienamente coerente con la visione di un Ateneo capace di distinguersi per qualità, ambizione e capacità di attrarre talenti. rafforzare il Collegio Internazionale come luogo simbolico della qualità formativa di Ca’ Foscari;utilizzare il Collegio come laboratorio permanente di sperimentazione didattica;valorizzare il Collegio come ambiente privilegiato per la formazione di competenze trasversali avanzate;Dove il talento cresce, l’università si distingue.Il Collegio non è soltanto un luogo residenziale o un percorso di eccellenza per pochi: è uno spazio ...
Marco Sgarbi
Panoramica privacy

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