3.5 Insegnare è una competenza

Accanto all’equilibrio organizzativo e alla sostenibilità dei Dipartimenti diventa sempre più centrale investire sulla qualità della didattica

come competenza professionale e come responsabilità istituzionale condivisa, riconoscendo che l’insegnamento universitario contemporaneo richiede dispositivi pedagogici, linguaggi educativi e approcci metodologici che vanno oltre la sola eccellenza disciplinare e la trasmissione dei contenuti. Mi impegnerò a:

  • valorizzare l’aggiornamento didattico;
  • esplorare nuovi metodi didattici;
  • investire in strutture, competenze e persone;
  • stabilire un contatto strutturato con il mondo della formazione e degli insegnanti;
  • costituire un Centre for Teaching and Learning.

Insegnare bene è una competenza da coltivare.

Rafforzare la formazione didattica di chi insegna in università significa riconoscere in modo esplicito che la qualità dell’insegnamento universitario non è un dato automatico, né una semplice conseguenza dell’eccellenza scientifica. Insegnare è una competenza professionale, che si apprende, si aggiorna e si sviluppa nel tempo, al pari della ricerca. Allo stesso modo, il pubblico studentesco non è omogeneo. Studenti lavoratori, studenti internazionali, neoiscritti triennali, iscritti magistrali, percorsi professionalizzanti e percorsi teorici avanzati richiedono modalità di insegnamento e organizzazione diverse. Una politica della qualità deve riconoscere questa pluralità senza trasformarla in disuguaglianza.

A Ca’ Foscari questo passaggio assume un significato particolare. Le scienze della formazione e la ricerca didattica rappresentano, nei principali atenei internazionali, un’infrastruttura strategica per l’innovazione dell’insegnamento universitario, capace di produrre modelli evidence-based trasferibili nei diversi ambiti disciplinari. In un contesto segnato dall’ampliamento e dalla diversificazione dei profili studenteschi – per età, background culturale, condizioni lavorative, provenienza internazionale e stili cognitivi – la didattica universitaria è chiamata a ripensare i propri modelli, passando da logiche uniformi a dispositivi flessibili, inclusivi e capaci di sostenere differenti traiettorie di apprendimento.

Incentivare un dialogo strutturato con le scienze della formazione significa dotare l’Ateneo di strumenti teorici e metodologici indispensabili per governare l’evoluzione della didattica universitaria (e non solo), non lasciandola alla sola iniziativa individuale. Questo implica un investimento mirato nel rafforzamento delle strutture, delle competenze e delle persone che si occupano di formazione, innovazione didattica e supporto all’insegnamento, rendendo queste funzioni stabili, riconoscibili e pienamente integrate nella governance accademica.

È importante proseguire e rafforzare il processo di costruzione di percorsi strutturati e continui di faculty development, intesi come processi di sviluppo professionale lungo l’intero arco della carriera accademica. In questo ambito, come per la semplificazione amministrativa, non è l’obbligatorietà formale a produrre qualità, ma la riconoscibilità e la legittimazione istituzionale. La formazione didattica deve essere percepita come parte integrante del lavoro accademico, e non come una scelta individuale lasciata alla sola motivazione personale.

A Ca’ Foscari questo riconoscimento può tradursi in meccanismi concreti di promozione consapevole dei metodi didattici, evitando imposizioni uniformanti. Più che prescrivere modelli standardizzati, è strategico promuovere contesti di sperimentazione guidata, come laboratori di didattica universitaria e comunità di pratica, in cui testare e adattare metodologie attive, approcci inquiry-based, valutazione formativa, progettazione per competenze, didattica inclusiva e integrazione pedagogicamente fondata delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. Nel contesto di Ca’ Foscari, tali percorsi possono essere costruiti a partire da problemi reali della didattica quotidiana: gestione di classi numerose, valutazione equa, coinvolgimento degli studenti e delle studentesse, insegnamento in contesti internazionali e interdisciplinari. Questo è già in parte stato fatto in questi anni, ma deve essere rafforzato e incentivato maggiormente. Gli standard devono garantire condizioni minime comuni, ma non possono tradursi in uniformità metodologica. Una didattica laboratoriale in ambito scientifico non può essere valutata con gli stessi criteri di un seminario avanzato in filosofia o di un project work in ambito economico. Riconoscere questa differenza è condizione di serietà accademica. In questo senso, il multicampus rappresenta un’opportunità strategica: consente di articolare modalità didattiche differenti in contesti coerenti con le vocazioni delle sedi, senza creare gerarchie tra discipline o pubblici. Differenziare non significa separare, ma riconoscere la natura propria dei saperi. Il pubblico di un campus scientifico può avere esigenze diverse rispetto a quello di un campus a forte vocazione internazionale o a un contesto più integrato con il sistema produttivo locale. La progettazione didattica deve tener conto di queste differenze in modo esplicito e non implicito.

Un terzo asse strategico riguarda il rapporto strutturato con il mondo della scuola e con la formazione degli insegnanti, che si collega alle azioni del programma sul dialogo con il territorio e con le istituzioni. In un sistema universitario come quello italiano, una parte rilevante della reputazione di un Ateneo passa attraverso i docenti che forma: gli insegnanti sono ambasciatori permanenti dell’università in cui si sono formati. Investire nella qualità della formazione didattica e nel dialogo con il sistema scolastico significa rafforzare la reputazione di Ca’ Foscari sul territorio e a livello nazionale, ma anche costruire un canale indiretto ma potente di orientamento e attrazione di studentesse e studenti futuri. Collaborazioni stabili con le scuole, percorsi di formazione condivisi e spazi di confronto tra docenti universitari e insegnanti consentono di costruire una continuità educativa che rafforza l’intero ecosistema formativo.

Intendo promuovere la costituzione a Ca’ Foscari di un Centre for Teaching and Learning che possa rafforzare l’attuale Lab, sul modello delle migliori esperienze nazionali e internazionali, come spazio stabile di innovazione, supporto e ricerca sulla didattica universitaria. Il Centro avrà la funzione di accompagnare docenti e strutture nella progettazione didattica, nella sperimentazione di metodologie attive e inclusive, nell’uso consapevole delle tecnologie e nella valutazione dei processi formativi, rafforzando in modo strutturale la qualità dell’insegnamento.

Questo Centre for Teaching and Learning sarà integrato con il Centro Interuniversitario di Venezia per la formazione degli insegnanti, dando vita a un unico polo di riferimento ad alto impatto per la formazione iniziale e continua, universitaria e scolastica. L’obiettivo è superare la frammentazione tra didattica universitaria e formazione degli insegnanti, valorizzando competenze, esperienze e infrastrutture comuni e rendendo Ca’ Foscari un punto di riferimento nel panorama nazionale per l’innovazione educativa, la formazione dei docenti e il dialogo tra università e scuola.

Rafforzare la formazione didattica dei docenti significa, in definitiva, assumere la didattica come ambito di innovazione continua, non come semplice trasmissione di contenuti. In un’università caratterizzata da pluralità disciplinare, internazionalizzazione e profili studenteschi sempre più diversi, investire sulle competenze didattiche incide direttamente sulla qualità delle carriere, sull’equità dell’accesso allo studio e sulla credibilità complessiva dell’Ateneo. La formazione didattica di colleghi e colleghe non può quindi essere un complemento opzionale, ma una leva strutturale di qualità e reputazione. Promuoverla significa mettere Ca’ Foscari nelle condizioni di offrire un insegnamento all’altezza delle trasformazioni in atto, valorizzando il sapere disciplinare attraverso pratiche didattiche più consapevoli, efficaci e socialmente responsabili.

3. Un nuovo approccio alla didattica

Azioni

L’università vince quando investe sulla presenza e sull’unicità dei suoi saperi. Ritengo fondamentale: difendere la didattica in presenza;valorizzare l’apprendimento esperienziale;integrare esperienze territoriali nei percorsi formativi;difendere e valorizzare i percorsi “unici”.Un Ateneo forte è quello che difende ciò che lo rende unico.La difesa della presenza non implica uniformità, ma coerenza. Il multicampus consente di articolare l’esperienza in aula secondo le specificità dei contesti: dimensione internazionale e culturale a Venezia; sperimentazione scientifica e tecnologica a Mestre; integrazione con il sistema produttivo a Treviso. Ripensare l’offerta in chiave sostenibile implica anche interrogarsi sul ruolo della didattica mista e online. Non come soluzione generalizzata, ...
In un Ateneo multicampus, l’organizzazione della didattica deve essere pensata come sistema integrato Calendari, appelli e carichi didattici non possono essere progettati come se le sedi fossero isolate: Venezia, Mestre e Treviso devono funzionare in modo coordinato e prevedibile. L’attuale organizzazione della didattica a Ca’ Foscari è in larga parte il risultato di assetti progettati in una fase storica in cui l’Ateneo contava meno di 400 docenti; oggi il corpo docente si avvicina alle 700 unità e l’offerta formativa è cresciuta in modo significativo, sia in termini quantitativi sia in termini di complessità. Questa evoluzione ha profondamente modificato le condizioni ...
Ca’ Foscari ha bisogno, oggi più che mai, di riconoscere, sostenere e valorizzare le molte sperimentazioni didattiche che già esistono e introdurne di nuove per rafforzare la sua identità. Intendo: promuovere challenge-based learning e remote e virtual labs;sostenere la compresenza interdisciplinare;sostenere nuove sperimentazioni didattiche flessibili;potenziare programmi ponte (bridging courses).La didattica innovativa si fà, tutti i giorni, nei nostri insegnamenti.Rafforzare l’idea e l’immagine di Ca’ Foscari come università della presenza significa affermare l’unicità di una esperienza didattica e formativa che trova nella presenza il contesto in cui possono svilupparsi e essere pienamente valorizzate modalità di insegnamento innovative, complesse e ad alto ...
Una migliore organizzazione della didattica produce benefici sistemici. Intendo aiutare i corsi di studio a: difendere la sostenibilità dell’offerta didattica;ripensare l’offerta formativa esistente;progettare una nuova offerta formativa sostenibile.La sostenibilità è la condizione per una didattica solida e duratura.La sostenibilità dell’offerta formativa è una leva centrale della più generale sostenibilità economica dell’Ateneo. Un’organizzazione chiara e prevedibile dei percorsi di studio riduce dispersione, ritardi e abbandoni, migliora la riuscita formativa e rafforza la capacità di Ca’ Foscari di programmare e investire nel medio periodo. Calendari coerenti, coordinamento tra insegnamenti e regole comprensibili non sono aspetti tecnici, ma fattori che incidono direttamente sugli ...
Accanto all’equilibrio organizzativo e alla sostenibilità dei Dipartimenti diventa sempre più centrale investire sulla qualità della didattica come competenza professionale e come responsabilità istituzionale condivisa, riconoscendo che l’insegnamento universitario contemporaneo richiede dispositivi pedagogici, linguaggi educativi e approcci metodologici che vanno oltre la sola eccellenza disciplinare e la trasmissione dei contenuti. Mi impegnerò a: valorizzare l’aggiornamento didattico;esplorare nuovi metodi didattici;investire in strutture, competenze e persone;stabilire un contatto strutturato con il mondo della formazione e degli insegnanti;costituire un Centre for Teaching and Learning.Insegnare bene è una competenza da coltivare.Rafforzare la formazione didattica di chi insegna in università significa riconoscere in modo esplicito ...

Azioni

Interventi concreti per costruire un’esperienza universitaria più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare studenti e studentesse nei momenti chiave del loro percorso.

1.1 Un orientamento in ingresso lungo un anno L’orientamento non può essere un’attività episodica o concentrata solo nel periodo delle immatricolazioni o basata su progetti singoli. Se sarò Rettore mi impegnerò immediatamente a: rafforzare la presenza di Ca’ Foscari nelle scuole secondarie, con azioni continuative e mirate;potenziare l’orientamento negli istituti tecnici e professionali;coinvolgere docenti, tutor e alumni nel racconto dei percorsi;offrire informazioni chiare su carichi di studio, sbocchi e servizi;intercettare precocemente studenti e studentesse a rischio di scelta non consapevole;offrire servizi di introduzione e accoglienza per il primo periodo/semestre dei primi anni.Un orientamento continuo, consapevole e inclusivo: così si costruisce ...
1.2 Nessuno sarà lasciato solo La linearità delle carriere accademiche rappresenta un indicatore fondamentale della capacità dell’università di accompagnare in modo efficace i propri studenti e le proprie studentesse lungo il percorso formativo. Non è soltanto una misura di efficienza, ma il riflesso di un sistema che sa prendersi cura delle persone: orientarle nelle scelte, sostenerle nei momenti di difficoltà, garantire qualità e coerenza dell’offerta didattica e creare condizioni favorevoli per un apprendimento continuo e consapevole. Molti abbandoni non dipendono dalla difficoltà dei contenuti, ma dalla solitudine, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di supporto. Ritengo strategico:costituire uno Student Success Hub;potenziare ...
1.3 Il benessere è parte della formazione Il benessere non è un tema marginale: incide direttamente sui risultati accademici. Il mio impegno è: rafforzare i servizi di supporto psicologico;promuovere iniziative per la salute mentale e la prevenzione del disagio;creare spazi sicuri di ascolto e confronto;contrastare solitudine, stress e isolamento, soprattutto nei primi anni.Un’università che si prende cura del benessere migliora anche la qualità della formazione.Investire nel benessere studentesco significa partire da una constatazione semplice ma spesso sottovalutata ovvero che il successo formativo non dipende soltanto dalla qualità della didattica o dalla buona organizzazione dei corsi, ma anche – e in ...
1.4 Dal primo giorno al primo lavoro Accompagnare gli studenti e le studentesse fino alla laurea non basta. Occorre sostenere i loro percorsi dal primo giorno al primo lavoro, rendendo leggibile il legame tra formazione, competenze e futuro professionale. È mia intenzione: potenziare l’orientamento in uscita e il placement;rafforzare tirocini di qualità e percorsi professionalizzanti;coinvolgere maggiormente alumni e imprese;valorizzare le competenze trasversali;sostenere l’imprenditorialità studentesca e l’innovazione sociale.Una buona transizione al lavoro rafforza l’attrattività dell’AteneoRafforzare in modo efficace il placement significa superare l’idea che l’incontro con il mondo del lavoro avvenga solo alla fine del percorso di studi. Un inserimento professionale ...
1.5 Sapere per partecipare Molti problemi nascono dalla mancanza di informazioni chiare Pertanto assume particolare rilievo: rendere più comprensibili regolamenti e calendari;migliorare la comunicazione su scadenze e opportunità;semplificare il linguaggio amministrativo;incentivare la partecipazione della rappresentanza studentesca.Regole chiare, informazioni accessibili, partecipazione reale.Molte delle difficoltà che rallentano o compromettono le carriere studentesche non dipendono da scelte sbagliate o da carenze individuali, ma da condizioni strutturali che incidono sull’esperienza concreta dello studio. In particolare, una persistente asimmetria informativa — fatta di regole poco chiare, informazioni frammentate, linguaggi amministrativi complessi e discrepanze tra ciò che viene formalmente comunicato e ciò che accade nella pratica ...
1.6 Un laboratorio di talenti: Il Collegio Internazionale Il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari rappresenta una risorsa strategica, che intendo valorizzare e sviluppare in modo pienamente coerente con la visione di un Ateneo capace di distinguersi per qualità, ambizione e capacità di attrarre talenti. rafforzare il Collegio Internazionale come luogo simbolico della qualità formativa di Ca’ Foscari;utilizzare il Collegio come laboratorio permanente di sperimentazione didattica;valorizzare il Collegio come ambiente privilegiato per la formazione di competenze trasversali avanzate;Dove il talento cresce, l’università si distingue.Il Collegio non è soltanto un luogo residenziale o un percorso di eccellenza per pochi: è uno spazio ...
Marco Sgarbi
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