3.2. Una didattica flessibile, plurale e responsabile

In un Ateneo multicampus, l’organizzazione della didattica deve essere pensata come sistema integrato

Calendari, appelli e carichi didattici non possono essere progettati come se le sedi fossero isolate: Venezia, Mestre e Treviso devono funzionare in modo coordinato e prevedibile.

L’attuale organizzazione della didattica a Ca’ Foscari è in larga parte il risultato di assetti progettati in una fase storica in cui l’Ateneo contava meno di 400 docenti; oggi il corpo docente si avvicina alle 700 unità e l’offerta formativa è cresciuta in modo significativo, sia in termini quantitativi sia in termini di complessità. Questa evoluzione ha profondamente modificato le condizioni di erogazione della didattica, generando una crescente compressione dei periodi di lezione, un aumento delle sovrapposizioni e una difficoltà strutturale nel costruire calendari sostenibili per tutti. In questo quadro, la rigidità organizzativa non è più una garanzia di ordine, ma rischia di trasformarsi in un fattore di stress, disuguaglianza e rallentamento delle carriere. Per queste ragioni considero decisivo promuovere una visione integrata di didattica più flessibile, fondata sulla responsabilizzazione dei corsi di studio, dei Collegi Didattici e dei Dipartimenti, e orientata a migliorare la qualità dell’esperienza di apprendimento. In particolare, ritengo prioritario:

  • riconoscere esplicitamente la diversità dei modelli didattici tra campus e discipline, valorizzando soluzioni organizzative differenziate all’interno di un quadro regolativo comune;
  • avviare una revisione condivisa e basata sui dati dei calendari didattici (inizio e fine dei periodi e delle sessioni), senza riaprire un dibattito astratto sulla struttura complessiva dell’anno accademico;
  • garantire tempi effettivi e adeguati di preparazione tra la conclusione delle lezioni e l’inizio delle sessioni d’esame;
  • favorire una distribuzione più equilibrata del carico didattico e valutativo lungo l’anno;
  • migliorare l’accesso agli appelli, rafforzando prevedibilità, chiarezza delle regole ed equità organizzativa.

Una didattica più flessibile non equivale a una didattica meno rigorosa, ma a una didattica più attenta ai contesti reali in cui l’apprendimento avviene.

Ca’ Foscari è un Ateneo strutturalmente plurale. I suoi campus, le sue aree disciplinari e i suoi corsi di studio esprimono modelli didattici, ritmi di apprendimento e culture formative profondamente diverse, che non possono essere ricondotte a un’unica logica organizzativa senza produrre distorsioni. La didattica nelle discipline umanistiche, nelle lingue, nelle scienze sociali, nelle scienze dure o nei percorsi fortemente professionalizzanti risponde a esigenze differenti in termini di sequenza degli insegnamenti, carico di studio, modalità di valutazione e tempi di apprendimento. Riconoscere questa diversità non significa rinunciare a regole comuni, ma assumere che l’equità non coincide con l’uniformità.

Alla base di una didattica di qualità deve esserci l’idea che, all’interno di un quadro normativo chiaro e condiviso, ogni campus e ogni disciplina debbano poter disporre di reali margini di autonomia nella costruzione dei propri percorsi formativi. Una didattica più flessibile nasce da qui: dalla consapevolezza che modelli organizzativi pensati come neutri o universali finiscono spesso per penalizzare proprio quei contesti in cui l’innovazione didattica, l’interdisciplinarità o l’intensità del carico formativo richiederebbero soluzioni più adattive.

Un primo ambito di intervento riguarda la revisione delle scansioni temporali dell’anno accademico, che non può essere pensata come un’operazione uniforme per tutti i corsi e tutti i campus. A Ca’ Foscari questo significa avviare un’analisi sistematica delle date di inizio e fine dei periodi didattici e delle sessioni d’esame, tenendo conto delle specificità disciplinari e dei carichi reali. Non si tratta di modificare l’impianto complessivo dell’anno accademico, ma di garantire che i tempi formalmente previsti siano realmente fruibili, evitando compressioni e slittamenti che riducono il tempo effettivo di studio. In alcuni contesti, ciò può tradursi nella necessità di intervalli più ampi tra lezioni ed esami; in altri, in una diversa distribuzione delle prove nel corso dell’anno.

La flessibilità deve inoltre riguardare la distribuzione degli appelli d’esame, che non può essere affrontata con logiche generaliste. In alcuni insegnamenti, soprattutto quelli ad alto numero di CFU o collocati nei primi anni, una maggiore disponibilità e una migliore distribuzione degli appelli rappresentano una misura essenziale per evitare che singoli esami si trasformino in blocchi strutturali delle carriere. In altri casi, il tema centrale non è il numero degli appelli, ma la loro collocazione temporale e la loro coerenza con il carico complessivo del periodo. Una riflessione selettiva e basata sui dati consente di evitare approcci ideologici e di costruire soluzioni proporzionate, rispettose della qualità della valutazione.

Un’attenzione particolare deve essere riservata alle studentesse e agli studenti lavoratori e lavoratrici, pendolari, internazionali e a coloro che attraversano fasi di fragilità personale o economica. In questi casi, la flessibilità non coincide con l’assenza di regole, ma con una maggiore prevedibilità. Calendari leggibili, scadenze comunicate con anticipo o una distribuzione meno concentrata degli appelli e regole chiare sull’accesso agli appelli consentono di pianificare studio, lavoro e vita personale in modo realistico, altrimenti il rischio è la fuga verso le università telematiche. La prevedibilità è una forma di equità sostanziale, soprattutto in un Ateneo che ambisce a essere inclusivo e attrattivo.

Se vogliamo inoltre rafforzare in modo credibile l’internazionalizzazione, è indispensabile riconoscere che i tempi della mobilità internazionale non sempre coincidono con quelli dell’organizzazione didattica italiana. Per molti studenti Erasmus, la rigidità dei calendari e delle sessioni d’esame rappresenta uno dei principali fattori di rallentamento delle carriere. Prevedere finestre temporali dedicate, modalità flessibili e sessioni specifiche – ad esempio nel mese di dicembre – significa rendere effettivamente compatibili mobilità internazionale e regolarità degli studi, valorizzando una delle dimensioni strategiche dell’Ateneo.

Una didattica più flessibile, costruita nel rispetto delle regole ma sempre attenta alle differenze, rende l’Ateneo più giusto, più sostenibile e più capace di rispondere alla complessità della formazione universitaria contemporanea. Una didattica ben organizzata rafforza il multicampus solo se è governata come sistema unitario. Coordinare calendari, appelli e carichi didattici significa trasformare la pluralità delle sedi in opportunità e non in ostacolo. L’equità organizzativa è la condizione concreta di una strategia multicampus credibile.

3. Un nuovo approccio alla didattica

Azioni

L’università vince quando investe sulla presenza e sull’unicità dei suoi saperi. Ritengo fondamentale: difendere la didattica in presenza;valorizzare l’apprendimento esperienziale;integrare esperienze territoriali nei percorsi formativi;difendere e valorizzare i percorsi “unici”.Un Ateneo forte è quello che difende ciò che lo rende unico.La difesa della presenza non implica uniformità, ma coerenza. Il multicampus consente di articolare l’esperienza in aula secondo le specificità dei contesti: dimensione internazionale e culturale a Venezia; sperimentazione scientifica e tecnologica a Mestre; integrazione con il sistema produttivo a Treviso. Ripensare l’offerta in chiave sostenibile implica anche interrogarsi sul ruolo della didattica mista e online. Non come soluzione generalizzata, ...
In un Ateneo multicampus, l’organizzazione della didattica deve essere pensata come sistema integrato Calendari, appelli e carichi didattici non possono essere progettati come se le sedi fossero isolate: Venezia, Mestre e Treviso devono funzionare in modo coordinato e prevedibile. L’attuale organizzazione della didattica a Ca’ Foscari è in larga parte il risultato di assetti progettati in una fase storica in cui l’Ateneo contava meno di 400 docenti; oggi il corpo docente si avvicina alle 700 unità e l’offerta formativa è cresciuta in modo significativo, sia in termini quantitativi sia in termini di complessità. Questa evoluzione ha profondamente modificato le condizioni ...
Ca’ Foscari ha bisogno, oggi più che mai, di riconoscere, sostenere e valorizzare le molte sperimentazioni didattiche che già esistono e introdurne di nuove per rafforzare la sua identità. Intendo: promuovere challenge-based learning e remote e virtual labs;sostenere la compresenza interdisciplinare;sostenere nuove sperimentazioni didattiche flessibili;potenziare programmi ponte (bridging courses).La didattica innovativa si fà, tutti i giorni, nei nostri insegnamenti.Rafforzare l’idea e l’immagine di Ca’ Foscari come università della presenza significa affermare l’unicità di una esperienza didattica e formativa che trova nella presenza il contesto in cui possono svilupparsi e essere pienamente valorizzate modalità di insegnamento innovative, complesse e ad alto ...
Una migliore organizzazione della didattica produce benefici sistemici. Intendo aiutare i corsi di studio a: difendere la sostenibilità dell’offerta didattica;ripensare l’offerta formativa esistente;progettare una nuova offerta formativa sostenibile.La sostenibilità è la condizione per una didattica solida e duratura.La sostenibilità dell’offerta formativa è una leva centrale della più generale sostenibilità economica dell’Ateneo. Un’organizzazione chiara e prevedibile dei percorsi di studio riduce dispersione, ritardi e abbandoni, migliora la riuscita formativa e rafforza la capacità di Ca’ Foscari di programmare e investire nel medio periodo. Calendari coerenti, coordinamento tra insegnamenti e regole comprensibili non sono aspetti tecnici, ma fattori che incidono direttamente sugli ...
Accanto all’equilibrio organizzativo e alla sostenibilità dei Dipartimenti diventa sempre più centrale investire sulla qualità della didattica come competenza professionale e come responsabilità istituzionale condivisa, riconoscendo che l’insegnamento universitario contemporaneo richiede dispositivi pedagogici, linguaggi educativi e approcci metodologici che vanno oltre la sola eccellenza disciplinare e la trasmissione dei contenuti. Mi impegnerò a: valorizzare l’aggiornamento didattico;esplorare nuovi metodi didattici;investire in strutture, competenze e persone;stabilire un contatto strutturato con il mondo della formazione e degli insegnanti;costituire un Centre for Teaching and Learning.Insegnare bene è una competenza da coltivare.Rafforzare la formazione didattica di chi insegna in università significa riconoscere in modo esplicito ...

Azioni

Interventi concreti per costruire un’esperienza universitaria più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare studenti e studentesse nei momenti chiave del loro percorso.

1.1 Un orientamento in ingresso lungo un anno L’orientamento non può essere un’attività episodica o concentrata solo nel periodo delle immatricolazioni o basata su progetti singoli. Se sarò Rettore mi impegnerò immediatamente a: rafforzare la presenza di Ca’ Foscari nelle scuole secondarie, con azioni continuative e mirate;potenziare l’orientamento negli istituti tecnici e professionali;coinvolgere docenti, tutor e alumni nel racconto dei percorsi;offrire informazioni chiare su carichi di studio, sbocchi e servizi;intercettare precocemente studenti e studentesse a rischio di scelta non consapevole;offrire servizi di introduzione e accoglienza per il primo periodo/semestre dei primi anni.Un orientamento continuo, consapevole e inclusivo: così si costruisce ...
1.2 Nessuno sarà lasciato solo La linearità delle carriere accademiche rappresenta un indicatore fondamentale della capacità dell’università di accompagnare in modo efficace i propri studenti e le proprie studentesse lungo il percorso formativo. Non è soltanto una misura di efficienza, ma il riflesso di un sistema che sa prendersi cura delle persone: orientarle nelle scelte, sostenerle nei momenti di difficoltà, garantire qualità e coerenza dell’offerta didattica e creare condizioni favorevoli per un apprendimento continuo e consapevole. Molti abbandoni non dipendono dalla difficoltà dei contenuti, ma dalla solitudine, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di supporto. Ritengo strategico:costituire uno Student Success Hub;potenziare ...
1.3 Il benessere è parte della formazione Il benessere non è un tema marginale: incide direttamente sui risultati accademici. Il mio impegno è: rafforzare i servizi di supporto psicologico;promuovere iniziative per la salute mentale e la prevenzione del disagio;creare spazi sicuri di ascolto e confronto;contrastare solitudine, stress e isolamento, soprattutto nei primi anni.Un’università che si prende cura del benessere migliora anche la qualità della formazione.Investire nel benessere studentesco significa partire da una constatazione semplice ma spesso sottovalutata ovvero che il successo formativo non dipende soltanto dalla qualità della didattica o dalla buona organizzazione dei corsi, ma anche – e in ...
1.4 Dal primo giorno al primo lavoro Accompagnare gli studenti e le studentesse fino alla laurea non basta. Occorre sostenere i loro percorsi dal primo giorno al primo lavoro, rendendo leggibile il legame tra formazione, competenze e futuro professionale. È mia intenzione: potenziare l’orientamento in uscita e il placement;rafforzare tirocini di qualità e percorsi professionalizzanti;coinvolgere maggiormente alumni e imprese;valorizzare le competenze trasversali;sostenere l’imprenditorialità studentesca e l’innovazione sociale.Una buona transizione al lavoro rafforza l’attrattività dell’AteneoRafforzare in modo efficace il placement significa superare l’idea che l’incontro con il mondo del lavoro avvenga solo alla fine del percorso di studi. Un inserimento professionale ...
1.5 Sapere per partecipare Molti problemi nascono dalla mancanza di informazioni chiare Pertanto assume particolare rilievo: rendere più comprensibili regolamenti e calendari;migliorare la comunicazione su scadenze e opportunità;semplificare il linguaggio amministrativo;incentivare la partecipazione della rappresentanza studentesca.Regole chiare, informazioni accessibili, partecipazione reale.Molte delle difficoltà che rallentano o compromettono le carriere studentesche non dipendono da scelte sbagliate o da carenze individuali, ma da condizioni strutturali che incidono sull’esperienza concreta dello studio. In particolare, una persistente asimmetria informativa — fatta di regole poco chiare, informazioni frammentate, linguaggi amministrativi complessi e discrepanze tra ciò che viene formalmente comunicato e ciò che accade nella pratica ...
1.6 Un laboratorio di talenti: Il Collegio Internazionale Il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari rappresenta una risorsa strategica, che intendo valorizzare e sviluppare in modo pienamente coerente con la visione di un Ateneo capace di distinguersi per qualità, ambizione e capacità di attrarre talenti. rafforzare il Collegio Internazionale come luogo simbolico della qualità formativa di Ca’ Foscari;utilizzare il Collegio come laboratorio permanente di sperimentazione didattica;valorizzare il Collegio come ambiente privilegiato per la formazione di competenze trasversali avanzate;Dove il talento cresce, l’università si distingue.Il Collegio non è soltanto un luogo residenziale o un percorso di eccellenza per pochi: è uno spazio ...
Marco Sgarbi
Panoramica privacy

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