4.1 Un presidio stabile nelle scuole
L’orientamento non può essere solo aiuto nello scegliere un percorso formativo.
È necessario costruire un presidio stabile nelle scuole secondarie, soprattutto nei territori strategici per Ca’ Foscari. Questa stabilità deve essere anche territoriale e differenziata. Il rapporto con le scuole del veneziano, del mestrino e del trevigiano non può essere lasciato alla spontaneità delle iniziative individuali, ma deve rientrare in una strategia coordinata che riconosca nel multicampus una leva di radicamento e attrattività. Credo sia indispensabile:
- sviluppare relazioni continuative con le scuole;
- coinvolgere maggiormente studenti tutor e alumni nelle attività di orientamento;
- offrire percorsi di orientamento disciplinare mirato;
- intercettare precocemente studenti motivati e talentuosi;
- contrastare la dispersione e le scelte non consapevoli.
Un orientamento radicato nei territori, continuo e strategico.
Rafforzare l’orientamento nelle scuole significa superare in modo definitivo un modello fondato su open day, fiere e interventi isolati, e costruire invece una presenza stabile, riconoscibile e continuativa dell’Ateneo nei territori strategici. L’orientamento non può essere ridotto a un’attività promozionale concentrata in pochi momenti dell’anno, ma deve diventare una funzione strutturale della missione formativa, strettamente collegata al successo formativo e alla sostenibilità delle carriere studentesche. In un Ateneo multicampus, questo rafforzamento implica anche la costruzione di reti territoriali stabili attorno a ciascun polo, evitando che l’orientamento sia percepito come esclusivamente veneziano. Mestre e Treviso devono essere visibili come luoghi universitari pieni e non come sedi accessorie.
A Ca’ Foscari questo approccio può tradursi, innanzitutto, nello sviluppo di relazioni continuative e differenziate con le scuole secondarie, attraverso la definizione di un portafoglio di scuole partner. Tali scuole dovrebbero essere individuate non solo in base alla prossimità geografica, ma considerando anche la composizione della popolazione studentesca, il contesto socio-territoriale e il potenziale di orientamento consapevole. Licei, istituti tecnici e professionali possono diventare interlocutori privilegiati di una collaborazione stabile, fondata su accordi pluriennali che prevedano una presenza regolare dell’Ateneo lungo tutto l’anno scolastico, evitando contatti episodici concentrati esclusivamente nell’ultimo anno.
All’interno di questo quadro, l’orientamento deve assumere una forma disciplinare, progressiva ed esperienziale. Il coinvolgimento coordinato di docenti, studenti tutor e alumni consente di offrire una pluralità di sguardi complementari sul percorso universitario. I docenti introducono linguaggi, metodi e approcci disciplinari; gli studenti tutor raccontano in modo diretto l’esperienza del primo anno e le difficoltà reali dell’avvio; gli alumni restituiscono una visione concreta delle traiettorie successive alla laurea e del rapporto tra formazione e mondo del lavoro. Questo lavoro congiunto permette di superare una presentazione astratta dei corsi e di far comprendere, in modo realistico, cosa significa studiare in un determinato ambito.
In questa prospettiva diventa centrale l’offerta di percorsi di orientamento disciplinare mirato, progettati in funzione dei diversi indirizzi scolastici. Laboratori tematici, lezioni universitarie simulate, attività di problem solving, esercitazioni su casi di studio o testi disciplinari permettono agli studenti di confrontarsi direttamente con il tipo di impegno richiesto dall’università. L’obiettivo non è anticipare i contenuti, ma aiutare a valutare la coerenza tra interessi, competenze iniziali e aspettative, riducendo il rischio di scelte basate su rappresentazioni parziali o idealizzate, che spesso producono discontinuità e abbandoni precoci.
Un ulteriore asse strategico riguarda l’intercettazione precoce di persone motivate e di talento, in particolare in contesti sociali o territoriali in cui l’accesso all’università non è scontato. Attraverso il lavoro continuativo con le scuole, Ca’ Foscari può individuare studentesse e studenti con alto potenziale, per il Collegio Internazionale e non solo, e accompagnarli gradualmente verso la scelta universitaria, offrendo informazioni puntuali su borse di studio, servizi di supporto, opportunità internazionali e modalità di accesso. Percorsi di mentoring leggero, incontri dedicati e primi contatti con la vita universitaria contribuiscono a rafforzare l’equità e ad ampliare la platea di studenti che scelgono l’Ateneo in modo consapevole.
Queste azioni svolgono anche una funzione preventiva fondamentale: contrastare la dispersione prima ancora dell’immatricolazione. Un orientamento continuativo consente di intercettare segnali di incertezza, disallineamento o aspettative irrealistiche e di offrire occasioni di chiarimento tempestive. In questo senso, l’orientamento nelle scuole non è soltanto una leva di attrattività, ma uno strumento di qualità e di sostenibilità delle carriere universitarie, strettamente integrato con le politiche di accompagnamento e supporto del primo anno.
La continuità rappresenta il fattore decisivo di questo modello. L’orientamento produce effetti duraturi quando accompagna lo studente lungo più tappe: una fase iniziale di esplorazione, un approfondimento disciplinare mirato e una verifica progressiva della scelta. Per questo, le attività svolte nelle scuole devono essere progettate in modo coerente con i servizi di orientamento in ingresso e con i programmi di accoglienza del primo semestre, costruendo un percorso unitario che non si interrompe al momento dell’immatricolazione, ma accompagna concretamente l’avvio degli studi.
Un orientamento strutturale richiede infine monitoraggio e apprendimento organizzativo. Valutare nel tempo quali scuole, quali format e quali azioni producono studenti più regolari nelle carriere, più soddisfatti e meno soggetti ad abbandono consente di affinare progressivamente le strategie adottate. L’utilizzo sistematico dei dati per leggere gli effetti dell’orientamento rafforza la capacità dell’Ateneo di investire in modo mirato e sostenibile, evitando dispersioni di risorse. In un contesto di calo demografico, il multicampus rappresenta una risposta strategica anche sul piano dell’orientamento: intercettare bacini territoriali diversi e offrire modalità di frequenza compatibili con esigenze differenziate consente di ampliare la platea potenziale senza abbassare la qualità.
Rafforzare l’orientamento nelle scuole non rappresenta solo una risposta al calo demografico, ma anche una scelta di responsabilità pubblica. Significa aiutare le nuove generazioni a scegliere meglio, valorizzare talento e motivazione, ridurre le disuguaglianze di partenza e costruire un rapporto solido e duraturo tra Ca’ Foscari e i territori, fondato su conoscenza, fiducia e continuità.