4.3 Costruire una strategia di comunicazione dell’offerta formativa
La promozione dell’offerta formativa deve essere coordinata, non frammentata. In un Ateneo multicampus, la comunicazione deve rendere esplicita la complementarità tra Venezia, Mestre e Treviso.
Non basta coordinare i messaggi: occorre raccontare con chiarezza le vocazioni dei campus, evitando sia l’omologazione sia la percezione di sedi gerarchicamente diverse. Considero indispensabile:
- rafforzare il coordinamento tra Dipartimenti e amministrazione centrale;
- definire messaggi chiave coerenti con l’identità di Ca’ Foscari e dei suoi Dipartimenti;
- valorizzare le specificità disciplinari senza perdere unità;
- utilizzare in modo strategico i canali digitali;
- monitorare l’efficacia delle azioni di comunicazione.
Un messaggio chiaro, un Ateneo riconoscibile.
Costruire una strategia di comunicazione integrata dell’offerta formativa significa superare una logica frammentata, in cui Dipartimenti, uffici centrali, orientamento, placement e promozione e reclutamento comunicano in modo parallelo e talvolta incoerente. Quando questo accade, dall’esterno l’Ateneo risulta veramente difficile da leggere, l’identità complessiva si indebolisce, le informazioni si sovrappongono e per studenti e famiglie diventa complesso comprendere che tipo di università sia davvero Ca’ Foscari. La comunicazione dell’offerta non può essere la semplice somma di iniziative autonome, ma deve essere riconosciuta come un processo strategico di Ateneo, strettamente connesso alla qualità delle scelte formative e al successo delle carriere. In una prospettiva multicampus, la frammentazione non è solo organizzativa, ma anche narrativa. Se le sedi comunicano in modo isolato o se Venezia viene percepita come unico centro simbolico, il modello multicampus perde forza strategica. La comunicazione deve invece costruire un’immagine unitaria nella differenza.
A Ca’ Foscari questo approccio può tradursi nell’istituzione di una regia unitaria della comunicazione dell’offerta formativa, con una funzione di coordinamento e non di accentramento. Questa regia dovrebbe coinvolgere comunicazione istituzionale, orientamento, promozione e reclutamento, placement e rappresentanze dei Dipartimenti, con il compito di definire ogni anno alcuni messaggi chiave condivisi: che tipo di università è Ca’ Foscari, quali sono i suoi tratti distintivi, a quali studenti si rivolge e quale esperienza formativa propone. Questi messaggi costituirebbero la cornice comune entro cui i Dipartimenti possono valorizzare la propria specificità (ad esempio EQUIS o Progetti dei Dipartimenti di Eccellenza), evitando sovrapposizioni, contraddizioni o dispersione comunicativa, in coerenza con una governance più leggibile e partecipata.
Un passaggio centrale riguarda il modo in cui l’offerta viene raccontata. Lavorare per narrazioni coerenti, anziché per una giustapposizione di singoli corsi, aiuta studenti e famiglie a orientarsi prima ancora di entrare nel dettaglio dei percorsi. A Ca’ Foscari questo può significare costruire alcune aree di racconto dell’offerta formativa – ad esempio lingue e culture, economia e management, scienze ambientali, scienze umane, innovazione e dati – che offrano una prima mappa interpretativa dell’Ateneo. Questa impostazione non sostituisce la descrizione puntuale dei corsi, ma la rende più leggibile e meno disorientante, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta all’università, rafforzando l’efficacia dell’orientamento in ingresso e la chiarezza delle scelte.
La comunicazione deve inoltre essere differenziata per destinatari, senza perdere unità di identità. Studenti e studentesse delle scuole, famiglie, internazionali, lavoratori e chi valuta una magistrale hanno bisogni informativi diversi e pongono domande differenti. Una strategia matura utilizza linguaggi, canali e formati adeguati a ciascun pubblico, mantenendo però una coerenza narrativa che renda sempre riconoscibile Ca’ Foscari. Questo approccio rafforza l’equità dell’accesso alle informazioni, in particolare per studenti di prima generazione o provenienti da contesti meno informati, e sostiene una internazionalizzazione più responsabile e consapevole.
Un ulteriore elemento di qualità è il monitoraggio sistematico dell’efficacia della comunicazione. La comunicazione dell’offerta non dovrebbe essere valutata solo in termini di visibilità o traffico, ma anche di impatto sulle scelte e sulle carriere. Questo si può fare introducendo un sistema strutturato di indicatori semplici ma significativi come quali contenuti generano richieste di informazioni, quali canali sono associati a immatricolazioni più consapevoli, quali messaggi corrispondono a una minore incidenza di abbandoni nel primo anno. In questo modo, la comunicazione diventa uno strumento basato su evidenze, coerente con l’uso maturo dei dati a supporto delle decisioni.
Infine, una strategia integrata richiede un rapporto più stretto tra comunicazione e progettazione dell’offerta formativa. Le informazioni che emergono dal dialogo con studenti e studentesse, scuole e territori – dubbi ricorrenti, aspettative disallineate, elementi di chiarezza o di confusione – devono tornare ai Dipartimenti come feedback strutturato. In questo senso, la comunicazione non si limita a raccontare l’offerta, ma contribuisce a migliorarla, rendendo più coerente il rapporto tra ciò che viene promesso e ciò che viene effettivamente vissuto dagli studenti, rafforzando la qualità complessiva dei percorsi. Una strategia di comunicazione coerente con la visione multicampus non promuove semplicemente corsi di studio, ma rende leggibile l’architettura complessiva dell’Ateneo. Venezia, Mestre e Treviso devono essere percepite come parti di un sistema integrato, capace di offrire percorsi diversi dentro un’identità unitaria. È questa coerenza narrativa che trasforma il multicampus in un vantaggio competitivo.