5.3 Supporto alla ricerca progettuale

La ricerca più feconda nasce spesso dall’incontro tra mondi diversi.

Ritengo sia prioritario:

  • consolidare il supporto alla progettazione anche ad aree marginali;
  • riposizionarsi rispetto al Decimo Programma Quadro.

Supporto diffuso, progettazione forte, ricerca più competitiva.

Ca’ Foscari ha già sviluppato nel tempo un insieme articolato di strumenti di supporto alla ricerca progettuale, che costituiscono un patrimonio importante dell’Ateneo e che lo ha distinto a livello italiano ed europeo. Non si tratta quindi introdurre modelli completamente nuovi, ma rafforzare, rendere più coerente e maggiormente accessibile ciò che già esiste, affinché tali strumenti operino in modo efficace e inclusivo su tutto l’Ateneo.

La ricerca competitiva per progetti rappresenta oggi una componente essenziale della produzione scientifica, ma la sua diffusione resta diseguale tra aree disciplinari e tra dipartimenti. Questa diseguaglianza non riflette necessariamente differenze di qualità scientifica, bensì diversi gradi di familiarità con la progettazione, differenti tradizioni disciplinari e una non uniforme corrispondenza tra bandi disponibili e pratiche di ricerca. In questo quadro, il compito dell’Ateneo è quello di accompagnare, non di uniformare.

Un primo ambito di intervento riguarda il consolidamento e il coordinamento del supporto tecnico-amministrativo, già presente a livello centrale e dipartimentale. Ca’ Foscari deve rafforzarne l’integrazione e la visibilità, assicurando che tutte le strutture possano accedere in modo chiaro e tempestivo a competenze qualificate in materia di progettazione, gestione e rendicontazione. L’obiettivo è ridurre le asimmetrie di accesso e garantire che la complessità amministrativa dei progetti non diventi un ostacolo selettivo.

Un secondo ambito riguarda il potenziamento dell’accompagnamento scientifico alla progettazione, in particolare per i progetti complessi, interdisciplinari o rivolti a programmi di finanziamento meno tradizionali. Partendo dalle esperienze già attive, l’Ateneo deve rendere più sistematiche le attività di mentoring, confronto scientifico e supporto strategico, con particolare attenzione ai dipartimenti e agli ambiti disciplinari che finora hanno avuto minori occasioni di accesso ai bandi competitivi. In questo modo, la progettazione diventa progressivamente una competenza condivisa e non concentrata in pochi contesti.

Un terzo ambito, cruciale per rafforzare la partecipazione, riguarda il riconoscimento istituzionale del lavoro di progettazione, anche quando non si traduce immediatamente in finanziamenti. Ca’ Foscari deve riconoscere che la preparazione dei progetti richiede un investimento significativo di tempo e competenze e deve impegnarsi a valorizzare questo lavoro come parte integrante dell’attività scientifica, contribuendo a costruire nel tempo una capacità progettuale più ampia e diffusa. Ca’ Foscari ha già dimostrato attenzione verso il lavoro di progettazione della ricerca, finanziando chi raggiunge le fasi finali dei bandi competitivi anche in assenza di esito positivo; il mio obiettivo è fare un passo ulteriore, riconoscendo questo lavoro anche come attività scientifica qualificante, da valorizzare in modo esplicito.

La vera sfida, tuttavia, è rappresentata dal prossimo ciclo di programmazione europea, ovvero dall’avvio del Decimo Programma Quadro (FP10), che segnerà un passaggio rilevante – se non decisivo – non solo in termini di opportunità di finanziamento, ma anche per il modo in cui le università saranno chiamate a posizionarsi nello spazio europeo della ricerca. FP10 rafforzerà infatti l’integrazione tra eccellenza scientifica, competitività e impatto sociale, introducendo un collegamento strutturale tra ricerca collaborativa e strumenti di politica industriale, come il European Competitiveness Fund (ECF).

In questa prospettiva, sarà fondamentale rafforzare una presenza stabile dell’Ateneo a Bruxelles, capace di garantire un dialogo continuo con le politiche europee della ricerca e dell’innovazione, anticipando le traiettorie dei programmi e contribuendo attivamente alla loro definizione.

In questo contesto, Ca’ Foscari sarà chiamata a compiere un salto di qualità anche sul piano organizzativo. In particolare, sarà necessario rafforzare, all’interno di ARIC e dei Settori ricerca dei Dipartimenti, congiuntamente e in sinergia, funzioni di accompagnamento strategico alla partecipazione dell’Ateneo ai programmi europei, lungo l’intero ciclo di vita dei progetti: dalla fase di posizionamento e progettazione, fino alla gestione e valorizzazione dei risultati. Ciò implica un investimento mirato sul personale tecnico-amministrativo, affinché disponga delle competenze e degli strumenti necessari per lavorare a monte dei bandi, supportando i Dipartimenti nella lettura delle traiettorie politiche e scientifiche di FP10, nella definizione di posizionamenti tematici coerenti e nella costruzione di partenariati stabili e qualificati. I progetti di ricerca del Decimo Programma Quadro, infatti, saranno caratterizzati da un forte orientamento all’impatto sul territorio, sulle imprese e sui sistemi locali dell’innovazione. Questo comporterà la necessità di attivare partnership ampie e articolate, che includano attori accademici, imprese, istituzioni pubbliche e comunità locali. Si tratta di collaborazioni ad alto valore strategico, ma anche particolarmente complesse da costruire e da gestire, che richiederanno un ulteriore potenziamento delle capacità di coordinamento, mediazione e supporto progettuale dell’Ateneo.

In particolare, rispetto al collegamento con l’European Competitiveness Fund, sarà fondamentale disporre di un supporto dedicato alla costruzione di progetti capaci di dialogare fin dall’origine con imprese, territori e amministrazioni pubbliche, accompagnando le iniziative di ricerca verso percorsi di adozione, sperimentazione e valorizzazione che vadano oltre la durata del singolo progetto. Non si tratta di trasformare l’università in un attore industriale, ma di garantire che la ricerca prodotta possa trovare canali credibili di traduzione e di impatto, nel rispetto dell’autonomia scientifica e della missione pubblica dell’Ateneo.

Nel quadro del pilastro “Competitività e società” di FP10, Ca’ Foscari dovrà quindi essere pronta a orientare in modo consapevole la propria partecipazione verso tipologie di progetto capaci di tenere insieme innovazione, impatto sociale e sviluppo territoriale. In questa prospettiva, sarà particolarmente importante valorizzare e promuovere la partecipazione a living labs territoriali e policy labs – che costituiscono un elemento centrale del pilastro – concepiti come spazi di sperimentazione condivisa in cui ricerca, imprese, istituzioni pubbliche e cittadini collaborano su problemi complessi, testando soluzioni in contesti reali e contribuendo alla definizione di politiche e modelli di governance. Questo approccio consente di superare una visione lineare della ricerca, favorendo processi di apprendimento reciproco e una produzione di conoscenza strettamente connessa all’uso, alla decisione pubblica e alla trasformazione dei territori. In chiave multicampus, il riposizionamento rispetto ai programmi europei dovrà valorizzare le diverse vocazioni territoriali: il Campus Scientifico come hub tecnologico e sperimentale, Venezia come piattaforma culturale e internazionale, Treviso come nodo di connessione con sistemi produttivi e governance territoriale. Questa articolazione rafforza la credibilità dei consorzi e la capacità di incidere su progetti di grande scala. Il modello multicampus offre un contesto naturale per questo tipo di sperimentazione: sedi diverse possono diventare luoghi complementari di testing, osservazione e co-progettazione, aumentando la robustezza metodologica dei progetti e la loro rilevanza territoriale.

Ca’ Foscari dovrà inoltre rafforzare il proprio impegno in progetti dedicati al lavoro, alle competenze e alla governance dell’intelligenza artificiale, ambiti nei quali la dimensione tecnologica deve essere accompagnata da un’analisi attenta degli effetti organizzativi, sociali e regolativi. In questa prospettiva, l’Ateneo potrà svolgere un ruolo distintivo anche nei progetti di innovazione organizzativa nelle PMI, contribuendo a rafforzarne la capacità di assorbire conoscenza, riorganizzare processi e valorizzare il capitale umano, evitando approcci riduttivi centrati sulla sola adozione di tecnologie.

Un’attenzione specifica dovrà essere rivolta ai progetti che riconoscono turismo, cultura e città come fattori strutturali di competitività europea e che costituiranno un asset di FP10. In questo ambito Ca’ Foscari dovrà valorizzare le proprie competenze su patrimonio culturale, sostenibilità, economia della cultura e dinamiche urbane, contribuendo a iniziative che affrontano le transizioni industriali e territoriali come processi ad alto impatto sociale. In questi contesti, l’Ateneo non può che assumere un ruolo attivo nell’accompagnamento delle trasformazioni, offrendo strumenti di analisi, valutazione e mediazione capaci di tenere insieme sviluppo economico, coesione sociale e qualità della vita.

In questo quadro, diventa essenziale valorizzare in modo esplicito e trasversale i temi dell’etica e dell’integrità della ricerca, come elemento guida nella costruzione delle partnership, nella gestione dei processi di co-produzione della conoscenza e nella valutazione degli impatti sociali, territoriali ed economici delle attività di ricerca, garantendo coerenza con i valori, la missione pubblica e la responsabilità sociale dell’Ateneo.

5. Valorizzare la ricerca in tutte le sue forme

Azioni

La ricerca, qualunque forma assuma, richiede condizioni adeguate. Credo sia fondamentale: proteggere il tempo per la ricerca, soprattutto nelle fasi iniziali dei percorsi scientifici;governare i carichi didattici e amministrativi in modo equilibrato;garantire gli anni sabbatici per la ricerca;garantire condizioni di lavoro che favoriscano la qualità e la profondità del lavoro scientifico.Un Ateneo che protegge la ricerca ne rafforza il futuro.Garantire tempo e condizioni adeguate per la ricerca ovviamente non significa limitarsi a ribadirne l’importanza nei documenti strategici, ma intervenire in modo concreto sui meccanismi organizzativi che oggi ne comprimono la qualità, soprattutto nelle fasi più delicate delle carriere accademiche. Un ...
È necessario garantire che le diverse forme di ricerca siano sostenute e valorizzate in modo coerente. Ritengo sia fondamentale: tutelare la ricerca di base che non ha ritorni immediati;riconoscere il valore della ricerca traslazionale e applicata;valorizzare la ricerca sociale trasformativa.Un Ateneo forte è quello che investe in tutte le forme del sapere.Quando parliamo oggi di ricerca di base e di ricerca applicata, dobbiamo riconoscere che stiamo utilizzando categorie nate in un contesto storico e istituzionale molto diverso da quello attuale. Quelle distinzioni avevano senso quando la ricerca di base poteva permettersi tempi lunghi, incertezza radicale, percorsi non lineari, e quando ...
La ricerca più feconda nasce spesso dall’incontro tra mondi diversi. Ritengo sia prioritario: consolidare il supporto alla progettazione anche ad aree marginali;riposizionarsi rispetto al Decimo Programma Quadro.Supporto diffuso, progettazione forte, ricerca più competitiva.Ca’ Foscari ha già sviluppato nel tempo un insieme articolato di strumenti di supporto alla ricerca progettuale, che costituiscono un patrimonio importante dell’Ateneo e che lo ha distinto a livello italiano ed europeo. Non si tratta quindi introdurre modelli completamente nuovi, ma rafforzare, rendere più coerente e maggiormente accessibile ciò che già esiste, affinché tali strumenti operino in modo efficace e inclusivo su tutto l’Ateneo.La ricerca competitiva per ...
La ricerca più feconda nasce spesso dall’incontro tra mondi diversi. Per Ca’ Foscari ritengo debba essere prioritario: favorire progetti interdisciplinari;rafforzare il dialogo tra Dipartimenti e Centri;investire sulle infrastrutture della ricerca;valorizzare le reti locali, nazionali e internazionali di ricerca.Più dialogo, più ricerca.Favorire il dialogo tra ricerca di frontiera, ricerca interdisciplinare infrastrutturale significa creare le condizioni perché forme diverse di produzione della conoscenza possano incontrarsi senza essere subordinate le une alle altre. Questo dialogo si rende possibile attraverso contesti, strumenti e incentivi adeguati, in coerenza con una visione pluralista della ricerca.In passato a Ca’ Foscari questo principio si è tradotto nella creazione ...
Le infrastrutture della ricerca sono il luogo in cui Ca’ Foscari trasforma competenze diffuse in un ecosistema scientifico condiviso. Per questo il nostro Ateneo credo debba: valorizzare le infrastrutture di ricerca diffuse nei Dipartimenti;costruire una strategia integrata, semplice ed equa per le infrastrutture digitali;rafforzare il ruolo strategico del campus scientifico come nodo integratore della ricerca di Ateneo.Un ecosistema condiviso rende la ricerca più forte e competitiva.Un fattore strutturale decisivo per rendere possibile una ricerca di qualità, capace di sostenere il dialogo tra discipline e di affrontare in modo credibile le grandi sfide scientifiche, sociali e ambientali del nostro tempo, è ...
Le nuove generazioni devono poter esplorare, ma anche costruire ponti con la società. Credo sarà importante: favorire l’autonomia scientifica dei giovani;sostenere il dottorato di ricerca;sostenere l’avvio di linee di ricerca indipendenti;costruire percorsi di crescita che tengano insieme libertà e responsabilità.Il futuro della ricerca si costruisce dando fiducia oggi.Sostenere le nuove generazioni della ricerca significa assumere una responsabilità istituzionale chiara: creare condizioni riconoscibili e stabili che permettano a ricercatrici e ricercatori a inizio carriera di costruire un’identità scientifica autonoma senza essere immediatamente schiacciati dalla pressione competitiva. Le università che riescono a trattenere talento e a produrre ricerca di qualità nel lungo ...
Una parte della fragilità della ricerca deriva dalla scarsa comprensione del suo valore. Credo sia importante: raccontare la propria ricerca in modo accessibile;valorizzarne l’impatto culturale, sociale ed economico;promuovere attività di divulgazione e public engagement;dialogare con scuole, istituzioni e cittadini;difendere il valore pubblico della conoscenza.La ricerca vive se è compresa e condivisa.Comunicare il valore della ricerca significa renderne comprensibili il senso, il metodo e l’impatto a pubblici diversi, senza tradirne la complessità. La fragilità della ricerca nel dibattito pubblico nasce spesso non da una carenza di qualità scientifica, ma dalla difficoltà di comprenderne i tempi, le logiche e il contributo reale ...

Azioni

Interventi concreti per costruire un’esperienza universitaria più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare studenti e studentesse nei momenti chiave del loro percorso.

1.1 Un orientamento in ingresso lungo un anno L’orientamento non può essere un’attività episodica o concentrata solo nel periodo delle immatricolazioni o basata su progetti singoli. Se sarò Rettore mi impegnerò immediatamente a: rafforzare la presenza di Ca’ Foscari nelle scuole secondarie, con azioni continuative e mirate;potenziare l’orientamento negli istituti tecnici e professionali;coinvolgere docenti, tutor e alumni nel racconto dei percorsi;offrire informazioni chiare su carichi di studio, sbocchi e servizi;intercettare precocemente studenti e studentesse a rischio di scelta non consapevole;offrire servizi di introduzione e accoglienza per il primo periodo/semestre dei primi anni.Un orientamento continuo, consapevole e inclusivo: così si costruisce ...
1.2 Nessuno sarà lasciato solo La linearità delle carriere accademiche rappresenta un indicatore fondamentale della capacità dell’università di accompagnare in modo efficace i propri studenti e le proprie studentesse lungo il percorso formativo. Non è soltanto una misura di efficienza, ma il riflesso di un sistema che sa prendersi cura delle persone: orientarle nelle scelte, sostenerle nei momenti di difficoltà, garantire qualità e coerenza dell’offerta didattica e creare condizioni favorevoli per un apprendimento continuo e consapevole. Molti abbandoni non dipendono dalla difficoltà dei contenuti, ma dalla solitudine, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di supporto. Ritengo strategico:costituire uno Student Success Hub;potenziare ...
1.3 Il benessere è parte della formazione Il benessere non è un tema marginale: incide direttamente sui risultati accademici. Il mio impegno è: rafforzare i servizi di supporto psicologico;promuovere iniziative per la salute mentale e la prevenzione del disagio;creare spazi sicuri di ascolto e confronto;contrastare solitudine, stress e isolamento, soprattutto nei primi anni.Un’università che si prende cura del benessere migliora anche la qualità della formazione.Investire nel benessere studentesco significa partire da una constatazione semplice ma spesso sottovalutata ovvero che il successo formativo non dipende soltanto dalla qualità della didattica o dalla buona organizzazione dei corsi, ma anche – e in ...
1.4 Dal primo giorno al primo lavoro Accompagnare gli studenti e le studentesse fino alla laurea non basta. Occorre sostenere i loro percorsi dal primo giorno al primo lavoro, rendendo leggibile il legame tra formazione, competenze e futuro professionale. È mia intenzione: potenziare l’orientamento in uscita e il placement;rafforzare tirocini di qualità e percorsi professionalizzanti;coinvolgere maggiormente alumni e imprese;valorizzare le competenze trasversali;sostenere l’imprenditorialità studentesca e l’innovazione sociale.Una buona transizione al lavoro rafforza l’attrattività dell’AteneoRafforzare in modo efficace il placement significa superare l’idea che l’incontro con il mondo del lavoro avvenga solo alla fine del percorso di studi. Un inserimento professionale ...
1.5 Sapere per partecipare Molti problemi nascono dalla mancanza di informazioni chiare Pertanto assume particolare rilievo: rendere più comprensibili regolamenti e calendari;migliorare la comunicazione su scadenze e opportunità;semplificare il linguaggio amministrativo;incentivare la partecipazione della rappresentanza studentesca.Regole chiare, informazioni accessibili, partecipazione reale.Molte delle difficoltà che rallentano o compromettono le carriere studentesche non dipendono da scelte sbagliate o da carenze individuali, ma da condizioni strutturali che incidono sull’esperienza concreta dello studio. In particolare, una persistente asimmetria informativa — fatta di regole poco chiare, informazioni frammentate, linguaggi amministrativi complessi e discrepanze tra ciò che viene formalmente comunicato e ciò che accade nella pratica ...
1.6 Un laboratorio di talenti: Il Collegio Internazionale Il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari rappresenta una risorsa strategica, che intendo valorizzare e sviluppare in modo pienamente coerente con la visione di un Ateneo capace di distinguersi per qualità, ambizione e capacità di attrarre talenti. rafforzare il Collegio Internazionale come luogo simbolico della qualità formativa di Ca’ Foscari;utilizzare il Collegio come laboratorio permanente di sperimentazione didattica;valorizzare il Collegio come ambiente privilegiato per la formazione di competenze trasversali avanzate;Dove il talento cresce, l’università si distingue.Il Collegio non è soltanto un luogo residenziale o un percorso di eccellenza per pochi: è uno spazio ...
Marco Sgarbi
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.