5.5 Infrastrutture condivise, ricerca più forte
Le infrastrutture della ricerca sono il luogo in cui Ca’ Foscari trasforma competenze diffuse in un ecosistema scientifico condiviso.
Per questo il nostro Ateneo credo debba:
- valorizzare le infrastrutture di ricerca diffuse nei Dipartimenti;
- costruire una strategia integrata, semplice ed equa per le infrastrutture digitali;
- rafforzare il ruolo strategico del campus scientifico come nodo integratore della ricerca di Ateneo.
Un ecosistema condiviso rende la ricerca più forte e competitiva.
Un fattore strutturale decisivo per rendere possibile una ricerca di qualità, capace di sostenere il dialogo tra discipline e di affrontare in modo credibile le grandi sfide scientifiche, sociali e ambientali del nostro tempo, è il rafforzamento delle infrastrutture di ricerca, intese in senso ampio come l’insieme coordinato di spazi, strumenti, servizi, competenze e infrastrutture digitali a supporto dell’attività scientifica. Investire in infrastrutture non significa soltanto acquisire nuove attrezzature o tecnologie avanzate, ma creare condizioni di lavoro condivise che facilitino l’incontro tra saperi diversi, l’uso comune delle risorse e la costruzione di progetti di ricerca ambiziosi, aumentando al tempo stesso la capacità dell’Ateneo di attrarre finanziamenti competitivi, collaborazioni di alto livello e ricercatrici e ricercatori di valore.
In questo quadro, Ca’ Foscari dispone già di un patrimonio infrastrutturale rilevante, frutto di investimenti stratificati nel tempo e distribuiti in modo talvolta non uniforme tra campus, Dipartimenti e centri di ricerca. Il tema centrale non è tanto la creazione di nuove infrastrutture, ma la necessità di rafforzare, aggiornare e soprattutto integrare quelle esistenti all’interno di una visione sistemica, capace di trasformare una costellazione di risorse eterogenee in un vero e proprio ecosistema della ricerca.
Il Campus Scientifico di Ca’ Foscari rappresenta uno snodo strategico essenziale per lo sviluppo dell’Ateneo e per il rafforzamento della sua identità scientifica. In questo contesto si concentrano infrastrutture di ricerca avanzate, laboratori ad alta specializzazione, grandi strumentazioni e competenze tecnico-scientifiche di elevato livello, che rendono possibile un’integrazione virtuosa tra ricerca di base e ricerca applicata in ambiti chiave come le scienze ambientali, la chimica, le biotecnologie, l’informatica, la data science e le scienze dei materiali. Il campus non è soltanto un insieme di edifici e attrezzature, ma un vero ecosistema della conoscenza, in cui la prossimità fisica tra competenze diverse favorisce contaminazioni scientifiche, innovazione metodologica e collaborazione tra discipline.
Rafforzare e aggiornare queste infrastrutture significa sostenere l’eccellenza scientifica già presente a Ca’ Foscari e, allo stesso tempo, creare le condizioni per una maggiore integrazione interdisciplinare e interdipartimentale. Questo implica superare una logica di utilizzo esclusivamente locale o dipartimentale dei laboratori e delle strumentazioni, promuovendo invece modelli di accesso condiviso, regolato e trasparente, capaci di valorizzare pienamente le risorse comuni dell’Ateneo e di aumentarne l’impatto scientifico complessivo.
In questa prospettiva, intendo promuovere un percorso di valorizzazione del Centro Servizi di Ateneo (CSA), con l’obiettivo di dar vita a un unico grande polo di supporto scientifico e tecnologico. Un centro integrato, capace di rafforzare sinergie e collaborazioni tra strutture, competenze e servizi, e di offrire un supporto più efficace e coordinato alla ricerca sperimentale e interdisciplinare. Questa unificazione renderebbe Ca’ Foscari più competitiva sia sul territorio sia nel panorama scientifico nazionale e internazionale, anche in confronto con altri atenei, consentendo una migliore capacità di attrazione di progetti, finanziamenti e talenti e rafforzando il ruolo del Campus Scientifico come hub di innovazione e ricerca avanzata.
La trasversalità del Campus Scientifico, insieme a una governance più integrata delle sue infrastrutture e competenze, si colloca pienamente nel quadro delle politiche volte a rafforzare la competitività della ricerca di Ca’ Foscari e la capacità dell’Ateneo di partecipare con successo a progetti di grande scala, nazionali e internazionali. Investire sul campus significa quindi investire non solo in strutture, ma in un modello di università che fa della collaborazione, della condivisione e dell’integrazione dei servizi una leva strategica per il proprio sviluppo scientifico e per il posizionamento competitivo dell’Ateneo.
Accanto al campus scientifico, è tuttavia essenziale riconoscere e valorizzare le infrastrutture di ricerca diffuse che caratterizzano in modo profondo l’identità di Ca’ Foscari. Archivi, collezioni, laboratori linguistici, centri di digital humanities, spazi dedicati alla ricerca economico-sociale e giuridica costituiscono ambienti di ricerca avanzata che non possono essere considerati marginali o accessori. Anche le discipline non sperimentali necessitano infatti di spazi adeguati, strumenti tecnologici, supporti digitali e competenze specifiche per sviluppare una ricerca di qualità, dialogare con l’esterno e costruire percorsi di collaborazione interdisciplinare. Investire in queste infrastrutture significa riconoscere che la ricerca avanzata non è concentrata in un unico luogo e che la qualità scientifica dell’Ateneo dipende anche dalla capacità di sostenere e rendere visibili queste forme di ricerca diffuse.
Un’attenzione specifica deve essere riservata alle infrastrutture digitali della ricerca, che oggi costituiscono una componente trasversale e imprescindibile dell’attività di ricerca in tutte le discipline. Ambienti di calcolo avanzato, piattaforme per l’analisi e la gestione dei dati, archivi digitali, piattaforme di divulgazione dei risultati e di accesso agli open data, e strumenti per la collaborazione a distanza sono diventati parte integrante del lavoro quotidiano di ricercatrici e ricercatori. Rafforzare queste infrastrutture a Ca’ Foscari significa garantire un accesso equo a risorse computazionali adeguate, ridurre le barriere tecniche all’avvio di nuovi progetti e favorire forme di ricerca interdisciplinare che utilizzano dati, modelli e strumenti digitali come linguaggio comune. In questo senso, il potenziamento delle infrastrutture digitali, l’equa regolamentazione al loro utilizzo, la semplificazione al loro accesso sulla base delle caratteristiche proprie delle diverse linee di ricerca presenti in Ateneo sono elementi che si collegano direttamente alle politiche di data governance e all’uso consapevole delle informazioni, che rappresentano una dimensione strategica per il futuro dell’Ateneo.
Affinché questo rafforzamento infrastrutturale produca effetti duraturi, è necessario adottare una visione integrata che tenga insieme investimenti, governance e sostenibilità nel medio-lungo periodo. Le infrastrutture di ricerca devono essere rese riconoscibili, accessibili e governate in modo coerente, evitando frammentazioni, duplicazioni e interventi episodici. In questa prospettiva, il potenziamento delle infrastrutture non può essere separato dalle politiche di programmazione della ricerca, del reclutamento e dell’offerta formativa, ma deve diventare parte di una strategia complessiva orientata alla qualità, all’inclusione disciplinare e alla responsabilità istituzionale.
Il rafforzamento e l’integrazione delle infrastrutture di ricerca rappresentano dunque un catalizzatore strategico per il futuro di Ca’ Foscari. Non si tratta solo di migliorare le condizioni materiali della ricerca, ma di creare un ambiente scientifico in cui la collaborazione, l’interdisciplinarità e l’ambizione progettuale siano rese possibili da infrastrutture adeguate e condivise. In questo senso, investire nelle infrastrutture significa investire nella capacità dell’Ateneo di produrre conoscenza di qualità, di attrarre talenti e di svolgere pienamente il proprio ruolo pubblico nel sistema della ricerca nazionale e internazionale.