5.4 Una ricerca interdisciplinare e internazionale
La ricerca più feconda nasce spesso dall’incontro tra mondi diversi.
Per Ca’ Foscari ritengo debba essere prioritario:
- favorire progetti interdisciplinari;
- rafforzare il dialogo tra Dipartimenti e Centri;
- investire sulle infrastrutture della ricerca;
- valorizzare le reti locali, nazionali e internazionali di ricerca.
Più dialogo, più ricerca.
Favorire il dialogo tra ricerca di frontiera, ricerca interdisciplinare infrastrutturale significa creare le condizioni perché forme diverse di produzione della conoscenza possano incontrarsi senza essere subordinate le une alle altre. Questo dialogo si rende possibile attraverso contesti, strumenti e incentivi adeguati, in coerenza con una visione pluralista della ricerca.
In passato a Ca’ Foscari questo principio si è tradotto nella creazione di spazi e programmi di interazione strutturata, pensati per mettere in relazione ricercatrici e ricercatori che operano su piani diversi della ricerca attorno a problemi complessi e condivisi come il Research Hub for Global Challenges. Temi come ambiente, cultura, società, trasformazioni tecnologiche e territoriali richiedono competenze eterogenee e approcci plurali. “In questa prospettiva, ritengo che tali ambiti interdisciplinari debbano essere ulteriormente potenziati anche in direzione dei futures and foresight studies, così da rafforzare la capacità di anticipare scenari, orientare le scelte strategiche e interpretare le trasformazioni di lungo periodo.Call interne interdisciplinari e programmi tematici possono favorire la costruzione di progetti capaci di tenere insieme ricerca di base, analisi applicativa e possibili ricadute sulla società, senza forzare l’equilibrio tra queste dimensioni.
Un ulteriore ambito di attenzione riguarda il rapporto tra Dipartimenti e Centri (non solo quelli dipartimentali), spesso caratterizzati da tempi e funzioni differenti. È necessario integrare la ricerca fatta nei Centri come ECLT, NICHE, VeDPH, VERA, Marco Polo, e trasformarli in vere e proprie piattaforme di incontro tra saperi, anziché come strutture separate, rafforzando così il loro ruolo scientifico all’interno dell’Ateneo e il loro rapporto con i Dipartimenti. A Ca’ Foscari questo può avvenire attraverso una programmazione condivisa delle attività dei Centri, che includa momenti di restituzione scientifica, iniziative formative e attività di terza missione chiaramente collegate alla ricerca di base che le sostiene. I coordinatori e le coordinatrici devono partecipare alle riunioni di coordinamento della ricerca di Ateneo per integrare la loro voce nell’intero ecosistema della ricerca.
In questa prospettiva, la rivitalizzazione del Distretto Veneziano della Ricerca e dell’Innovazione (DVRI) rappresenta una leva strategica fondamentale. Il DVRI può tornare a essere un vero ecosistema territoriale della ricerca, capace di mettere in rete università, enti di ricerca, istituzioni culturali e attori dell’innovazione, valorizzando le complementarità tra Ca’ Foscari, IUAV e gli altri partner presenti nel territorio. Rafforzare il DVRI significa costruire una piattaforma condivisa di progettazione e visibilità, attraverso cui presentarsi in modo unitario nei contesti europei e internazionali, aumentare la capacità di attrarre finanziamenti competitivi e consolidare Venezia come laboratorio globale di ricerca interdisciplinare sui grandi temi contemporanei. Non un semplice coordinamento, ma un’infrastruttura relazionale stabile, capace di dare massa critica, riconoscibilità e impatto al sistema veneziano della ricerca.
In quest’ottica assume rilievo anche il rafforzamento delle collaborazioni strutturate con grandi istituzioni di ricerca nazionali e internazionali, a partire dal CNR e da altri enti come INFN e IIT. In particolare, appare strategico mantenere, rafforzare e instaurare nuovi rapporti con l’Istituto di Scienze Polari del CNR (ISP), per presidiare ambiti emergenti come le scienze polari, e con il Center for Cultural Heritage Technology (CCHT) dell’IIT, con l’obiettivo di consolidare il ruolo di Ca’ Foscari come università leader nello studio interdisciplinare dei beni culturali. Queste collaborazioni consentono di ampliare l’accesso a grandi infrastrutture di ricerca, di rafforzare la massa critica su temi strategici e di creare contesti in cui ricerca di base e applicata possano svilupparsi in modo integrato, mantenendo piena autonomia scientifica. Investire in rapporti stabili di questo tipo rafforza il posizionamento di Ca’ Foscari come partner scientifico affidabile e riconosciuto.
In questo quadro, la valorizzazione della ricerca internazionale rappresenta un perno strategico fondamentale per Ca’ Foscari. Le reti e i network internazionali costruiti da ricercatrici e ricercatori nel corso della loro attività scientifica costituiscono un patrimonio istituzionale di grande valore: rafforzano la visibilità e il prestigio dell’Ateneo, ne consolidano il posizionamento nei contesti scientifici globali e creano le condizioni per l’attivazione di nuovi progetti di ricerca competitivi. Riconoscere e sostenere questi network significa investire nella capacità di Ca’ Foscari di essere non solo partecipe, ma anche promotrice di agende di ricerca internazionali, valorizzando l’iniziativa scientifica individuale come motore di sviluppo collettivo. In questa prospettiva, l’internazionalizzazione della ricerca non deve essere intesa come sommatoria di mobilità occasionali, ma come costruzione intenzionale e continuativa di relazioni scientifiche strutturate, anche attraverso forme di supporto leggero e mirato: coordinamento istituzionale, valorizzazione delle reti esistenti, condivisione di informazioni e strumenti, e riconoscimento del lavoro di costruzione delle partnership come parte integrante dell’attività di ricerca.
In questo quadro, il dialogo fra modalità e attori di ricerca differenti non è solo un obbligo, ma una condizione per il potenziamento dell’ecosistema scientifico cafoscarino. Un’università che investe nelle proprie infrastrutture di ricerca e crea le condizioni per questo dialogo rafforza la propria capacità di produrre conoscenza profonda, di incidere sulla società e di mantenere intatta la propria autonomia intellettuale.