5.6 Valorizzazione scientifica di giovani ricercatori e ricercatrici

Le nuove generazioni devono poter esplorare, ma anche costruire ponti con la società.

Credo sarà importante:

  • favorire l’autonomia scientifica dei giovani;
  • sostenere il dottorato di ricerca;
  • sostenere l’avvio di linee di ricerca indipendenti;
  • costruire percorsi di crescita che tengano insieme libertà e responsabilità.

Il futuro della ricerca si costruisce dando fiducia oggi.

Sostenere le nuove generazioni della ricerca significa assumere una responsabilità istituzionale chiara: creare condizioni riconoscibili e stabili che permettano a ricercatrici e ricercatori a inizio carriera di costruire un’identità scientifica autonoma senza essere immediatamente schiacciati dalla pressione competitiva. Le università che riescono a trattenere talento e a produrre ricerca di qualità nel lungo periodo credo non si debbano affidare a bandi occasionali o a misure emergenziali, ma devono investire in dispositivi organizzativi che tengono insieme tempo, accompagnamento e responsabilità progressiva. A Ca’ Foscari questo implica scelte che incidono sull’organizzazione del lavoro quotidiano e che si integrano con le politiche generali sulla ricerca e sulla programmazione del personale.

Una delle criticità più profonde del sistema universitario riguarda oggi la condizione delle giovani ricercatrici e dei giovani ricercatori. Il ricorso esteso a forme contrattuali temporanee – assegni di ricerca, contratti di ricerca e posizioni di ricercatore a tempo determinato – ha prodotto nel tempo una crescente instabilità, che rischia di compromettere non solo i percorsi individuali, ma la qualità stessa del sistema della ricerca. Una ricerca di qualità ha bisogno di tempo, continuità e prospettive. Senza condizioni minime di stabilità, diventa difficile costruire linee di ricerca solide, attrarre talenti internazionali e trattenere le migliori energie formate all’interno dell’Ateneo. Il rischio è duplice: da un lato la dispersione di competenze altamente qualificate, dall’altro una progressiva perdita di attrattività del sistema universitario nel suo complesso. Ca’ Foscari deve affrontare questo nodo con responsabilità e realismo, consapevole dei vincoli nazionali ma anche del margine di azione che un Ateneo può esercitare. Questo significa lavorare su più livelli: migliorare la qualità e la trasparenza dei percorsi di accesso e progressione; ridurre, per quanto possibile, la frammentazione contrattuale; valorizzare il contributo delle figure in formazione alla ricerca; e costruire condizioni che rendano i percorsi più leggibili, sostenibili e orientati nel tempo. Investire sulle persone che fanno ricerca non è una scelta accessoria: è la condizione per garantire continuità, qualità e credibilità al nostro Ateneo. Una comunità scientifica forte si costruisce anche offrendo prospettive, riconoscimento e condizioni di lavoro dignitose a chi ne rappresenta il futuro.

Una prima linea di intervento è sui dottorati di ricerca. Il dottorato di ricerca è uno dei luoghi in cui l’università mostra con maggiore chiarezza la propria idea di futuro. È qui che si formano le nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori, è qui che si costruisce la qualità della ricerca di domani, ed è qui che un Ateneo dimostra quanto crede davvero nella conoscenza come bene pubblico. Rafforzare il dottorato non è dunque una scelta tecnica: è una scelta profondamente politica e culturale. Per questo motivo, uno degli impegni prioritari deve essere il potenziamento strutturale del dottorato a Ca’ Foscari garantendo il finanziamento di quattro borse in media per tutti i dottorati. Accanto al rafforzamento quantitativo delle borse, è possibile pensare anche a un ulteriore sviluppo qualitativo del dottorato attraverso la promozione e il sostegno di dottorati interateneo, capaci di valorizzare competenze, esperienze e tradizioni scientifiche diverse. I dottorati interateneo rappresentano un’opportunità per offrire a dottorande e dottorandi contesti di formazione più ampi, interdisciplinari e internazionali, favorendo la circolazione delle idee, il confronto tra scuole scientifiche e l’accesso a reti di ricerca più estese. In questo modo, il dottorato diventa non solo un percorso di specializzazione, ma uno spazio di crescita intellettuale e scientifica più ricco, in cui l’esperienza di ricerca si rafforza grazie alla collaborazione tra Atenei, senza perdere l’identità e le specificità di Ca’ Foscari, ma anzi valorizzandole all’interno di un progetto condiviso.

Un altro intervento strutturale riguarda l’attivazione di percorsi espliciti di avvio alla ricerca indipendente nelle prime fasi post-dottorali. Nei primi anni di lavoro all’interno dell’università, una quota definita e dichiarata del tempo di lavoro dovrebbe essere riservata alla costruzione di una linea di ricerca autonoma. Questo va accompagnato da una riduzione mirata dei carichi più onerosi e delle incombenze amministrative meno formative. Non si tratta di esenzioni generiche, ma di un assetto temporaneo e programmato, finalizzato a consentire la produzione di un primo nucleo coerente di risultati scientifici su cui fondare le valutazioni successive. In questo contesto, una riflessione sull’equilibrio tra didattica e ricerca diventa necessaria, in particolare per i ricercatori di nuova assunzione. Garantire loro maggiore tempo e continuità per l’attività di ricerca risponde ad una diretta esigenza di qualità scientifica, ovvero un miglioramento dell’indicatore R2 della VQR, relativo proprio alla produzione scientifica dei ricercatori reclutati nel periodo di riferimento (anche dei passaggi di carriera).

Accanto al tempo, è decisivo intervenire sul supporto concreto alla progettazione e all’accesso alle risorse. Per un giovane ricercatore e per una giovane ricercatrice, la differenza spesso non sta nella qualità dell’idea scientifica, ma nella possibilità di trasformarla in un progetto sostenibile. A Ca’ Foscari questo può tradursi in un accesso prioritario e accompagnato ai servizi di grant support, nella disponibilità di piccoli fondi di primo impianto e in procedure semplificate per l’utilizzo di biblioteche, archivi, infrastrutture digitali e dataset. Ridurre il costo organizzativo dell’avvio di una ricerca indipendente significa rendere più equo il sistema e rafforzare la capacità complessiva dell’Ateneo di competere su base scientifica.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda la protezione esplicita della ricerca di base e di lungo periodo nelle fasi iniziali della carriera. Molte innovazioni nascono da lavori preliminari che non producono immediatamente articoli o risultati “spendibili”: costruzione di archivi, edizioni, corpus testuali, apparati teorici, strumenti metodologici o dataset complessi. A Ca’ Foscari questo valore deve essere riconosciuto nei processi di valutazione interna, evitando che tali attività restino invisibili o vengano considerate marginali. Rendere valutabili e legittimi questi passaggi fondativi consente ai giovani ricercatori di investire in lavori strutturanti senza timore di penalizzazioni nel breve periodo.

Sostenere le nuove generazioni della ricerca significa infine rendere leggibili e trasparenti i percorsi di crescita. Anche in un sistema segnato da incertezze strutturali, l’Ateneo può chiarire criteri, aspettative e passaggi decisionali, spiegando come vengono valutati i percorsi scientifici, quali elementi contano nei diversi momenti e quali sono le reali possibilità di sviluppo. Questa trasparenza non elimina la precarietà, ma riduce l’ansia, rafforza la fiducia e consente scelte più consapevoli, scientifiche e personali.

Creare condizioni perché idee, persone e comunità di ricerca possano crescere in modo equilibrato e duraturo significa rafforzare nel tempo la qualità, la reputazione e la capacità dell’Ateneo di contribuire in modo significativo alla produzione di conoscenza.

5. Valorizzare la ricerca in tutte le sue forme

Azioni

La ricerca, qualunque forma assuma, richiede condizioni adeguate. Credo sia fondamentale: proteggere il tempo per la ricerca, soprattutto nelle fasi iniziali dei percorsi scientifici;governare i carichi didattici e amministrativi in modo equilibrato;garantire gli anni sabbatici per la ricerca;garantire condizioni di lavoro che favoriscano la qualità e la profondità del lavoro scientifico.Un Ateneo che protegge la ricerca ne rafforza il futuro.Garantire tempo e condizioni adeguate per la ricerca ovviamente non significa limitarsi a ribadirne l’importanza nei documenti strategici, ma intervenire in modo concreto sui meccanismi organizzativi che oggi ne comprimono la qualità, soprattutto nelle fasi più delicate delle carriere accademiche. Un ...
È necessario garantire che le diverse forme di ricerca siano sostenute e valorizzate in modo coerente. Ritengo sia fondamentale: tutelare la ricerca di base che non ha ritorni immediati;riconoscere il valore della ricerca traslazionale e applicata;valorizzare la ricerca sociale trasformativa.Un Ateneo forte è quello che investe in tutte le forme del sapere.Quando parliamo oggi di ricerca di base e di ricerca applicata, dobbiamo riconoscere che stiamo utilizzando categorie nate in un contesto storico e istituzionale molto diverso da quello attuale. Quelle distinzioni avevano senso quando la ricerca di base poteva permettersi tempi lunghi, incertezza radicale, percorsi non lineari, e quando ...
La ricerca più feconda nasce spesso dall’incontro tra mondi diversi. Ritengo sia prioritario: consolidare il supporto alla progettazione anche ad aree marginali;riposizionarsi rispetto al Decimo Programma Quadro.Supporto diffuso, progettazione forte, ricerca più competitiva.Ca’ Foscari ha già sviluppato nel tempo un insieme articolato di strumenti di supporto alla ricerca progettuale, che costituiscono un patrimonio importante dell’Ateneo e che lo ha distinto a livello italiano ed europeo. Non si tratta quindi introdurre modelli completamente nuovi, ma rafforzare, rendere più coerente e maggiormente accessibile ciò che già esiste, affinché tali strumenti operino in modo efficace e inclusivo su tutto l’Ateneo.La ricerca competitiva per ...
La ricerca più feconda nasce spesso dall’incontro tra mondi diversi. Per Ca’ Foscari ritengo debba essere prioritario: favorire progetti interdisciplinari;rafforzare il dialogo tra Dipartimenti e Centri;investire sulle infrastrutture della ricerca;valorizzare le reti locali, nazionali e internazionali di ricerca.Più dialogo, più ricerca.Favorire il dialogo tra ricerca di frontiera, ricerca interdisciplinare infrastrutturale significa creare le condizioni perché forme diverse di produzione della conoscenza possano incontrarsi senza essere subordinate le une alle altre. Questo dialogo si rende possibile attraverso contesti, strumenti e incentivi adeguati, in coerenza con una visione pluralista della ricerca.In passato a Ca’ Foscari questo principio si è tradotto nella creazione ...
Le infrastrutture della ricerca sono il luogo in cui Ca’ Foscari trasforma competenze diffuse in un ecosistema scientifico condiviso. Per questo il nostro Ateneo credo debba: valorizzare le infrastrutture di ricerca diffuse nei Dipartimenti;costruire una strategia integrata, semplice ed equa per le infrastrutture digitali;rafforzare il ruolo strategico del campus scientifico come nodo integratore della ricerca di Ateneo.Un ecosistema condiviso rende la ricerca più forte e competitiva.Un fattore strutturale decisivo per rendere possibile una ricerca di qualità, capace di sostenere il dialogo tra discipline e di affrontare in modo credibile le grandi sfide scientifiche, sociali e ambientali del nostro tempo, è ...
Le nuove generazioni devono poter esplorare, ma anche costruire ponti con la società. Credo sarà importante: favorire l’autonomia scientifica dei giovani;sostenere il dottorato di ricerca;sostenere l’avvio di linee di ricerca indipendenti;costruire percorsi di crescita che tengano insieme libertà e responsabilità.Il futuro della ricerca si costruisce dando fiducia oggi.Sostenere le nuove generazioni della ricerca significa assumere una responsabilità istituzionale chiara: creare condizioni riconoscibili e stabili che permettano a ricercatrici e ricercatori a inizio carriera di costruire un’identità scientifica autonoma senza essere immediatamente schiacciati dalla pressione competitiva. Le università che riescono a trattenere talento e a produrre ricerca di qualità nel lungo ...
Una parte della fragilità della ricerca deriva dalla scarsa comprensione del suo valore. Credo sia importante: raccontare la propria ricerca in modo accessibile;valorizzarne l’impatto culturale, sociale ed economico;promuovere attività di divulgazione e public engagement;dialogare con scuole, istituzioni e cittadini;difendere il valore pubblico della conoscenza.La ricerca vive se è compresa e condivisa.Comunicare il valore della ricerca significa renderne comprensibili il senso, il metodo e l’impatto a pubblici diversi, senza tradirne la complessità. La fragilità della ricerca nel dibattito pubblico nasce spesso non da una carenza di qualità scientifica, ma dalla difficoltà di comprenderne i tempi, le logiche e il contributo reale ...

Azioni

Interventi concreti per costruire un’esperienza universitaria più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare studenti e studentesse nei momenti chiave del loro percorso.

1.1 Un orientamento in ingresso lungo un anno L’orientamento non può essere un’attività episodica o concentrata solo nel periodo delle immatricolazioni o basata su progetti singoli. Se sarò Rettore mi impegnerò immediatamente a: rafforzare la presenza di Ca’ Foscari nelle scuole secondarie, con azioni continuative e mirate;potenziare l’orientamento negli istituti tecnici e professionali;coinvolgere docenti, tutor e alumni nel racconto dei percorsi;offrire informazioni chiare su carichi di studio, sbocchi e servizi;intercettare precocemente studenti e studentesse a rischio di scelta non consapevole;offrire servizi di introduzione e accoglienza per il primo periodo/semestre dei primi anni.Un orientamento continuo, consapevole e inclusivo: così si costruisce ...
1.2 Nessuno sarà lasciato solo La linearità delle carriere accademiche rappresenta un indicatore fondamentale della capacità dell’università di accompagnare in modo efficace i propri studenti e le proprie studentesse lungo il percorso formativo. Non è soltanto una misura di efficienza, ma il riflesso di un sistema che sa prendersi cura delle persone: orientarle nelle scelte, sostenerle nei momenti di difficoltà, garantire qualità e coerenza dell’offerta didattica e creare condizioni favorevoli per un apprendimento continuo e consapevole. Molti abbandoni non dipendono dalla difficoltà dei contenuti, ma dalla solitudine, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di supporto. Ritengo strategico:costituire uno Student Success Hub;potenziare ...
1.3 Il benessere è parte della formazione Il benessere non è un tema marginale: incide direttamente sui risultati accademici. Il mio impegno è: rafforzare i servizi di supporto psicologico;promuovere iniziative per la salute mentale e la prevenzione del disagio;creare spazi sicuri di ascolto e confronto;contrastare solitudine, stress e isolamento, soprattutto nei primi anni.Un’università che si prende cura del benessere migliora anche la qualità della formazione.Investire nel benessere studentesco significa partire da una constatazione semplice ma spesso sottovalutata ovvero che il successo formativo non dipende soltanto dalla qualità della didattica o dalla buona organizzazione dei corsi, ma anche – e in ...
1.4 Dal primo giorno al primo lavoro Accompagnare gli studenti e le studentesse fino alla laurea non basta. Occorre sostenere i loro percorsi dal primo giorno al primo lavoro, rendendo leggibile il legame tra formazione, competenze e futuro professionale. È mia intenzione: potenziare l’orientamento in uscita e il placement;rafforzare tirocini di qualità e percorsi professionalizzanti;coinvolgere maggiormente alumni e imprese;valorizzare le competenze trasversali;sostenere l’imprenditorialità studentesca e l’innovazione sociale.Una buona transizione al lavoro rafforza l’attrattività dell’AteneoRafforzare in modo efficace il placement significa superare l’idea che l’incontro con il mondo del lavoro avvenga solo alla fine del percorso di studi. Un inserimento professionale ...
1.5 Sapere per partecipare Molti problemi nascono dalla mancanza di informazioni chiare Pertanto assume particolare rilievo: rendere più comprensibili regolamenti e calendari;migliorare la comunicazione su scadenze e opportunità;semplificare il linguaggio amministrativo;incentivare la partecipazione della rappresentanza studentesca.Regole chiare, informazioni accessibili, partecipazione reale.Molte delle difficoltà che rallentano o compromettono le carriere studentesche non dipendono da scelte sbagliate o da carenze individuali, ma da condizioni strutturali che incidono sull’esperienza concreta dello studio. In particolare, una persistente asimmetria informativa — fatta di regole poco chiare, informazioni frammentate, linguaggi amministrativi complessi e discrepanze tra ciò che viene formalmente comunicato e ciò che accade nella pratica ...
1.6 Un laboratorio di talenti: Il Collegio Internazionale Il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari rappresenta una risorsa strategica, che intendo valorizzare e sviluppare in modo pienamente coerente con la visione di un Ateneo capace di distinguersi per qualità, ambizione e capacità di attrarre talenti. rafforzare il Collegio Internazionale come luogo simbolico della qualità formativa di Ca’ Foscari;utilizzare il Collegio come laboratorio permanente di sperimentazione didattica;valorizzare il Collegio come ambiente privilegiato per la formazione di competenze trasversali avanzate;Dove il talento cresce, l’università si distingue.Il Collegio non è soltanto un luogo residenziale o un percorso di eccellenza per pochi: è uno spazio ...
Marco Sgarbi
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