2. Gli spazi fanno l’università
Gli spazi non sono un elemento neutro dell’esperienza universitaria.
Aule, biblioteche, spazi di studio, luoghi di ristoro e di socialità incidono direttamente sulla qualità dell’apprendimento, sul benessere delle persone e sul senso di appartenenza alla comunità accademica.
In un contesto di crescente competizione tra atenei e di calo demografico, la qualità delle infrastrutture è diventata uno dei principali fattori che orientano le scelte degli studenti e delle studentesse, soprattutto fuorisede e internazionali.
Per Ca’ Foscari questa sfida è particolarmente delicata. L’Ateneo è una realtà multicampus, articolata tra Venezia, Mestre e Treviso, con caratteristiche insediative, esigenze infrastrutturali e opportunità di sviluppo differenti. Venezia rappresenta un contesto straordinario ma complesso, segnato da vincoli architettonici, logistici e ambientali unici e da un costo della vita elevato. Mestre offre condizioni diverse, con maggiori possibilità di sviluppo degli spazi destinati alla ricerca, ai laboratori e ai servizi per la comunità universitaria. Treviso, a sua volta, presenta opportunità specifiche per consolidare un campus a misura di studente, ben integrato con il territorio e con il tessuto produttivo. In questo scenario, investire in infrastrutture non significa soltanto “costruire di più”, ma governare in modo strategico la pluralità dei luoghi, usare meglio ciò che abbiamo e rendere gli spazi più accessibili, più flessibili e più rispondenti ai bisogni reali di studenti, docenti e personale.
Le infrastrutture devono essere considerate una parte integrante della strategia didattica e di inclusione: senza spazi adeguati, anche la migliore offerta formativa rischia di perdere efficacia.