2.3 Aule efficienti, ogni giorno

La didattica di oggi richiede spazi adeguati, affidabili e coerenti con le modalità contemporanee di insegnamento e apprendimento.

Per questo intendo:

  • elettrificare progressivamente tutte le aule;
  • garantire la disponibilità di laboratori e postazioni informatiche adeguate alle esigenze didattiche e di servizio;
  • rendere alcuni spazi flessibili per diverse modalità didattiche;
  • integrare sostenibilità ambientale ed efficienza energetica nella progettazione degli interventi.

Innovare gli spazi per trasformare il modo di imparare.

Modernizzare aule, laboratori e postazioni informatiche significa garantire condizioni minime, affidabili e prevedibili che permettano alla didattica e ai servizi di funzionare bene ogni giorno. Gli spazi per l’apprendimento non dovrebbero essere fonte di stress, improvvisazione o perdita di tempo, ma ambienti stabili e funzionali, nei quali docenti e studentesse e studenti possano concentrarsi sull’insegnamento, sull’apprendimento e sulla valutazione senza ostacoli materiali. La qualità dell’esperienza formativa dipende infatti, in modo molto concreto, dalla solidità e dall’adeguatezza degli ambienti in cui essa si svolge.

A Ca’ Foscari, una modernizzazione efficace non può riguardare solo le aule tradizionali, ma deve includere anche i laboratori e le postazioni informatiche, che rappresentano un’infrastruttura essenziale sia per la didattica disciplinare sia per lo svolgimento di prove trasversali rivolte all’intera popolazione studentesca, come i TOLC o le verifiche delle abilità informatiche. L’attuale concentrazione di queste attività in poche sedi, in particolare nel Campus Scientifico, evidenzia limiti di capacità, flessibilità e accessibilità che incidono sull’organizzazione complessiva della didattica e dei servizi. Affrontare questo nodo in modo strutturale è parte integrante di una strategia credibile di modernizzazione degli spazi.

Un primo passo operativo consiste nell’introduzione di standard di base condivisi per tutti gli spazi destinati alla didattica e alle prove informatizzate, indipendentemente dalla sede e dalla dimensione. Aule, laboratori e sale informatiche dovrebbero garantire condizioni non negoziabili: elettrificazione adeguata per una quota significativa delle postazioni, prese accessibili e funzionanti, connessione stabile e performante, illuminazione idonea allo studio prolungato e postazioni docente o di supervisione complete, intuitive e immediatamente utilizzabili. Definire e applicare questi standard riduce le disuguaglianze tra sedi e rafforza l’equità dell’esperienza studentesca, assicurando condizioni comparabili in tutto l’Ateneo.

Un elemento centrale della strategia di intervento è l’adozione di una logica “a kit” nella progettazione delle dotazioni tecnologiche e impiantistiche. Invece di sviluppare soluzioni diverse per ogni singolo spazio, è più efficace individuare set standard replicabili per aule e laboratori, compatibili anche con edifici storici. Questo approccio consente interventi più rapidi, costi più controllabili e una manutenzione semplificata. Nel contesto veneziano, caratterizzato da forti vincoli architettonici, la standardizzazione riduce la necessità di interventi invasivi e rende più sostenibile l’adattamento progressivo degli spazi esistenti. Allo stesso tempo, nei campus di Mestre e Treviso, dove i vincoli architettonici sono meno stringenti, sarà possibile sperimentare configurazioni più avanzate e modulari, che potranno diventare modelli replicabili anche nelle sedi storiche. Il multicampus consente così di differenziare senza creare gerarchie.

La modernizzazione deve inoltre puntare sulla flessibilità d’uso degli spazi. Aule non dovrebbero essere progettate esclusivamente per una singola modalità didattica, ma consentire configurazioni diverse: lezioni frontali, lavori di gruppo, attività pratiche, prove informatizzate e momenti di valutazione. Arredi mobili o riconfigurabili e infrastrutture tecnologiche modulari permettono di rispondere a esigenze differenti senza moltiplicare gli spazi dedicati, aumentando l’efficienza complessiva dell’utilizzo degli ambienti. Questa flessibilità è una condizione essenziale per una didattica inclusiva ed efficace, in linea con gli obiettivi di innovazione didattica dell’Ateneo.

La modernizzazione degli spazi rappresenta anche un’importante occasione per integrare sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. Illuminazione a LED, sensori di presenza, gestione intelligente di riscaldamento e raffrescamento e attrezzature a basso consumo consentono di migliorare il comfort riducendo consumi e costi. In questo modo, l’innovazione infrastrutturale si allinea agli obiettivi di sostenibilità di Ca’ Foscari e contribuisce a una gestione più responsabile delle risorse.

Per essere credibile ed efficace, una politica di modernizzazione deve infine procedere in modo graduale, visibile e comunicato. Interventi organizzati per lotti annuali, con priorità chiare alle aule e ai laboratori più utilizzati o più critici, permettono di mostrare progressi concreti e di raccogliere feedback utili per migliorare le fasi successive. Docenti, studenti e studentesse devono percepire che esiste una direzione chiara e che, anno dopo anno, le condizioni della didattica, delle prove informatizzate e dei servizi migliorano in modo continuo e sistematico, rafforzando la fiducia nella capacità dell’Ateneo di governare i propri spazi. Una politica di modernizzazione coerente con la visione multicampus non mira a uniformare ogni spazio, ma a garantire standard qualitativi comparabili e funzionalità equivalenti in tutte le sedi. È questo equilibrio tra differenziazione e coerenza che rende il multicampus una risorsa e non una frammentazione.

2. Gli spazi fanno l’università​

Azioni

Ca’ Foscari deve rispondere alla crescente domanda di luoghi in cui studiare. In un Ateneo multicampus, il diritto allo studio coincide anche con il diritto a uno spazio adeguato in ogni sede. La qualità dell’esperienza universitaria non può dipendere dal campus in cui si frequenta: Venezia, Mestre e Treviso devono offrire condizioni di studio dignitose, accessibili e coerenti con le rispettive vocazioni. Credo debba essere prioritario per l’Ateneo:incrementare il numero di aule studio dedicate;riconvertire spazi sottoutilizzati in luoghi di studio;distribuire gli spazi in modo equilibrato tra le sedi;assicurare accessibilità anche a studenti e studentesse con disabilità.Un Ateneo equo è un ...
La vita studentesca non segue orari amministrativi pertanto avverto come un dovere: estendere gli orari di apertura delle biblioteche;garantire aperture serali e nei fine settimana;coordinare orari tra le diverse sedi;sperimentare aperture prolungate in periodi di esami;garantire sicurezza e qualità dei servizi.Più tempo per studiare, più possibilità di riuscire.Estendere gli orari di apertura degli spazi di studio non significa semplicemente “tenere tutto aperto più a lungo”, ma interrogarsi su quando, dove e per chi quegli spazi devono essere disponibili. Un’estensione uniforme e indiscriminata degli orari rischia infatti di essere inefficiente, costosa e poco sostenibile. In una visione multicampus, questo significa programmare ...
La didattica di oggi richiede spazi adeguati, affidabili e coerenti con le modalità contemporanee di insegnamento e apprendimento. Per questo intendo: elettrificare progressivamente tutte le aule;garantire la disponibilità di laboratori e postazioni informatiche adeguate alle esigenze didattiche e di servizio;rendere alcuni spazi flessibili per diverse modalità didattiche;integrare sostenibilità ambientale ed efficienza energetica nella progettazione degli interventi.Innovare gli spazi per trasformare il modo di imparare.Modernizzare aule, laboratori e postazioni informatiche significa garantire condizioni minime, affidabili e prevedibili che permettano alla didattica e ai servizi di funzionare bene ogni giorno. Gli spazi per l’apprendimento non dovrebbero essere fonte di stress, improvvisazione o ...
Gli spazi informali sono fondamentali per costruire comunità. In un Ateneo multicampus, costruire comunità significa farlo in ogni sede. La socialità universitaria non può concentrarsi esclusivamente nel centro storico veneziano: Venezia, Mestre e Treviso devono essere luoghi in cui si può non solo studiare, ma anche incontrarsi, fermarsi, partecipare e sentirsi parte di una comunità viva. Considero fondamentale:ampliare e migliorare gli spazi di ristoro;creare aree di incontro e relax;favorire luoghi di socialità non commerciali;integrare spazi interni ed esterni.Un Ateneo vivo è fatto di relazioni, non solo di aule.Costruire un forte senso di appartenenza significa superare una separazione rigida tra studio ...
In un Ateneo multicampus, l’ottimizzazione degli spazi deve essere pensata su scala complessiva, e non per singola sede. Venezia, Mestre e Treviso non possono gestire il proprio patrimonio in modo separato: devono essere considerate parti di un unico sistema infrastrutturale. Pertanto intendo:coordinare meglio l’uso degli spazi tra strutture;utilizzare gli spazi anche fuori dagli orari tradizionali;sperimentare nuovi modelli di gestione degli spazi.Spazi condivisi, tempi estesi, uso intelligente delle risorse.In un contesto come quello di Ca’ Foscari, la disponibilità di nuovi spazi è strutturalmente limitata. Per questo, una delle leve più efficaci non è tanto aumentare i metri quadri, quanto utilizzare in ...
In un Ateneo multicampus, la relazione con la città non è unitaria ma plurale: Venezia, Mestre e Treviso rappresentano contesti urbani differenti, ciascuno con specifiche criticità e potenzialità. Governare il multicampus significa costruire una strategia territoriale differenziata ma coerente. È nelle mie intenzioni:rafforzare il legame tra università e tessuto urbano;potenziare l’housing e la mobilità.Un’università aperta rende la città più viva.Questo rafforzamento dovrà essere pensato su scala intercomunale e metropolitana, superando una visione centrata esclusivamente sul centro storico veneziano e includendo in modo strutturale Mestre e Treviso nella progettazione delle politiche abitative e di mobilità.Integrare gli spazi universitari con la città ...

Azioni

Interventi concreti per costruire un’esperienza universitaria più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare studenti e studentesse nei momenti chiave del loro percorso.

1.1 Un orientamento in ingresso lungo un anno L’orientamento non può essere un’attività episodica o concentrata solo nel periodo delle immatricolazioni o basata su progetti singoli. Se sarò Rettore mi impegnerò immediatamente a: rafforzare la presenza di Ca’ Foscari nelle scuole secondarie, con azioni continuative e mirate;potenziare l’orientamento negli istituti tecnici e professionali;coinvolgere docenti, tutor e alumni nel racconto dei percorsi;offrire informazioni chiare su carichi di studio, sbocchi e servizi;intercettare precocemente studenti e studentesse a rischio di scelta non consapevole;offrire servizi di introduzione e accoglienza per il primo periodo/semestre dei primi anni.Un orientamento continuo, consapevole e inclusivo: così si costruisce ...
1.2 Nessuno sarà lasciato solo La linearità delle carriere accademiche rappresenta un indicatore fondamentale della capacità dell’università di accompagnare in modo efficace i propri studenti e le proprie studentesse lungo il percorso formativo. Non è soltanto una misura di efficienza, ma il riflesso di un sistema che sa prendersi cura delle persone: orientarle nelle scelte, sostenerle nei momenti di difficoltà, garantire qualità e coerenza dell’offerta didattica e creare condizioni favorevoli per un apprendimento continuo e consapevole. Molti abbandoni non dipendono dalla difficoltà dei contenuti, ma dalla solitudine, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di supporto. Ritengo strategico:costituire uno Student Success Hub;potenziare ...
1.3 Il benessere è parte della formazione Il benessere non è un tema marginale: incide direttamente sui risultati accademici. Il mio impegno è: rafforzare i servizi di supporto psicologico;promuovere iniziative per la salute mentale e la prevenzione del disagio;creare spazi sicuri di ascolto e confronto;contrastare solitudine, stress e isolamento, soprattutto nei primi anni.Un’università che si prende cura del benessere migliora anche la qualità della formazione.Investire nel benessere studentesco significa partire da una constatazione semplice ma spesso sottovalutata ovvero che il successo formativo non dipende soltanto dalla qualità della didattica o dalla buona organizzazione dei corsi, ma anche – e in ...
1.4 Dal primo giorno al primo lavoro Accompagnare gli studenti e le studentesse fino alla laurea non basta. Occorre sostenere i loro percorsi dal primo giorno al primo lavoro, rendendo leggibile il legame tra formazione, competenze e futuro professionale. È mia intenzione: potenziare l’orientamento in uscita e il placement;rafforzare tirocini di qualità e percorsi professionalizzanti;coinvolgere maggiormente alumni e imprese;valorizzare le competenze trasversali;sostenere l’imprenditorialità studentesca e l’innovazione sociale.Una buona transizione al lavoro rafforza l’attrattività dell’AteneoRafforzare in modo efficace il placement significa superare l’idea che l’incontro con il mondo del lavoro avvenga solo alla fine del percorso di studi. Un inserimento professionale ...
1.5 Sapere per partecipare Molti problemi nascono dalla mancanza di informazioni chiare Pertanto assume particolare rilievo: rendere più comprensibili regolamenti e calendari;migliorare la comunicazione su scadenze e opportunità;semplificare il linguaggio amministrativo;incentivare la partecipazione della rappresentanza studentesca.Regole chiare, informazioni accessibili, partecipazione reale.Molte delle difficoltà che rallentano o compromettono le carriere studentesche non dipendono da scelte sbagliate o da carenze individuali, ma da condizioni strutturali che incidono sull’esperienza concreta dello studio. In particolare, una persistente asimmetria informativa — fatta di regole poco chiare, informazioni frammentate, linguaggi amministrativi complessi e discrepanze tra ciò che viene formalmente comunicato e ciò che accade nella pratica ...
1.6 Un laboratorio di talenti: Il Collegio Internazionale Il Collegio Internazionale di Ca’ Foscari rappresenta una risorsa strategica, che intendo valorizzare e sviluppare in modo pienamente coerente con la visione di un Ateneo capace di distinguersi per qualità, ambizione e capacità di attrarre talenti. rafforzare il Collegio Internazionale come luogo simbolico della qualità formativa di Ca’ Foscari;utilizzare il Collegio come laboratorio permanente di sperimentazione didattica;valorizzare il Collegio come ambiente privilegiato per la formazione di competenze trasversali avanzate;Dove il talento cresce, l’università si distingue.Il Collegio non è soltanto un luogo residenziale o un percorso di eccellenza per pochi: è uno spazio ...
Marco Sgarbi
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